BUGIE DI PALAZZO, LE MASCHERINE COMPRATE IERI E AVANTIERI

Una balla dietro l’altra.

La storia raccontata oggi di una Regione, quella sarda, che avrebbe tenute nascoste migliaia e migliaia di mascherine e dispositivi individuali di protezione merita di essere approfondita con documenti alla mano e non chiacchiere da bar.

Le affermazioni divulgate con un comunicato stampa del presidente della regione sono smentite palesemente dai documenti che pubblico in questa pagina.

Per quale motivo il 19 marzo 2020 il direttore generale dell’azienda regionale per l’emergenza e l’urgenza della Sardegna AREUS scrive in una delibera, la numero 52, che è stata "accertata la carenza di scorte del magazzino farmaceutico di AREUS, secondo la nota del 19 marzo 2020 protocollo numero N BB/2020/83) dei seguenti dispositivi di protezione individuale: maschera chirurgica monouso tre strati, maschera facciale filtrante effe effe P2 e, maschera chirurgica quattro strati con visiera e via dicendo.

Il direttore generale dichiara in una delibera dell'azienda regionale per l’emergenza l'ACCERTATA CARENZA di scorte.

Come può il presidente della regione aFfermare l’esatto contrario quando un manager mette nero su bianco un'affermazione di tale entità su una delibera per l’acquisto di mascherine e dei presidi di protezione individuale?

È semplicemente inaudito solo pensare che la Regione avesse a disposizione, nascoste non si sa dove, migliaia di fantomatiche mascherine e dall’altra in tutti gli ospedali e presidi ospedalieri di soccorso con denunce pubbliche e non veniva denunciata la mancanza di questi fondamentali presidi di sicurezza.

Le dichiarazioni di stasera sono ancora più gravi perché ieri mattina (IERI) il commissario straordinario della più importante azienda ospedaliera della Sardegna, il Brotzu, decideva con la delibera 440 del 20 marzo del 2020 una fornitura di urgenza di maschere facciali filtranti FF P2 per tutti i reparti e servizi dell’azienda ospedaliera Brotzu per fronteggiare la pandemia Covid-19.

Una spesa di 67.000 euro per l’acquisto di 12 maschere facciali filtranti.

Ribadisco la domanda:

per quale motivo oggi il capo dell’esecutivo, quasi a sfidare l’evidenza dei fatti, dichiara che ci sono mascherine per tutti e in grande quantità?

Per sfuggire alle critiche, alle denunce, anche penali, fatte in questi giorni?

È fin troppo evidente che le bugie hanno le gambe corte.

Se è vero com’è vero che i due più importanti i presidi sanitari della Sardegna, da una parte l’azienda regionale dell’emergenza e dell’urgenza e dall’altra l’azienda ospedaliera Brotzu hanno comprato tra il 19 il 20 marzo, cioè ieri e avantieri quantitativi indispensabili per colmare quella che loro hanno definito una carenza di scorte dei presidi ospedalieri.

L’appello a non sollevare polemiche può valere in una situazione tale se non vi è a rischio la trasparenza e ancor di più la sicurezza dei lavoratori della sanità e degli stessi pazienti.

Probabilmente una giunta regionale seria si sarebbe posta il problema del perché il 50% dei contagiati in Sardegna siano personale medico e sanitario.

Per quale motivo nell’isola questa percentuale è drammaticamente così elevata a tal punto da mettere in discussione la stessa sicurezza del sistema sanitario sardo?

Questa è la domanda.

Altro che comunicati burletta su una vicenda così seria, con centinaia di soggetti che devono essere sottoposti a tampone e che ancora oggi non hanno ricevuto nessuna risposta perché mancano i reagenti in Sardegna.

E poi chi ha distribuito quelle mascherine farsa della Protezione civile nazionale, altre regioni le hanno rispedite al mittente, questa giunta regionale ha, invece, deciso di distribuirle in tutta la Sardegna avallando di fatto quella scellerata azione nazionale.

E' evidente che siamo dinanzi a soggetti che stanno mostrando la totale inadeguatezza politica e gestionale di questa vicenda così drammatica.

Occorre smetterla di mistificare la realtà, assumendosi sino in fondo le proprie responsabilità e dando risposte concrete a chi è realmente in trincea, come i medici e gli operatori sanitari della Sardegna.