Ora che quattro scansafatiche italiani si strappano le vesti sulla Tav, in Sardegna riparte il trenino verde.

E ci vuole coraggio!

La giunta regionale pseudo sardo-leghista qualche giorno fa aveva firmato il nuovo contratto, pleonastico, con l'Arst per la gestione della rete sarda, a scartamento ridotto.

Una delle reti turistiche più affascinanti al mondo!

Gli avamposti padani in terra sarda hanno firmato con tanta e tale convinzione che non si sono nemmeno accertati delle condizioni non dico della rete, in gran parte chiusa perchè sfasciata da incuria e abbandono, ma non si sono nemmeno preoccupati di chiedere le condiizioni delle carrozze del trenino verde.

Il grado di incapacità e di negligenza si misura così, con una giunta regionale chiamata a tappare le falle del malgoverno della sinistra che se ne infischia peggio dei suoi predecessori.

E' vero l'arst è governata da un figlio di Soru, espressione del Pd, ma è altrettanto vero che l'assessore è padano d'Ogliastra.

Se uno ha cuore un servizio così strategico e ha un minimo di percezione della comunicazione e delll'accoglienza si sarebbe, quantomeno, dovuto premunire di capire con quali mezzi si sarebbe svolto il viaggio inaugurale e il servizio, considerato che da settimane gli operatori turistici ogliastrini e non solo invocavano quanto meno un minino di presentabilità delle carrozze!

Ebbene, zero che zero!

Se ne fottono, dei territori, degli operatori e dei turisti.

E' impensabile che questo catorcio, abbandonato, deturpato, arrugginito e decrepito sia stato presentato ai turisti come l'emblema del servizio turistico.

Cialtroni, appunto!

Cialtroni, prima e dopo, prima per come hanno lasciato marcire i mezzi, cialtroni dopo perchè non sono stati in grado di pianificare una rapida quanto indispensabile manutenzione straordinaria dei mezzi.

Non ci vuole molto per riverniciare un mezzo, renderlo un minino presentabile senza mortificare turisti, operatori e territori. Invece niente, degrado assoluto.

E' sintomatico del fatto che nemmeno questi, alla pari degli altri, credono allo straordinario potenziale di questa rete ferroviaria unica nel suo genere, capace di attraversare l'entroterra più selvaggio e giungere nelle coste più affascinanti.

Certo gli operatori che hanno organizzato con cuore e passione, dedizione e lungimiranza, questa tumultuosa ripresa del trenino, bloccato da oltre un anno per altra stoltezza della politica, non hanno rimediato una bella figura. Non certo per colpa loro.

Semmai tour operator, agenzie di viaggio e guide turistiche sono colpevoli solo di voler continuare a scommettere su questo straordinario patrimonio ben consapevoli di una classe dirigente, di ieri e di oggi, totalmente inadeguata e insensibile a questa affascinante opportunità di sviluppo!