TIRRENIA & MOBY: I COMMISSARI CHIEDONO DI PAGARE IL DEBITO DA 180 MILIONI

180 milioni da pagare allo Stato per l'acquisto non pagato della Tirrenia.

L'amministrazione straordinaria di Tirrenia li chiede a Onorato che dal 2012 ad oggi si è dimenticato di pagare allo Stato la bellezza di 180 milioni di euro.

Una cifra colossale per la quale i commissari di Tirrenia hanno chiesto al tribunale civile di Roma di sequestrare conti correnti, navi e immobili del gruppo Onorato.

Si tratta di una situazione di una gravità inaudita considerato che Onorato ha pagato allo Stato appena la metà del costo della Tirrenia e che la convenzione termina il prossimo 20 luglio.

In pratica lo Stato rischia di chiudere il contratto e di rimediare una stecca da 180 milioni di euro.

Stamane al tribunale di Roma l'udienza finale con la quale i commissari di Tirrenia hanno chiesto ai Giudici di pronunciarsi per la prima rata non pagata da 55 milioni dei 180 e hanno già sollevato istanza di sequestro anche per la seconda di 60 milioni.

I giudici, dopo l'udienza, si sono riservati di decidere nei prossimi giorni.

Una partita decisiva considerato che il sequestro dei beni comporterebbe il tracollo operativo della compagnia che risulta schiacciata da debiti per oltre 700 milioni di euro.

La Cin di Onorato ha un indebitamente rilevante e nonostante questo ci sono stati gravissimi flussi intergruppo da Tirrenia verso Moby svuotando di fatto le casse della compagnia che avrebbe dovuto pagare i debiti allo Stato.

Il maggior indebitamento della CIN-Tirrenia di Onorato è appunto quello verso lo Stato: nel bilancio 2017, il debito dei 180 milioni veniva iscritto “Nella voce “altri debiti” nei confronti di Tirrenia A.S. per l’acquisizione del ramo d’azienda.

La composizione del debito espone la quota residua del prezzo
d’acquisto da versare alla Stato così come previsto dal contratto di cessione stipulato in data 25 luglio 2011 e successivamente integrato e modificato con atto del 16 luglio 2012.

Il prezzo del ramo d’Azienda è stato fissato nell’atto integrativo, al netto di alcune partite contrattuali definite tra le parti, in 377 milioni di euro.

A garanzia del pagamento della seconda tranche del prezzo fisso era stata iscritta ipoteca di secondo grado in favore di Tirrenia in A.S. su tutte le navi di proprietà della flotta, successivamente rilasciata in funzione dell’estinzione anticipata della relativa quota!

L' 11 maggio 2016, la Società ha ricevuto dalla Tirrenia in Navigazione S.p.A. in A.S. un sollecito di pagamento con riferimento alla rata scadente al 30 aprile 2016.

Onorato ha comunicato alla controparte la sospensione del pagamento
del Prezzo Dilazionato.

Il 3 agosto 2016, la Società ha ricevuto nuovamente un sollecito da parte della Tirrenia in Navigazione S.p.A.in A.S.

Onorato ha ribadito che non paga.

I commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria a quel punto hanno citato Onorato in tribunale con atto del 21 settembre
201.

La richiesta è chiara: dichiarare la nullità, invalidità ed illegittimità dell’art. 5.02 del contratto di cessione del ramo d’azienda Tirrenia che regola la sospensione del pagamento
della parte rateizzata del prezzo di acquisto ovvero la diminuzione del prezzo in relazione alla possibile pronuncia negativa da parte della Commissione Europea sull’indagine in corso per aiuti di stato.

I commissari chiedono che il tribunale ordini il sequestro
conservativo sui beni aziendali per la somma di Euro 55 MLN pari alla parte del prezzo rateizzato di cui è scaduto il pagamento, ovvero obblighi la società a prestare idonee garanzie.

Stessa cosa è stata fatta anche per la seconda rata da 60 milioni scaduta lo scorso 30 aprile, portando così il debito scaduto verso
ad 115 MLN di euro!

Stamane i Giudici si sono riservati di decidere.

Per la Cin Tirrenia potrebbe essere il colpo letale ma del resto i debiti si pagano!

Almeno così dovrebbe essere!