SBARCO IN SARDEGNA DI CAMORRA E SACRA CORONA UNITA, DA ZAGARIA AL CLAN MAZZARELLA

Dal clan di Zagaria a quello di Mazzarella, infiltrazioni ovunque, dalla droga alle opere pubbliche, dall'eolico alle scommesse

Un quadro gravissimo che fa emergere una sempre più evidente connessione tra la criminalità locale e quella organizzata

Arresti, sequestro di beni, imprese cacciate dai cantieri

La relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia appena depositata rappresenta uno spaccato allarmante dei casi di infiltrazione della criminalità organizzata in Sardegna

E' la conferma, che mai avrei voluto rilevare, delle mie denunce solitarie per bloccare l'arrivo in Sardegna di centinaia di capimafia che hanno letteralmente fatto conoscere l'isola a parenti e affiliati

Il vergognoso silenzio della politica e la complicità delle istituzioni ha fatto il resto

Mai avrei voluto che quei miei allarmi si concretizzassero, purtroppo è avvenuto.

Quello che pubblico è il dossier della Direzione Investigativa Antimafia sulla Sardegna e le infiltrazioni mafiose, camorristiche e della sacra corona unita che emergono dalla relazione semestrale dell'antimafia.

Dalla relazione della DIA - Direzione Investigativa Antimafia:

"... la criminalità isolana non è del tutto estranea a cointeressenze delinquenziali per la conduzione delle attività illegali, dal traffico di droga al riciclaggio, compreso il reinvestimento dei capitali in strutture immobiliari turistiche.

Si registra la presenza di sodalizi stranieri, principalmente dediti al traffico di droga, che per struttura e modalità di affiliazione sono in alcuni casi equiparabili alle associazioni di tipo mafioso.

In tale contesto si inquadra il fenomeno del crimine organizzato nigeriano, ormai presente anche nell’isola, che dispone di canali di rifornimento di stupefacenti dall’Africa così come dal territorio nazionale, attraverso una consolidata rete di corrieri.

Da rilevare anche l’ampia diffusione delle droghe e dei fenomeni criminali ad essa correlati, che trova terreno fertile nello stallo economico che vede la Sardegna ancora in grave difficoltà.

Provincia di Cagliari

Il capoluogo, centro degli interessi commerciali e geo-politici della regione, risente maggiormente delle ingerenze delinquenziali delle varie consorterie.

A CAGLIARI MAFIA SU TURISMO, DROGA E ARMI

In questo territorio, le proiezioni dei sodalizi mafiosi extraregionali stringono talvolta legami funzionali con bande locali dedite al traffico di stupefacenti e di armi. Si avvalgono anche della connivenza di imprenditori ed amministratori al fine di acquisire il controllo di beni immobili nelle località turistiche costiere e più in generale per riciclare i proventi illeciti.

Rimanendo nel cagliaritano, ma spostando l’attenzione all’ambito del riciclaggio, le attività investigative hanno già in passato disvelato, nel settore turistico-alberghiero, investimenti di capitali da parte di organizzazioni campane, anche con la complicità di amministratori pubblici (1196).

(1196) Operazione “Little Lord”, che nel mese di ottobre 2014 ha condotto al sequestro di un ingente patrimonio societario e immobiliare in provincia di Cagliari, disvelando un complesso intreccio tra imprenditori, amministratori locali, politici nazionali nonché soggetti legati al cartello casertano dei CASALESI, gruppo ZAGARIA, ed al clan D’ALESSANDRO di Castellammare di Stabia (NA): l’investigazione ha messo in luce gli effetti distorsivi sull’economia locale prodotti da Investimenti di denaro provento di attività illecite (p.p. 2214/10 RGNR PM e 1666/11 RG GIP del Tribunale di Cagliari. Il sodalizio, che aveva investito una grossa somma nella costruzione di un villaggio turistico a Villasimius (CA),aveva in progetto di effettuare ulteriori investimenti in altre zone turistiche dell’isola (Costa Paradiso) e nelle grandi opere pubbliche (G8 della Maddalena), poi non concretizzatisi.Anche nell’operazione “Omphalos” (OCC n. 299/17 RG GIP del Tribunale di Napoli, emessa il 21 giugno 2017 nell’ambito del p.p. 36726/04 RGNR), che ha riguardato un’attività di riciclaggio nella quale sono risultati coinvolti alcuni clan napoletani ed un sodalizio casertano, si fa riferimento alla costruzione in Sardegna, mai completata, di un villaggio: alla stessa erano interessati due pregiudicati, affiliati al clan PUCA, ed alcuni imprenditori.

SCOMMESSE ON LINE NUOVA FRONTIERA IN SARDEGNA

Un ulteriore aspetto del fenomeno legato al riciclaggio e al reinvestimento di capitali illeciti, emerso in Sardegna solo di recente, è quello legato al mercato delle scommesse on line (c.d. betting) che vede anche l’Isola non immune
da ingerenze mafiose. Alcuni filoni investigativi hanno infatti svelato come le famiglie pugliesi fossero inserite nel mercato del gioco e delle scommesse on line. In particolare, nell’ambito dell’operazione “Scommesse” (1197) del 14 novembre 2018, coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (e sviluppata con diversi provvedimenti dalle Procure di Bari, Reggio Calabria e Catania), è stato sgominato un sodalizio nell’ambito del quale un imprenditore cagliaritano, in contatto con il clan barese CAPRIATI-PARISI, aveva avuto il compito di creare nuove sale giochi e di scommesse on line in Sardegna.

MAFIA NIGERIANA

In alcuni casi si registrano, poi, delle aree di “contatto” e collaborazione tra soggetti criminali autoctoni e le organizzazioni straniere, anche di tipo mafioso, stanziali nel territorio. Al riguardo, il 21 novembre 2018 gli esiti dell’operazione “Calypso Nest” - eseguita dalla Polizia di Stato, hanno fatto luce sull’operatività, nella provincia di Cagliari, di un’omonima cellula criminale nigeriana di tipo mafioso, dedita principalmente al traffico di droga, oltreché allo sfruttamento della prostituzione ed alla tratta di esseri umani. L’organizzazione è risultata essere una propaggine della struttura nigeriana denominata “Vatican Aviary”, a sua volta appartenente alla più estesa consorteria denominata “Eiye Supreme Confraternity”, la cui presenza è registrata in diverse località della penisola.

Nell’ambito dell’operazione sono stati tratti in arresto 27 soggetti (tutti di origine nigeriana ad eccezione di un ivoriano) e sequestrati complessivamente circa 7,5 Kg di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina.

La droga raggiungeva il capoluogo isolano attraverso una rete di “ovulatori” costituita da connazionali. Da segnalare, inoltre, che tra i soggetti tratti in arresto, rispettivamente a Padova e Treviso, figurano anche il “Grand Ibaka” ed il “World Ibaka”, figure apicali dell’organizzazione italiana della “Supreme Eiye Confraternity”.

MALAVITA LOCALE E TRAFFICO INTERNAZIONALE DI DROGA

Le attività investigative hanno evidenziato, nel tempo, come la Sardegna sia crocevia di importanti traffici internazionali di stupefacenti.

La malavita locale, dedita principalmente al traffico e spaccio di stupefacenti che finanzia attraverso i proventi delle rapine, intrattiene rapporti sempre più diretti con i mercati della droga, così da assicurare canali di approvvigionamento idonei a garantire la continuità dei rifornimenti.

Le organizzazioni criminali locali operano in modo diffuso in tutto il territorio isolano. Alcune operazioni, anche piuttosto risalenti nel tempo, testimoniano soprattutto per quanto riguarda i traffici di droga, che sussistono legami operativi tra le organizzazioni autoctone e i sodalizi di ‘ndrangheta e camorra (1200).

(1200) Da Relazione DNA anno 2015 – 2016 (pag. 535). Indagine n. 16085/12 a carico di esponenti della criminalità organizzata barbaricina, coinvolti in un traffico organizzato di droga. Al riguardo, in particolare, si legge: “...I principali spunti di analisi che si desumono dai dati sopra citati e dagli elementi informativi raccolti evidenziano innanzitutto che sul territorio sardo sono presenti organizzazioni criminali autoctone, prive del carattere della mafiosità. Come dimostra l’assenza di iscrizioni per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., nemmeno nel periodo in esame si sono evidenziate manifestazioni criminose direttamente riconducibili, per matrice o per metodologia, alla criminalità organizzata di tipo mafioso. Sono però emersi collegamenti di appartenenti a sodalizi di camorra e di ‘ndrangheta con gruppi criminali sardi, finalizzati all’approvvigionamento di sostanze stupefacenti, ed anche ad investimenti in alcuni lucrosi settori economici come quello turistico...”.

Tali legami hanno trovato recente conferma nelle attività eseguite tra il 25 ed il 27 novembre 2018, dai Carabinieri di Carbonia (SU). I militari hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dall’A.G. di Cagliari nei confronti di 4 soggetti ritenuti i fornitori di stupefacenti di un’organizzazione criminale già disarticolata il precedente 21 febbraio 2018, nell’ambito dell’operazione “Ichnos”: quest’ultima aveva, infatti, portato al decreto di fermo nei confronti di 15 soggetti, ritenuti responsabili di associazione finalizzata alla detenzione e al traffico di sostanze stupefacenti, principalmente eroina e cocaina. Nell’analizzare le figure coinvolte nel narcotraffico tra la Penisola e la Sardegna sono emerse complesse relazioni criminali. Infatti, tra i fornitori dello stupefacente, destinatari del provvedimento di novembre, figurano un pregiudicato albanese ed uno romano, quest’ultimo già colpito da analoga misura cautelare nell’ambito dell’operazione “Gallardo” del marzo 2018.

COSCHE REGGINE FILIPPONE E GALLICO

In tale attività investigativa lo stesso era stato qualificato come punto di riferimento di un’organizzazione che provvedeva a far giungere, a Roma, ingenti quantitativi di cocaina, tramite esponenti delle cosche reggine FILIPPONE e GALLICO, ormai infiltrate nella Capitale (1204).

(1204) La citata operazione ha riguardato un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti gestita da due distinte organizzazioni criminali: una diretta dai fratelli ESPOSITO (un tempo gestori per conto del clan LICCIARDI delle piazze di spaccio del Rione Berlingeri a Napoli, poi trasferitisi a Nettuno -RM) e l’altra di matrice albanese che, tramite un italiano faceva giungere nella Capitale e nella provincia ingenti quantitativi di cocaina avvalendosi della collaborazione di esponenti delle cosche FILIPPONE e GALLICO di Reggio Calabria, presenti a Roma.

Nel giugno del 2014, lo stesso pregiudicato romano era stato già tratto in arresto dai Carabinieri di Villacidro (CA) in quanto trovato in possesso di 14 chili di cocaina.

Proseguendo nell’esame del settore degli stupefacenti, occorre osservare che nei quartieri periferici delle città più popolose, ed in particolare di Cagliari, Sassari e Nuoro, si registra la presenza di sodalizi criminali stranieri e locali che hanno realizzato basi logistiche per il commercio degli stupefacenti. Emerge, infatti, una commistione tra la criminalità sarda e le organizzazioni di matrice straniera, in particolare albanese, nigeriana e colombiana.

Particolarmente attivo è anche il canale marocchino per l’approvvigionamento di hashish.

Sempre in relazione all’attività di contrasto a tale traffico di droga, è significativo il rinvenimento, nel gennaio 2019, di 11 chili di eroina, occultata in un muretto a secco nelle campagne dell’Algherese, e più precisamente in località Nuraghe Bilianu Pinna del comune di Uri (SS). La droga, suddivisa in panetti, per un valore al dettaglio di circa 2 milioni di euro, era destinata ad alimentare le piazze dello spaccio dell’isola, in particolare quelle di Cagliari, Sassari e Nuoro.

Sempre in provincia di Sassari sono state eseguite, il 9 agosto 2018, attività investigative antidroga, a carico di soggetti che svolgevano le loro attività criminali all’interno di una sala giochi.

CLAN CAMORRISTICI PER LA DROGA

Successivamente, nel mese di ottobre, due operazioni, una condotta dalla Guardia di finanza, l’altra dall’Arma dei carabinieri, hanno evidenziato l’operatività di alcuni soggetti legati a clan camorristici nella fornitura di piazze di spaccio locali.

A conclusione della prima, l’11 ottobre 2018, sono state eseguite una serie di ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP presso il Tribunale di Cagliari (operazione “Napaho”) nei confronti dei partecipi ad un sodalizio composto da soggetti campani e sardi, impegnati nell’introduzione e smercio, nel territorio delle province di Sassari e Nuoro,di diverse partite di sostanze stupefacenti provenienti dalla Campania e fatte giungere in Sardegna a bordo di autoarticolati che trasportavano piante. Tra i componenti del gruppo figura un pregiudicato legato al clan ALBANO di Scafati (SA).

IL CLAN MAZZARELLA A PORTO TORRES

La seconda operazione del 19 ottobre 2018, ha portato all’esecuzione, di un provvedimento cautelare nei confronti di sei soggetti, tra cui due commercianti napoletani trasferitisi a Porto Torres ed un pregiudicato considerato esponente di spicco di un’articolazione del clan MAZZARELLA, attiva nel quartiere Mercato di Napoli.

L’operazione, denominata “Red Moon” (dal nome di un locale di Porto Torres (SS) in cui si erano verificati alcuni episodi che avevano fatto emergere contrasti e scontri per il controllo del mercato della droga a Sassari e nella sua provincia) ha evidenziato come lo stupefacente fornito dal pregiudicato legato ai MAZZARELLA, venisse spedito dal capoluogo partenopeo in Sardegna da un altro indagato napoletano, mediante pacchi postali che giungevano a Sassari all’indirizzo di una insospettabile sessantenne sarda. I pacchi contenenti la cocaina, venivano ritirati da altri complici locali che ne curavano lo smistamento.

TURISMO E BANDA DELLA MAGLIANA

Nell’ambito delle attività di riciclaggio, si segnala come anche la Sardegna sia stata recentemente lambita da un’operazione che ha riguardato gli interessi illeciti di un ex appartenente alla “Banda della Magliana”, che, all’epoca dell’operatività del sodalizio, era incaricato del reinvestimento del denaro illecitamente acquisito nella Capitale.

In particolare il 6 dicembre 2018, la Guardia di finanza tra i numerosi beni siti in Italia e all’estero, ha confiscato, anche un complesso turistico ad Olbia (SS)(1212).

(1212) Decreto n. 50/2018 della Corte d’Appello di Roma del 20 novembre 2018, emesso nell’ambito del procedimento di prevenzione n. 7/2018 del Tribunale di Roma. Tra i beni confiscati, del valore complessivo stimato in circa 25 milioni di euro, anche un complesso turistico, composto da villette a schiera fronte mare nel Golfo di Olbia (SS). L’operazione, che ha consentito il sequestro di numerosi altri cespiti, mobili ed immobili,è più dettagliatamente descritta nel paragrafo dedicato alla città di Roma.

IMPRESA MAFIOSA IN OPERE PUBBLICHE A SASSARI

Nell’ambito degli appalti pubblici, i recenti, importanti lavori per l’ammodernamento della rete viaria e per la messa in sicurezza del territorio hanno imposto l’adozione di particolari cautele finalizzate ad intercettare un eventuale rinnovato interesse per tali attività da parte di imprenditori collegati alla criminalità organizzata, come si era già registrato in passato per alcune imprese contigue a Cosa nostra siciliana.

Un altro episodio relativo alla provincia di Sassari, ha riguardato un’impresa affidataria di appalti pubblici sul territorio nazionale colpita da un’interdittiva antimafia per la sua riconducibilità alla sacra corona unita leccese (1213).

(1213) Il provvedimento, emesso dalla Prefettura di Lecce nell’ottobre 2018, ha colpito un’impresa aggiudicataria di appalti pubblici anche in Sardegna e in Veneto. Le vicende giudiziarie che avevano visto coinvolti molti dei soci hanno acclarato interessenze tra politica, imprenditoria e criminalità organizzata, attraverso un modus operandi concretizzatosi nella realizzazione di società satelliti, organizzate come vere e proprie “scatole cinesi”,riconducibili, di fatto,ad un unico amministratore.

IL CLAN ZAGARIA

Sempre nel sassarese, ad agosto 2018, nell’Isola di La Maddalena è stato tratto in arresto un pregiudicato organico al clan casertano ZAGARIA. Si tratta di un imprenditore, destinatario, nell’aprile 2016, di un provvedimento di sequestro di beni del valore di circa 11 milioni di euro, ricercato per l’esecuzione di un mandato della Corte di Appello di Monaco (Principato di Monaco) sulla base di una sentenza di condanna della predetta A.G. estera per riciclaggio di denaro (1214).

(1214) N. pg 2007/707 del 28 gennaio 2013, emesso sulla base della sentenza n. 2006/130 Karar del 25 maggio 2006 dalla Corte di Appello di Monaco.

Si rammenta che, sempre a Sassari, nel gennaio 2018 era stato arrestato un avvocato penalista di Aversa (CE), latitante dal 22 dicembre 2017,condannato a 11 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, in quanto vicino al clan AVERSANO e MARRAZZO. In particolare, il professionista avrebbe agevolato, nel 2008, l’evasione del capo del clan MARRAZZO dalla casa di reclusione di Isili (CA).

EOLICO E RINNOVABILI

Si rammenta che una particolare attenzione deve poi continuare ad essere posta al settore delle energie rinnovabili, e nello specifico agli impianti per la produzione dell’energia eolica che, richiedendo investimenti particolarmente significativi, si prestano al riciclaggio di capitali di origine illecita, e possono consentire l’accesso a
finanziamenti pubblici o comunitari.