ULTIM'ORA TIRRENIA MOBY: BLITZ NEGLI STATI UNITI, VENDUTI 40 MILIONI DI EURO DI BOND

I FONDI SPECULATIVI CHIEDONO LA TESTA DI ONORATO E VOGLIONO UN NUOVO ARMATORE NELLA COMPAGINE DI MOBY

La notizia sfonda i confini americani con le news delle agenzie consociate del Financial Times quando l'alba in Italia deve ancora arrivare.

Una rete capillare, dalla fonte al denaro liquido che scorre nei meandri della city della grande mela.

Al n.767 della Fifth Avenue, al 17 esimo piano della gloriosa quinta strada di New York, la decisione è stata assunta quando in Italia la notte era ancora alta, senza colpo ferire: vendere Moby!

Tradotto significa vendere ben 40 milioni di euro di bond acquistati nei canali finanziari dopo che il titolo era drammaticamente crollato.

40 milioni probabilmente pagati molto poco dalla York Capital, società di capitali americana che si occupa di comprare, sarebbe meglio dire razziare, spazzatura finanziaria per trarne il massimo beneficio.

E' probabile che abbiano acquistato i titoli di Onorato al minimo storico, tra i 28 e 29 e oggi li avrebbero rivenduti, certamente a qualcuno molto interessato, per non meno di 33 punti su 100.

Un guadagno non esorbitante ma sufficiente per non perdere tutto, o perdere molto.

Se una società finanziaria lascia gli ormeggi a poco meno di 2 giorni dalla fine della tregua con Onorato significa che qualcosa sta accadendo.

La prima ipotesi: Onorato è in palese difficoltà e non riesce a convincere i suoi "prestatori di denaro" della bontà del suo piano di rientro, tanto che la scelta di York potrebbe significare la fuga dalla nave in fiamme!

La seconda ipotesi: qualche fondo ben guidato, con alle spalle qualche armatore, avrebbe deciso di far ballare Onorato, facendolo saltare dalla governance per assumere la guida della compagnia.

In questa seconda ipotesi potrebbe prevalere la richiesta già esplicitata dai fondi nella trattativa: Onorato fatti da parte, la governance passa di mano e la società viene affiancata da un soggetto armatoriale competente e navigato.

Lo dice chiaramente Debtwire, l'agenzia giornalistica mondiale del gruppo Mergermarket, una divisione del gruppo Financial Times, che riporta una voce confidenziale tenuta riservata:

Moby deve proporre agli obbligazionisti e alle banche un piano credibile in cui prevede un cambio radicale di governance e un nuovo management al guida della compagnia. A questo deve aggiungere aziende terze, potenzialmente nuovi armatori.

La partita, dunque, si gioca tutta su queste poche righe.

Non è chiaro se i nuovi fondi speculativi siano subentrati non solo al capitale o anche nell'accordo di tregua sottoscritto con Onorato sino al 29 febbraio prossimo, ma è fin troppo evidente che al tavolo dovrebbe sedersi un nuovo "bonder", o qualcuno di quelli già seduti avrà 40 milioni di euro in più di potere!

La partita delle ultime 48 ore è appena iniziata: Onorato cederà lo scettro di Moby e Tirrenia ai proprietari dei bond e alle banche creditrici oppure tirerà la corda ancora sino alla resa dei conti ipotetica del 15 marzo quando ci sarà la fine delle speranze?

Dovrà chiedere eventualmente altri 15 giorni di tregua ma poi scatterà il Grace Period e qualsiasi Bondista potrà alzare il telefono e segnalare al Security Agent che le garanzie vanno pagate, con le buone o con le cattive.

Più che una partita poker appare un tentativo estremo disperato di farla franca.

Il quadro economico è arcinoto: le navi valgono molto meno di quel che c'è scritto nei bilanci, la convenzione non potrà essere prorogata, salvo reati penali, le multe milionarie sono pronte a scattare, il debito con lo Stato di 180 milioni deve rientrare entro luglio, la liquidità è da affondamento!

Chi rischierà a mettere altri soldi? Chi vorrà sfidare il tempo che Onorato chiederà ancora per tentare di onorare quasi 700 milioni di euro di debiti?

Non sono tanti quelli che affiderebbero un euro al Mascalzone Latino abituato a veleggiare in acque agitate con i soldi altrui.

E la richiesta di un nuovo management e di una nuova governance sembrerebbe una condizione irrinunciabile della trattativa da parte dei creditori.

Per il momento sul tavolo si è seduto un nuovo commensale. Non uno qualsiasi, non un pacifista, visto che ha fatto fuori un fondo mondiale come York che, nonostante il pelo sullo stomaco grande come una liana, ha preferito cedere il passo!

Altre 48 ore di passione, ma la resa dei conti è arrivata.