ABBANOA CONDANNATA, DEVE PAGARE 4 MILIONI DI MULTA - ECCO LA SENTENZA DEL TAR CHE CONFERMA LA MULTA DELL'AUTORITA' DELLA CONCORRENZA

Il TAR Lazio ha RESPINTO il ricorso di Abbanoa.

La Corte dei conti chiami a rispondere della multa i dirigenti di Abbanoa responsabili delle pratiche aggressive contro i cittadini utenti

La società deve pagare senza perdere altro tempo la multa di 3 milioni 850 mila euro inflittagli dall'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato per pratica commerciale aggressiva

Ancora una sonora bocciatura per Abbanoa per le pratiche aggressive sui conguagli retroattivi e dichiarati prescritti.

Il nuovo provvedimento, quello del Tar Lazio, conferma che la società Abbanoa ha operato fuori legge, come ormai, in solitudine, denunciamo da anni.

Adesso non resta che attendere la decisione finale dei giudici del Tribunale Civile di Cagliari che in autunno dovrà pronunciarsi sulla nostra class action.

La decisione del Tar Lazio va verso un'auspicabile positiva condanna di Abbanoa con i relativi risarcimenti.

Abbanoa deve, dunque, pagare la maxi multa da 3.850.000 euro inflitta ad inizio luglio dall'Antitrust alla societa' Abbanoa, gestore unico del servizio idrico integrato in Sardegna, a conclusione di un procedimento istruttorio che ha accertato la realizzazione di una pratica commerciale aggressiva.

A confermare la condanna è stato il Tar Lazio in composizione collegiale in camera di consiglio.

L'Antitrust aveva accertato contro Abbanoa l'esistenza di pratiche commerciali aggressive per i conguagli pregressi e il

1) "mancato trattamento delle istanze di prescrizione relative a fatture risalenti a oltre cinque anni dalla data del consumo o mancato riconoscimento della stessa, a causa della non corretta individuazione del termine di decorrenza della prescrizione e degli atti interruttivi della stessa, anche in tale caso senza sospensione delle procedure di riscossione e di distacco in pendenza di reclamo;

2) mancata gestione delle istanze di rettifica delle fatture in presenza di perdite idriche occulte, quelle che avvengono a valle del contatore e non sono rilevabili se il gestore non registra e comunica il consumo anomalo, superiore a quello abituale, ovvero applicando criteri stringenti e ostativi ai fini dello storno parziale degli importi fatturati in caso di perdita occulta, relativi ai canoni di depurazione e fognatura";

Ecco la sentenza del Tar Lazio

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 10048 del 2019, proposto da Abbanoa S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Fabio Cintioli, Giuseppe Lo Pinto e Paolo Giugliano, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il loro studio in Roma, via Vittoria Colonna, 32;

contro

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso cui domicilia “ex lege” in Roma, via dei Portoghesi, 12;
nei confronti

ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso cui domicilia “ex lege” in Roma, via dei Portoghesi, 12;

Adiconsum Sardegna e Adiconsum Nazionale, non costituiti in giudizio;

per l'annullamento, previa sospensione cautelare anche ai sensi dell’art. 56 c.p.a.,

  • del provvedimento sanzionatorio n. 27813 adottato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in data 12 giugno 2019 a conclusione dell'istruttoria PS11319, notificato in data 4 luglio 2019;

  • nonché, per quanto occorrere possa, di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguenziale, ivi compresi il provvedimento di avvio del procedimento istruttorio PS11319, la comunicazione del termine di chiusura dell’istruttoria.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto il decreto cautelare monocratico di questa Sezione n. 5109/2019 del 30.7.2019;

Visto l’atto di costituzione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, con la relativa documentazione e la distinta memoria;

Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visti gli artt. 55 e 119 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio dell’11 settembre 2019 il dott. Ivo Correale e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato che, al sommario esame proprio della presente fase e intervenuta la pubblicazione della dichiarazione rettificativa di cui al provvedimento impugnato, non si rinvengono i presupposti di estrema gravità e urgenza di cui all’art. 119, comma 3 e 4, c.p.a., per disporre la tutela cautelare richiesta, dato che residua un aspetto meramente patrimoniale in ordine alla sanzione come disposta a cui può porsi rimedio con la richiesta di rateizzazione della medesima;

Considerato che non risulta dimostrato con elementi oggettivi quanto prospettato dalla ricorrente in ordine alla incisione in maniera significativa sugli investimenti che il gestore ha programmato di affrontare “nei prossimi anni” – dato che ben può essere decisa la fattispecie nel merito in tempi ridotti ai sensi dell’art.119 cit. - o sulla impossibilità di “riparare” alcune rilevanti perdite idriche, anche in costanza di rateizzazione dell’importo di cui alla sanzione;

Considerato che le spese della presente fase possono compensarsi per la peculiarità della fattispecie;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) respinge la domanda cautelare.

Compensa le spese della presente fase.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 11 settembre 2019 con l'intervento dei magistrati:

Carmine Volpe, Presidente

Ivo Correale, Consigliere, Estensore

Antonio Andolfi, Consigliere

ESTENSORE PRESIDENTE
Ivo Correale Carmine Volpe