++++ ULTIM'ORA ++++ MOBY TIRRENIA, IL TRIBUNALE DI ROMA SEQUESTRA 55 MILIONI A ONORATO

Una mazzata dietro l'altra affonda Onorato. Il tribunale di Roma ha appena disposto il sequestro di 55 milioni dai conti della Cin.

E' stata accolta l'istanza dei commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria: sequestro conservativo fino alla concorrenza di 55 milioni su tutti i beni mobili e immobili, nonchè crediti di cui la Compagnia Italiana navigazione sia titolare.

Si tratta di un atto che avevo preannunciato nei giorni scorsi e che si è appena materializzato dopo che la commissione europea ha chiuso il procedimento sugli aiuti di Stato.

Il meccanismo è stato automatico: restituire immediatamente i 180 milioni che Onorato non aveva pagato per l'acquisto di Tirrenia con la scusa che l'Europa non si era ancora pronunciata!

Oggi arriva la prima decisione dei giudici sulla prima rata da 55 milioni sui 180 dovuti, ma già nei prossimi giorni potrebbe arrivare la seconda di altri 60, a cui si dovrebbero aggiungere anche gli interessi.

Il meccanismo attivato dalla Commissione europea come avevo sottolineato nei giorni scorsi genererà un effetto a catena che renderà il salvataggio un'impresa ardua se non impossibile.

Questa svolta rimette in altissimo mare la trattativa con il mondo finanziario che oggi viene scavalcato da una decisione dei giudici che attribuiscono di fatto, con il sequestro, un primato al debito pubblico.

E' evidente che ora si scatenerà una corsa a posizionarsi nel gradino più favorevole nella scala gerarchica di chi deve essere pagato per primo.

Questa decisione del Tribunale di Roma nasce dal ricorso fatto dai commissari di Tirrenia http://www.unidos.io/untitled-72/ che erano stati chiamati pesantemente in causa da un mio esposto alla Procura di Roma perchè non avevano ancora agito verso Onorato per la restituzione dei 180 milioni di euro.

Stamane la decisione con la quale i commissari di Tirrenia hanno ottenuto dai Giudici di pronunciarsi per la prima rata non pagata da 55 milioni dei 180 e hanno già sollevato istanza di sequestro anche per la seconda di 60 milioni.

Il cerchio si sta chiudendo. Una partita decisiva considerato che il sequestro dei beni potrebbe comportare il tracollo operativo della compagnia che risulta schiacciata da debiti per oltre 700 milioni di euro.

La Cin di Onorato ha un indebitamento rilevante e nonostante questo ci sono stati gravissimi flussi intergruppo da Tirrenia verso Moby svuotando di fatto le casse della compagnia che avrebbe dovuto pagare i debiti allo Stato.

Il maggior indebitamento della CIN-Tirrenia di Onorato è appunto quello verso lo Stato: nel bilancio 2017, il debito dei 180 milioni veniva iscritto “Nella voce “altri debiti” nei confronti di Tirrenia A.S. per l’acquisizione del ramo d’azienda.

La composizione del debito espone la quota residua del prezzo
d’acquisto da versare alla Stato così come previsto dal contratto di cessione stipulato in data 25 luglio 2011 e successivamente integrato e modificato con atto del 16 luglio 2012.

Il prezzo del ramo d’Azienda è stato fissato nell’atto integrativo, al netto di alcune partite contrattuali definite tra le parti, in 377 milioni di euro.

A garanzia del pagamento della seconda tranche del prezzo fisso era stata iscritta ipoteca di secondo grado in favore di Tirrenia in A.S. su tutte le navi di proprietà della flotta, successivamente rilasciata in funzione dell’estinzione anticipata della relativa quota!

L' 11 maggio 2016, la Società ha ricevuto dalla Tirrenia in Navigazione S.p.A. in A.S. un sollecito di pagamento con riferimento alla rata scadente al 30 aprile 2016.

Onorato aveva comunicato alla controparte la sospensione del pagamento del Prezzo Dilazionato.

Il 3 agosto 2016, la Società ha ricevuto nuovamente un sollecito da parte della Tirrenia in Navigazione S.p.A.in A.S.

Onorato ha ribadito che non avrebbe pagato.

I commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria, dopo le mie innumerevoli segnalazioni agli organi competenti, a quel punto hanno citato Onorato in tribunale con atto del 21 settembre
2018.

La richiesta è chiara: dichiarare la nullità, invalidità ed illegittimità dell’art. 5.02 del contratto di cessione del ramo d’azienda Tirrenia che regola la sospensione del pagamento
della parte rateizzata del prezzo di acquisto ovvero la diminuzione del prezzo in relazione alla possibile pronuncia negativa da parte della Commissione Europea sull’indagine in corso per aiuti di stato.

I commissari avevano chiesto, e oggi ottenuto, che il tribunale ordinisse il sequestro conservativo sui beni aziendali per la somma di Euro 55 MLN pari alla parte del prezzo rateizzato di cui è scaduto il pagamento, ovvero obblighi la società a prestare idonee garanzie.

Stessa cosa è stata fatta anche per la seconda rata da 60 milioni scaduta lo scorso 30 aprile 2019, portando così il debito scaduto a 115 MLN di euro!

Stamane i Giudici hanno deciso: sequestro dei primi 55 milioni della prima rata.

La resa dei conti e dei debiti è arrivata!