ULTIM'ORA +++ VERSO NUOVA RICHIESTA FALLIMENTO PER MOBY-TIRRENIA -

La notizia arriva dritta dritta dagli Stati Uniti. Poche righe con un effetto devastante. I titolari dei bond di Onorato sono pronti a chiedere nuovamente il fallimento e questa volta il risultato sarebbe scontato!

Mentre lo tsunami del coronavirus sta imperversando nel mondo intero nella city finanziaria si continua ad osservare la febbre del bond più a rischio del mercato finanziario italiano e non solo.

Il malato grave è il titolo della Moby, un bond da 300 milioni che è arrivato a perdere più del 70% del suo valore.

Ora a battere nuovamente le campane del fallimento è un dispaccio di poco fa di una delle agenzie più accreditate al mondo.

I rintocchi fallimentari li suona niente meno che la Reorg Research, società di analisi, notizie, commenti in tempo reale sui mercati finanziari mondiali.

Dal sito di Bloomberg il dispaccio arriva in pochi istanti e l'epitaffio è firmato direttamente da Luca Rossi una delle punte avanzate dell'agenzia internazionale.

Poche righe che tradotte dall'americano recitano:

I negoziati tra Moby e il suo gruppo di obbligazionisti ad hoc si sono temporaneamente arrestati a causa di disaccordi su una serie di problemi. Mentre la compagnia Moby invita i possessori di titoli a ulteriori colloqui, il gruppo ad hoc di obbligazionisti sta valutando la possibilità di presentare una seconda richiesta di insolvenza.

In poche parole, quello che avevo anticipato nei giorni scorsi si sta verificando.

L'acquisto di un grosso pacchetto di azioni sul versante newyorkese ha movimentato non poco il mercato e ora i nuovi titolari di bond non hanno tempo da perdere con le pantomime di onorata memoria.

E del resto la proposta dei titolari del bond l'avevo preannunciata qualche giorno fa:

Moby deve proporre agli obbligazionisti e alle banche un piano credibile in cui prevede un cambio radicale di governance e un nuovo management al guida della compagnia. A questo deve aggiungere aziende terze, potenzialmente nuovi armatori.

Onorato non ci sente e tenta acrobazie ogni giorno convinto di poter incastrare i suoi interlocutori con la regola: grande debito grande ricatto!

Probabilmente chi gioca la partita dall'altra parte questa volta non disdegna la chiusura finale con un fallimento senza ritorno.

In borsa si commenta: vale più da morta che da viva.

Come dire: adesso abbiamo la possibilità di recuperare tutto o quasi il patrimonio investito, se si continua a dilapidare a destra e a manca perdiamo tutto o quasi.

Dunque la spallata fallimentare non sarebbe un azzardo ma un calcolo finanziario ben ponderato.

Se Onorato non metterà sul tavolo i denari che mancano all'appello non troverà molti margine d'azione.

I noleggi alle stelle delle navi da parte della Onorato Armatori alla Moby, un giro di denaro pazzesco dalla Tirrenia verso le casse familiari della Moby, stipendi milionari anticipati per anni, immobili in Costa Smeralda e via dicendo non hanno offerto uno bello spettacolo al mondo finanziario internazionale.

E ora in pochi si fiderebbero a dargli altro tempo e soprattutto altri denari.

Del resto la proposta di Onorato appare davvero irricevibile: datemi altri soldi, quelli che vi devo ve li restituisco nel 2025! Forse!

In pochi ci cascheranno, in molti sembrano intenzionati, come dice Reorg, a chiedere una nuova istanza di insolvenza.

Questa volta non si chiede un fallimento prospettico, ma un fallimento in essere acclarato dal mancato pagamento dei debiti.