PILI: BASTA TRAFFICO CARRETTE SU CARLOFORTE

TRAGHETTI DI 40 ANNI CON UN APPALTO DA 100 MILIONI DI EURO

IN PROCURA IL DOSSIER SU INCHIESTA INGLESE SUI TRAGHETTI USATI A CARLOFORTE, UNO SCANDALO SENZA PRECEDENTI

“La Procura deve porre fine a questo traffico di queste carrette del mare sui collegamenti con le isole minori a partire dalla tratta Carloforte - Portovesme. Dinanzi all’arroganza e complicità di certa politica occorre fare luce su quanto sta avvenendo su un appalto da 100 milioni di euro con l’impiego sistematico di traghetti non solo datati ma in pessime condizioni che continuano a creare non solo gravi problemi alla popolazione ma anche gravi danni all’ambiente. Si registra un traffico di barchette acquistate di qua e di là senza alcun tipo di attenzione per la qualità del servizio. Le condizioni dei trasporti delle isole minori sono ormai insostenibili: traghetti che si fermano in continuazione per avarie di ogni genere e adesso l’annuncio dell’inserimento nelle rotte di un traghetto di 43 anni fa. Si tratta di un appalto da 100 milioni di euro pubblici che avrebbe dovuto imporre navi nuove o comunque recenti, mentre, invece l’appalto è stato avviato con navi stranamente arrivate dall’Inghilterra dopo che sono state oggetto di gravi incidenti e che all’epoca dell’acquisito pare fossero ancora sotto indagine da parte dell’autorità britannica. In tal senso reputo necessario trasmettere alla procura di Cagliari il report investigativo inglese sulla motonave St.Helen acquistata dalla Delcomar e immessa in servizio sotto il nome di Anna Mur. A questo si aggiunge l’inserimento preannunciato nelle tratte con Carloforte del traghetto Agata varato nel lontanissimo 1973. Una vera e propria carretta del mare passata di mano in mano e che finisce oggi stranamente nel traffico di carrette del mare verso Carloforte. Tutto questo senza che la regione non solo intervenga per bloccare questo scandalo ma lo avalli consentendo un continuo aumento dei prezzi dei biglietti che si configura sempre di più come un devastante monopolio per i cittadini di Carloforte e non solo”. Lo ha denunciato stamane il deputato di Unidos Mauro Pili con un dossier inviato alla procura di Cagliari sulla scandalosa gestione del servizio di continuità territoriale da e per le isole minori a partire da Carloforte.
“Si tratta di un appalto da 100 milioni di euro – sottolinea Pili. Soldi destinati alla continuità territoriale delle isole minori, La Maddalena e Carloforte. Finiti nelle mani di un privato, amico stretto dell'assessore regionale dei trasporti, che continua a fare e disfare senza nessun controllo e con un cambio continuo di imbarcazioni, sempre più vecchie e inadeguate. Con un appalto da 100 milioni uno si aspetta servizi efficienti, la riassunzione di tutto il precedente personale della Saremar, navi al passo con i tempi. E invece niente: servizi sempre più inefficienti, marittimi licenziati e sotto ricatto perenne con contratti a termine, e poi navi di 40 anni e alcune portate in Italia dopo gravi incidenti in Inghilterra con report da paura delle autorità inglesi”. “Il caso più grave è quello della St.Helen, all'atto della vendita sarebbe stata sotto inchiesta per un grave incidente in cui si sfiorò la tragedia, acquistata in quattro e quattr'otto e portata a Carloforte per l’inizio dell’appalto milionario. Un colpo di vernice, cambio nome, da St.Helen a Anna Mur, per far perdere le tracce del nefasto passato, e subito in rotta tra Carloforte e Portovesme. Poco importa se quella nave traghetto non solo fosse datata ma anche e soprattutto sotto la lente d'ingrandimento per la sicurezza da parte delle autorità inglesi. Il risultato, secondo le cronache, fu scontato: la nave venne praticamente messa fuori uso, sino all'arrivo del compratore sardo. Guarda caso proprio colui che si candidava a vincere con i santi e gli assessori all'inferno l'appalto da 100 milioni di euro per svolgere quel servizio. Tutti stanno in silenzio: nessuno dei lavoratori viene effettivamente riassunto e molti restano disoccupati, le navi della Saremar spariscano in un traffico di compravendite e noleggi tra Sicilia, Campania e Calabria. Navi della Saremar vendute lo stesso giorno del loro acquisto fallimentare. E traghetti inglesi, fratello e sorella, immessi sulle rotte in un attimo. Con deroghe e contro deroghe. E pochi controlli. Controlli che, invece, ha messo nero su bianco l'agenzia sulla sicurezza navale inglese che ha redatto un report da brividi sulla St. Helen con criticità rilevanti sulla sicurezza. Il tutto nasce da un incidente gravissimo, il 18 luglio del 2014, con il crollo di un ponte interno della nave, ora Anna Mur. Macchine che si accasciano insieme al ponte rischiando schiacciando tutto quello che c'era sotto. Fortunatamente solo feriti. Le immagini/dossier che ho pubblicato su facebok sono eloquenti. Nave in pezzi, pareti spaccate, sostegni rilevanti con il cancro della ruggine e poi manutenzione, se non da rottamare quasi. Tutto questo in Inghilterra. Poi l'arrivo a Carloforte. Qualcuno tenta anche una ridicola inaugurazione di una nave che con un pò di vernice è diventata Anna Mur, con il suo carico di ruggine e precedenti. Nessuno dice niente: ma quell'appalto è costato 100 milioni di euro per navi di fatto già rottamate e che ora vengono usate come servizio pubblico in terra di Sardegna”. “Onde evitare l'annosa piaga del non sapevo, nessuno me lo ha detto, ignoravo i precedenti - conclude Pili - divulgo tutto il report inglese. Il trasporto pubblico, quello navale in particolare, non è roba per pirati, nè di terra nè di mare”.