OTTANA, REGIONE E GOVERNO LATITANTI E IRRESPONSABILI - INTERROGAZIONE DI MAURO PILI ALLA CAMERA

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico - Per sapere - premesso che:

dal 21 giugno scorso è stato attivato un presidio davanti alla fabbrica degli operai di Ottana Polimeri, l'azienda che nel centro Sardegna produce il Pet per le bottiglie di plastica;

gli 88 lavoratori sono in cassa integrazione da tre anni, ma a settembre la cig scade;

nei giorni scorsi il sottoscritto interrogante ha incontrato nel presidio i lavoratori dello stabilimento;

i lavoratori hanno manifestato l’intenzione di proseguire ad oltranza finché Governo e Regione non daranno certezze sull'incontro a Roma, presso la presidenza del Consiglio, per verificare la fattibilità del progetto di rilancio della chimica del Pet;

nello stesso incontro devono essere date risposte certe e definite anche sulla proposta di una nuova centrale elettrica a gas metano, condizione per evitare la morte del sito di Ottana;

in cassa integrazione risultano essere anche i lavoratori di Ottana Energia;
la vicenda Ottana è tutta riconducibile a precise responsabilità della Giunta regionale e del governo nazionale che hanno sistematicamente imbrogliato i lavoratori con false promesse e soprattutto mettendo in atto provvedimenti lesivi della continuità produttiva del sito di Ottana;

la decisione di escludere la centrale elettrica di Ottana dai provvedimenti relativi era stato un vero e proprio golpe energetico;

già allora il sottoscritto interrogante con ripetuti atti di sindacato ispettivo aveva denunciato nel silenzio di Regioni e forze politiche la decisione di eliminare il regime di essenzialità portando tali centrali verso la dismissione;

erano stata Terna su mandato del governo a formalizzare la proposta di revocare del regime di essenzialità per le centrali sarde decisione poi varata dal governo con provvedimento legislativo;

dopo la comunicazione da parte di Terna che l’Enel si era aggiudicata l’intero ammontare dei cosiddetti contratti di servizio per il riequilibrio dei costi energetici della Sardegna la centrale di Ottana era stata fatta fuori;

si è trattato di una gara che ha scritto sin dall’inizio il nome del vincitore con Terna che ha attribuito ad Enel oltre 60 milioni per le sue centrali;

il bando era stato scritto, però, scritto funzionalmente per l’ Enel che non ha avuto concorrenti;

nel caso di Ottana, con la decisione di negare il regime di essenzialità a Ottana Energia, il risultato sta diventando catastrofico;

la chiusura della centrale sta di fatto pregiudicando anche il futuro di Ottana polimeri, compreso l'acquisto dell’asset Eni di Sarroch necessario a chiudere la filiera del Pet in Sardegna;

in questa direzione appare evidente, il rischio della fine di qualsiasi tipo di attività industriale nella Sardegna industriale;

la «complicità» tra Governo e regione rispetto alle decisioni assunte è gravissima, così come è insostenibile il silenzio delle forze politiche sarde, a giudizio dell'interrogante, sempre più succubi dei partiti romani;
è necessario ed urgente, ad avviso dell'interrogante, che il Governo adotti ogni iniziativa di competenza, anche seguendo le modalità procedurali e di interlocuzione con l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico già adottate in precedenza, affinché si pervenga con urgenza al ripristino, proprio per le condizioni insulari della Sardegna, del regime di essenzialità per le centrali escluse a partire da quella di Ottana –:

se il Governo intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, nel senso indicato dall'interrogante compresa l’interlocuzione con l’Eni per la cessione degli impianti di Sarroch al fine di unificare e razionalizzare la filiera produttiva del pet;

se non ritenga di dover attivare iniziative utili a garantire proprio nell’ottica della ripresa produttiva le garanzie sociali necessarie a tutelare i lavoratori ora in cassa integrazione;