PILI: GUERRA TOTALE SUI BINARI SARDI - DOPPIO RICORSO AL TAR PER ANNULLARE CONTRATTO CON TRENITALIA

IL GRUPPO EUROPEO, UNO DEI PIU’ IMPORTANTI AL MONDO, PORTA IN TRIBUNALE L’AFFIDAMENTO PRIVATO ALLA SOCIETA’ DI STATO

LA REGIONE HA TRATTATO SOLO CON TRENITALIA A SCAPITO DEL SERVIZIO E DELLA CONCORRENZA

“Sui binari sardi è guerra totale. Il gruppo mondiale Arriva Italia, diramazione italiana di una grande holding dei trasporti ferroviari, dichiara guerra giudiziaria al contratto di servizio stipulato dalla Regione con Trenitalia. L’accusa è chiara: la Regione Sardegna ha trattato solo con Trenitalia, ignorando l’offerta concorrenziale di un altro gruppo internazionale. Ora la società europea ha deciso con un doppio ricorso al tar di andare sino in fondo con l’obiettivo di far saltare l’operazione discrezionale e privatistica della Regione. Il primo ricorso sarà discusso nelle prossime settimane dal Tar Sardegna che ha già fissato la prima udienza. In discussione c’è il mancato accesso agli atti della pseudo gara. La regione ha negato l’accesso a tutti gli elementi essenziali per poter predisporre un’offerta e ha preferito chiudere l’accordo direttamente con Trenitalia fregandosene di altre offerte. Nel primo ricorso, dunque, si pone sotto accusa questa procedura di trasparenza negata e nell’altro si chiede l’annullamento del contratto di servizio già stipulato per mancata concorrenza. Un ricorso che riprende in toto la decisione di bocciare quel contratto già assunta dall’autorità garante. Si tratta di un vero e proprio stop a quel contratto visto che in pendenza di giudizio sarà difficile che, sia Trenitalia che la stessa regione, vadano avanti su quella procedura. Sarebbe da irresponsabili rischiare altro denaro pubblico dinanzi a contestazioni talmente evidenti considerato che la stessa Autorità garante della Concorrenza il 25 agosto scorso aveva bocciato senza appello il contratto di servizio tra regione Sardegna e Trenitalia. La decisione clamorosa dell’autorità di bocciare il contratto di servizi sulla gestione dei trasporti ferroviari, che avevo divulgato nonostante il tentativo di tenerla segreta, costituisce un presupposto talmente rilevante che ogni ulteriore prosieguo di tale contratto sarebbe quanto meno da Corte dei conti. Il ricorso al tar è chiaramente fondato sugli stessi presupposti adotti dall’autorità che aveva censurato duramente la procedura seguita dalla regione. Una situazione che rischia di mettere in ginocchio il già dileggiato trasporto ferroviario in Sardegna. Dopo la farsa dei treni veloci, finita miseramente in un rallentamento rispetto alla precedente gestione, ora arriva quest’ennesima tegola su un governo regionale che ha fallito ogni azione in tema di trasporti. La decisione senza precedenti dell’autorità e ora il ricorso al tar per l’annullamento costituiscono un vero scacco sull’affidamento a Trenitalia della gestione ferroviaria in Sardegna. E ad essere sonoramente bocciata è proprio la fallimentare gestione da parte della Regione”.

Lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili annunciando il duplice ricorso pendente al Tar da parte di Arriva Italia e preannunciando un’interrogazione al ministro dei trasporti perché valuti una situazione delicata per il futuro ferroviario in Sardegna.

“Si tratta dell’ennesimo fallimento di questa giunta regionale che in tema dei trasporti ha inanellato un disastro dietro l’altro, dalla continuità territoriale a questa nuova contesa che segue la durissima bocciatura dell’autorità. Accuse pesantissime che vanno dalle norme sulla trasparenza a quelle della concorrenza. In sostanza la regione viene accusata di aver favorito Trenitalia e di averle regalato la gestione delle ferrovie senza alcun tipo di confronto con altri soggetti che si era dichiarati interessati al servizio. E ad impugnare quel contratto è un vero e proprio colosso mondiale del trasporto che un anno fa si candidò a gestire il trasporto su ferro in tutta la Sardegna. L’autorità era stata intransigente: procedura illegittima e le regole sulla concorrenza sono state tutte violate. La regione aveva 60 giorni per annullare tutto e rifare tutto da capo. Una regione arrogante che nonostante la perentorietà dell’Autorità ha ignorato quella determinazione e ora dovrà rischiare una decisione del Tar sulla materia”.

“Dilettanti allo sbaraglio che ora mettono ulteriormente a rischio anche il trasporto ferroviario. Dilettanti preavvertiti della situazione visto che all’inizio dell’anno avevo segnalato la richiesta di ammissione in gara di un secondo soggetto e che la sua esclusione a priori avrebbe costituito un fatto grave. La mia denuncia di allora era partita dalla richiesta di ammissione all’evidenza pubblica presentata il 13 gennaio 2016 da Arriva Italia Rail, diramazione nazionale di un colosso europeo che gestisce servizi di trasporto passeggeri in 14 nazioni europee: Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito. A fare ricorso contro Trenitalia in Sardegna è uno dei principali gestori nella città di Londra, il più grande operatore di servizi autobus in Danimarca ed uno dei maggiori operatori ferroviari del Regno Unito. Dal 2010, in seguito all'acquisizione del gruppo da parte di Deutsche Bahn, leader mondiale nel settore della mobilità e della logistica, Arriva è diventata la divisione internazionale per il trasporto passeggeri regionale e locale su ferro e su gomma al di fuori dalla Germania. Il gruppo di cui fa parte Arriva Italia garantisce ogni anno più di 2,2 miliardi di viaggi passeggeri, fa circolare più di 20.000 mezzi di trasporto (autobus, treni, traghetti, funicolari, tram e altro) e dà lavoro a più di 55.000 dipendenti. La Regione li ha ignorati puntando a favorire Trenitalia senza alcun tipo di confronto comparativo con i concorrenti. La decisione scandalosa della regione di non aprire nessuna concorrenza non solo ha danneggiato gli interessi della Sardegna ma ha finito per mettere il servizio nelle mani di un monopolista piuttosto che garantire il servizio migliore e più efficiente. Favoritismi e privilegi devono essere cancellati senza ulteriori perdite di tempo. Sui trasporti – ha concluso Pili - la Sardegna paga ancora troppo il dilettantismo e l’incapacità conclamata di questa giunta regionale”.