RAMAZZOTTI, VARECCHINA E AGUA - IL GRANDE SACCO DI ABBANOA - BANDO NASCOSTO

Come ogni imbroglio che si rispetti è stato pianificato di nascosto e sotto le feste.

A Natale. Senza che nessuno sapesse niente, con un bando nascosto tra l'acquisto di cessi e catenelle.

L'amministratore unico di Abbanoa tale Ramazzotti, sintesi di pseudo sovranisti e comunisti di lunga gittata, accompagnato da qualche residuato destrorso, si è fatto persino nominare da un suo subalterno garante di una "offerta" da 50.000 euro.

In poche parole cercano, si fa per dire, uno studio legale per ristrutturare il debito, e sin qui poco male, se non lo avessero già fatto mille volte.

In realtà, però, subito dopo ammettono che l'avvocato dovrà guidarli nel ricorso ai "mercati di capitali".

Ecco, ricorso ai mercati di capitali.

Ovvero di tutto e di più. Una frase che lascia aperti, spalancati i varchi di un "sacco" senza precedenti dell'acqua sarda. Compresa la svendita azionaria (azioni) con l'ingresso di capitali privati nella gestione di Abbanoa.

Il percorso è semplice. Fanno un contrattino da 50.000 euro con l'avvocato prescelto (spero nessuno abbia la sfacciataggine di volermi far credere che ci sarà una selezione di merito) e poi confezionano il pacchetto, con sorpresa e fiocchetto.

Lo faranno dire al massimo esperto: la società si può salvare solo con l'ingresso dei privati.

Come si suol dire: fregatura con minaccia. Una sorta di preambolo: ha detto il medico che se non prendi questa medicina "privata" muori.

In realtà è tutto pianificato. In ogni dettaglio. E le modalità sono talmente esplicite da togliere ogni onere di prova.

Non ho mai visto prima d'oggi l'amministratore di una società pubblica come Abbanoa farsi nominare sottospecie di garante del procedimento. Nomina messa nero su bianco direttamente da un suo funzionario.

Procedura non solo anomala, ma destituita di ogni fondamento giuridico.

Come se il comandante di un aereo si facesse autorizzare all'atterraggio da una hostess. Con tutta la mia notoria stima per le hostess.

Ebbene, l'atto pubblicato è esemplare. Recita: Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003, si informa che le finalità cui sono destinati i dati raccolti ineriscono strettamente e soltanto allo svolgimento della procedura di cui trattasi. Titolare del trattamento, nonché responsabile, è l’Amministratore Unico, nella persona del Dott. Alessandro Ramazzotti.

Ramazzotti, il comunista fattosi liberale e manager a colpi di partito, garantisce la segretezza dei nomi! Una sorta di 007 che tutela la privacy degli avvocati concorrenti. Come affidare il controllo del pollaio alla volpe. Lui garantisce che non uscirà niente di quei dati.

Eccerto, esclamerebbero nel bunker delle cose scontate!

L'amministratore di una società pubblica dell'importanza di Abbanoa che si fa addirittura nominare responsabile del trattamento dati. Roba da non credere. Come dire:l'appalto è cosa mia e guai a chi fruga nelle carte!

Ma cosa nasconde quella sottospecie di avviso nascosto tra l'acquisto di n. 7 (sette) serbatoi di stoccaggio prodotti chimici (sottospecie di varecchina) per l'impianto di potabilizzazione Is Barrocus – Isili (CA) e la fornitura di n.1 trasformatore in resina da 500 KVA completo di accessori, da installare presso il potabilizzatore Mulargia nel comune di Goni ?

Semplice. L'amico avvocato di turno gli dovrà fare una relazione con la quale suggerisce percorsi di rinegoziazione di mutui e poi perseguire il mercato di capitali.

Basterebbe vedere cosa scrive la Borsa di Milano nel glossario finanziario. Per Mercato di capitali s'intende: Mercato nel quale vengono trattati strumenti di debito o partecipativi (azioni) a medio-lungo termine (ovvero con scadenza superiore a 12 mesi) o a scadenza indeterminata.

Dunque strumenti partecipativi (azioni) compresa scadenza indeterminata.

Non ci vuole uno scienziato per comprendere che il range individuato porta dritti alla privatizzazione.

Se si fossero limitati al tema della rinegoziazione dei mutui, la ristrutturazione, si sarebbero fermati a quella. Invece, hanno allungato la mano sino ai mercati di capitali.

Ovvero la vendita di azioni.

Per quale motivo questa operazione è trattata alla pari di una mega rapina alla banca d'Italia?

Gli elementi dello scasso ci sono tutti:

1) silenzio assoluto sull'operazione gestita sotto Natale;

2) bando nascosto tra serbatoi e frattaglie

3) il responsabile della privacy è stato nominato l'amministratore unico della società;

4) non si limitano alla ristrutturazione del debito ma aggiungono ricorso al mercato dei capitali e dunque anche vendita di azioni;

5) l'avvocato che spunterà dal cilindro dovrà aver svolto lo stesso compito per società superiori a 200 milioni di euro (insomma nome e cognome);

Insomma, tutto pianificato in ogni dettaglio.

Il progetto è chiaro: gestire il malloppo dell'acqua in Sardegna attraverso qualche soggetto privato ben ammanigliato con la struttura politica regionale e nazionale.

L'acqua in questo caso è roba per assettati di potere e denari.

Una partita alta, per affari di primo piano.

Come mai nessuno ha denunciato quella richiesta d'offerta pubblicata sotto traccia sul sito di Abbanoa?

Per quale motivo nessuno si prende la briga di fare una verifica su quanto sta avvenendo dentro Abbanoa?

Semplice: esiste una collusione gestionale che coinvolge tutti, o quasi, a tutti i livelli e di ogni schieramento.

Non si spiega diversamente il teutonico silenzio che regna sull'unica sostanza che entra nelle case di ogni sardo.

La realtà è chiara: stanno pianificando la svendita ai privati dell'acqua dei sardi e nessuno parla perchè la maggior parte della politica è condizionata.

Lo schema che seguiranno è consolidato. Dichiareranno di avere l'acqua alla gola, in realtà per la malagestione, e caleranno l'ultima carta: privatizzazione.

Del resto la spregiudicatezza politica è fin troppo evidente: dalla Saremar all'aeroporto di Alghero la privatizzazione in favore di amici e compagni è regola.

In realtà questa operazione cammina sibillina come l'acqua carsica, sottoterra.

Negli uffici di Abbanoa raccontano i ben informati comanda un certo Luigi Patimo, country manager della società spagnola ‘Aciona Agua’, padre padrone milanese dell'idrovora che preleva in Sardegna denari e appalti senza limiti.

Governa tutto o quasi. Ad uno ad uno sta risucchiando ogni piccolo enclave sardo. Gestisce i i 3/4 del territorio sardo, sia gli impianti di potabilizzazione e depurazione che la ricca fetta di manutenzioni reti. Una valanga, molto spesso incontrollata, di denari.

Basta che si debba fare l'acquisto di un qualsiasi strumento che ci pensa Patimo. Fa l'ordine e automaticamente scatta la maggiorazione. Tanto paga Abbanoa. No, meglio, pagano i sardi. Roba da Autority per l'anticorruzione. Cosa che farò nelle prossime ore.

Ovviamente scatta poi la regola del subappalto riservato rigorosamente a imprese sarde del giro, costrette non solo a chiedere favori al politico di turno ma anche a subire i ricatti del padre padrone dell'appalto di turno.

Non aggiungo altro. Attendo le smentite per rincarare la dose.

Un fatto è certo sono riusciti a trasformare il servizio idrico in un carrozzone di affari e partitocrazia, spartizione e sprechi.

Ed è fin troppo chiaro che dietro queste operazioni c'è la politica, il governo regionale e orbite della stessa opposizione. Spartizione di democristiana memoria.

Non consentiremo nessun tipo di privatizzazione del bene acqua, vigileremo in ogni territorio sullo sbarco degli spagnoli nella gestione del servizio idrico.

L'acqua è un tema troppo delicato, vitale per la vita dei Sardi.

Non si può lasciare nelle mani di chi opera sottobanco, nell'oscuro vortice degli affari, della spartizione e del palazzo.

Togliere l'acqua significa togliere un altro pezzo vitale di libertà per la Sardegna e per i Sardi.