UN VIAGGIO DI STERCO, 18 GIORNI E MOLTI LATI OSCURI

Il documento è appeso al caso Magomadas come un chiodo sulla roccia. E' uno degli elementi chiave di tutta la vicenda.

Sono sfigati i signori dell'accampamento di Magomadas, quando arriva il tir carico di sterco fangoso dalla Puglia ad attenderlo ci sono anche gli ispettori dell'Arpas!

Il camion entra, viene pesato, si fanno le sottrazioni tra lordo e netto: 36.400 kg di fogne pugliesi concentrate in fango!

Si avvicinano i responsabili dell'agenzia dell'Arpas: documenti!

Risposta secca, senza appello: smarriti!

Una casualità disarmante: un camion verificato, un camion senza documenti.

Peccato, però, che ci sia una risposta pronta: una denuncia fatta il giorno prima da un certo Cannavacciuolo Giuseppe, non meglio identificato, nella lontanissima caserma dei carabinieri di Uta: denuncia di smarrimento in un luogo imprecisato, in un'ora imprecisata. Cannavacciuolo non è l'autista, non è l'accompagnatore, non dichiara nessun ruolo, ma denuncia lo smarrimento di quel foglio chiave. Senza di quello il mezzo non può muoversi. E stranamente il giorno prima del ritrovamento del Tir al porto di Cagliari si reca nella stazione più lontana di Uta per fare la denuncia. Misteri delle fogne pugliesi!

Allegato a quella denuncia c'è un foglio fotocopiato, apparentemente centrifugato in lavatrice, che costituisce, secondo i commercianti di fogna pugliese, la prova che il documento comunque esiste. Non si sa dove ma esiste!

Peccato che quel documento adesso sia pubblico e ognuno potrà farsi un'idea di quel che succede o non succede tra un trasbordo e l'altro di melma fognaria dalla Puglia verso la Sardegna.

Il primo dato è segnato come un macigno sul trasporto di questo carico di fogna sintetizzata: il tir parte dalla Puglia il 30 settembre del 2019. Sono le ore 13:00.

Da quel momento e per 18 giorni si perdono le tracce.

Secondo quanto riportato nel foglio identificativo fotocopiato il rimorchio ricompare nel porto di Cagliari il giorno 18 ottobre alle ore 8.00.

Lo prende in consegna un altro autista. Con la missione di portarlo a Magomadas.

Non corre e, come se dovesse andare in giro per la Sardegna a spasso, arriva a Magomadas alle 13.08.

Il camion più lento del mondo. Con quel tempo ci sono tir che arrivano dall'altra parte del mondo e ritornano.

Questo foglio di viaggio, compilato con i piedi, invece, segna reiteratamente la partenza e l'arrivo: in tutto la bellezza di 18 giorni.

E in 18 giorni nessuno si era accorto che il camion non aveva i documenti di viaggio!!!

Il dato inspiegabile è poi il carico: in Puglia parlano di 28.000 kg e lo scrivono nel foglio. Peccato che lungo il percorso quel peso si sia ingigantito sino ad arrivare a 36.400 kg registrato dalla bilancia dei commercianti di melma di Magomadas!

Mai sentito che il fango lievitasse di peso! E certamente bel oltre il limite di oscillazione tollerato dalla norma!

In questa vicenda capita poi che gli intermediari dell'operazione siano addirittura due. Uno di Bari e uno di Sassari.

Quello di Bari è arcinoto: Emmegi ecologia. Riceve dall'acquedotto pugliese bonifici sistematici di centinaia di migliaia di euro.

Quello di Sassari, invece, è meno noto ma non risulta sconosciuto negli uffici di Abbanoa.

Il nome della Soc. è Domus e si registra come una società a responsabilità limitata. Pochi soldi per farne molti.

Il deus della società pare sia un ingegnere, stracarico di incarichi di progettazione di opere idriche, e stranamente entrato nel business della melma senza nessun precedente fangoso!

Vi dirò nei prossimi giorni.

Resta un ultimo interrogativo di questo viaggio infinito: perchè il camion senza documenti non è stato sequestrato?

Per quale motivo non è stato rispedito al mittente?

E sopratutto per quale motivo nessuno si è domandato per quale ragione in quel foglio ci fosse un'anomalia così dirompente come un viaggio di melma fognaria in vacanza per 18 giorni dalla Puglia sino alla Sardegna?

Ma davvero in Italia e in Sardegna può capitare che un camion carichi una valanga di fogna concentrata in Puglia e per 18 giorni nessuno sappia dove sia e cosa faccia, salvo ricomparire 18 giorni dopo in un porto sardo?

E tutto regolare?

La storia di questa melma fognaria puzza sempre di più!