PIRATI DI MARE E SERVI DI TERRA

Fanno quello che vogliono perchè glielo lasciano fare.

Perchè hanno i santi in viale Trento e a Porta Pia. Regione genuflessa e Stato complice.

Capita ieri. Per l'ennesima volta.

Il piano di viaggio è prefissato: nave con capienza prestabilita, tanto che vengono emessi biglietti in diretta proporzione con gli spazi interni del traghetto.

Come se niente fosse, poco prima dell'imbarco l'annuncio del cambio nave. Entra in servizio un mezzo più piccolo e conseguentemente con spazi ristretti.

Restato a terra decine di mezzi, con materiali importanti. Civitavecchia - Olbia di un giorno qualsiasi. I padroni delle navi, del mare e dei contributi di stato lasciano a terra come e quando vogliono chiunque.

Roba da terzo mondo, etica e morale senza pudore.

Stavo per non scrivere! Rassegnato all'impotenza di notizie che appartengono al quotidiano. Nessuno ne da conto e ciò che è palesemente un abuso diventa routine.

Ci stiamo abituando a subire, rassegnati e sconsolati, le maldestre malefatte di chi prende 73 milioni di euro di soldi pubblici all'anno, utilizzati per ripianare perdite (in teoria) ma in pratica per mettersi un pacco di denari in tasta alla faccia dei Sardi e della Sardegna.

Nessun controllo, nessuna verifica sul servizio svolto.

Possono fare quello che vogliono, nessuno li controlla.

Del resto è una società privata, come se il monopolio foraggiato dallo Stato fosse davvero una pratica regolare.

Aver cambiato traghetto, aver senza pudore, e deliberatamente, lasciato in porto decine di automezzi e relativi autisti carichi di merce impedendogli di partire per la Sardegna è fatto grave e vigliacco.

Siamo al monopolio, quello dei pirati, dove si può fare di tutto e di più. Altro che Carta del Passeggero. Un regime dei trasporti foraggiato dalla Stato e dalla Regione senza pudore.

Purtroppo anche senza reazione! Lasciamo fare a due personaggi incompetenti e servili, presidente e assessore, che, dopo aver affossato il trasporto aereo, si accingono a spodestare anche il servizio marittimo.

Non ci resta scegliere: subire o reagire.

Vi è una sola strada: Schiena dritta, testa alta.

Occorre reagire con forza, netta e decisa, per sconfiggere una volta per tutte queste vergogne di Stato legate alla sempre più negata continuità territoriale della Sardegna.

Noi reagiremo, ancor prima di quanto questi signori possano pensare!

La Sardegna e i Sardi non possono essere ostaggi del silenzio dinanzi a tali misfatti.

Reagire è un punto di non ritorno. Per la Sardegna e i Sardi