PILI: 20 DETENUTI BARRICATI PER 4 ORE SI RIFIUTANO DI RIENTRARE IN CELLA

INFERNO CARCERE UTA: SEDATA POCO FA LA RIVOLTA DEL BRACCIO “CAGLIARI”

20 AGENTI PER 600 DETENUTI, SITUAZIONE INSOSTENIBILE

AGENTI RISCHIANO LA VITA

“Rivolta nel carcere di Uta questo pomeriggio dalle 14 ino a poco fa. Oltre 20 detenuti si sono barricati nei passeggi esterni al carcere e si sono rifiutati di rientrare nelle celle dopo l’ora d’aria. Per quasi 4 ore la tensione è salita alle stelle e pare che gli agenti abbiano dovuto richiedere rinforzi per reprimere la rivolta. Alla base della nuova sommossa ci sarebbero i fatti dei giorni scorsi con un chiaro riferimento al giro di droga messo in piedi dentro il carcere cagliaritano. Gli agenti hanno dovuto ricorrere anche alla forza per far desistere i 20 detenuti, forse di più, dell’intero braccio denominato “Cagliari”. Si è trattato di una vera e propria guerriglia interna al braccio più caldo del carcere con un livello di scontro mai raggiunto prima. Lo scontro con i marocchini ha lasciato come era prevedibile pesantissime ripercussioni nell’equilibrio interno della sicurezza del carcere. Il carcere di Uta come ho denunciato ieri è una polveriera ormai fuori controllo. Tutto questo dopo una quarantotto ore d’inferno che tra venerdì e sabato aveva scatenato l’inferno con risse furibonde tra detenuti, con pestaggi a sangue, celle devastate con sradicamento dei sanitari, mobili ridotti a pezzi, porte staccate e diventate scudo per asserragliarsi dentro la cella, vetri esplosi in mille pezzi. La cella n.15 del braccio Cagliari del primo piano del carcere di Uta era la rappresentazione esatta dell’inferno che si sta generando dentro l’istituto penitenziario cagliaritano”. Lo ha denunciato poco fa il deputato di Unidos Mauro Pili. Il deputato dopo una visita blitz ieri nel carcere di Uta ha nuovamente ribadito l’esigenza di un intervento urgente del ministro della Giustizia.
“Con la rivolta di poco fa – ha detto Pili – arriva la conferma che siamo dinanzi ad una situazione incredibile che sta degenerando giorno dopo giorno. Gli agenti rischiano la vita ogni giorno in un carcere ormai senza controllo, senza agenti, senza ufficiali e senza direttore. Un carcere gigantesco che da mesi non ha guida e nella giornata del 17 il direttore era sostituito dal sostituto del reggente del carcere. Siamo alla follia gestionale del carcere più grande della Sardegna con una totale responsabilità del primo dirigente del Dap Sardegna e dello stesso ministro della giustizia che continua a non affrontare seriamente l’emergenza del carcere di Uta. Quello che si è verificato nelle ultime ore è solo la punto di una situazione che rischia di degenerare senza alcun tipo di controllo”.
“Il ministro della giustizia – ha concluso Pili - è il primo responsabile della situazione e se dovessero verificarsi fatti ancor più gravi sarà solo lui a doverne rispondere. Un carcere di queste dimensioni non può continuare ad essere gestito con tanta superficialità, mettendo a rischio la vita degli agenti”.