ALGERIA DICHIARA GUERRA ALL'ITALIA, QUEL MARE SARDO E' NOSTRO

L'Algeria dichiara guerra all'Italia:

quel mare è nostro, nessuna discussione sulla zona economica esclusiva.

Il governo di Algeri se ne frega del governo italiano e va avanti spedito con l’occupazione del mare davanti alla costa sarda.

Con una lettera rimasta nascosta, che pubblico nella versione ufficiale, gli uffici del ministero degli esteri della Repubblica algerina hanno espressamente dichiarato che la zona economica esclusiva esiste, è stata registrata, ed è stata istituita nel rispetto delle normative internazionali delle Nazioni Unite.

Una missiva ferma, senza alcun margine di trattativa.

Gli algerini dettano i confini della zona esclusiva e li dichiarano irreversibili. Il decreto del presidente della Repubblica del marzo del 2018 non si tocca.

L’unico spiraglio che aprono, di per sé ridicolo e offensivo, riguarda le acque esterne alla zona esclusiva: siamo disposti a discutere sui limiti esterni della zona economica esclusiva dell'Algeria.

Una precisazione, quella sull'area esterna, che lascia comprendere la determinazione dell’Algeria ad opporsi a qualsiasi discussione sul decreto presidenziale già approvato e in essere.

Affermare che esiste una volontà di dialogo solo per le aree esterne alla zona economica esclusiva, già istituita con decreto, significa di fatto non lasciare alcun margine alla modifica di quelle coordinate satellitari posizionate nelle acque internazionali.

Gli algerini hanno anche la faccia tosta: arrivano persino a parlare di legami esistenti, di amicizia e di relazioni di cooperazione tra i due paesi, dichiarandosi pronti a lavorare insieme attraverso il dialogo al fine di raggiungere una soluzione equa e reciprocamente accettabile.

Fatto salvo, poi, precisare che la discussione può avvenire solo ed esclusivamente sui limiti esterni dei nuovi confini tracciati dallo Stato algerino.

Una presa in giro!

In altri tempi sarebbe stata una dichiarazione di guerra armata, di certo, però, le conseguenze di questo furto di mare sono tutt’altro che prevedibili.

Le parole dell’Algeria non sono inequivocabili:

la delimitazione della zona economica esclusiva algerina è stata decisa prendendo in considerazione l’esame di regole oggettive dei principi pertinenti del diritto internazionale per garantire una delimitazione giusta ed equa degli spazi marittimi

tra Algeria e Italia, ai sensi dell'articolo 74 della Convenzione delle Nazioni Unite sulla legge del Mare.

Come dire: abbiamo fatto tutto secondo le regole, nessuno ci ha detto il contrario, l’Italia si è manifestata con la sua opposizione otto mesi dopo la decisione algerina, l’ONU non è mai intervenuto in alcun modo sul contenzioso e quindi per il dirimpettaio dell’altra sponda tutto ormai è finito.

Quelle acque, secondo il paese arabo, sono passate senza se e senza ma nella sovranità algerina.

Nella comunicazione inviata al governo italiano e all'Onu il preambolo non lascia spazio a margine alcuno proprio quando il governo algerino sottolinea che:

"L'istituzione della zona economica esclusiva dell’Algeria è registrata nel quadro della sua legislazione nazionale e dell'esercizio dell'Algeria dei suoi diritti sovrani riconosciuti in questa zona dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul

Diritto del mare e diritto internazionale.

Appare evidente, dunque, che i margini di dialogo sono ormai ridotti al lumicino e quella dell’Italia appare una posizione flebile e incapace di qualsiasi tipo di concreta reazione a questa spregiudicata azione del governo algerino.

È fin troppo esplicito il reiterato il richiamo algerino alle normative vigenti per non dubitare del fatto che l’Italia sia arrivata tardi a contrastare questa scellerata usurpazione del mare internazionale.

Una missiva dai connotati durissimi che cancellano ogni margine di diplomazia tra i due Stati confinanti.

Non è un segreto che anche nell’ultimo incontro tra il governo algerino e quello italiano lo scontro su questa vicenda sia stato totale con gli algerini totalmente indisponibili a rimettere in discussione il decreto istitutivo della zona economica esclusiva dell'Algeria.

In tutto questo a rimetterci, ancora una volta è la Sardegna, indifesa dallo Stato italiano e da giunte regionali incapaci di governare l’ordinario figuriamoci lo straordinario.

Un dato è certo in molti tenteranno ancora per un pò di nascondere quello che sta avvenendo ma è evidente che non lo potranno fare a lungo.

Lo scontro è ormai totale e non appena gli algerini inizieranno sfruttamento della zona economicamente esclusiva si deciderà se soccombere definitamente o reagire pesantemente.

Un dato emerge: se l'Onu non fermerà l’Algeria dichiarando in qualche modo illegittimo il decreto presidenziale la Sardegna sul versante occidentale non sarà più circondata da acque internazionali ma confinerà direttamente con le acque vietate e sotto la diretta giurisdizione e sovranità dell’Algeria.

Un furto senza precedenti ai danni della Sardegna e dei sardi con il vergognoso silenzio di tutti!