TUTTA L'ITALIA ZONA ROSSA - LA DRAMMATICA DECISIONE DEL GOVERNO

Coronavirus: Conte, divieto assembramenti in luoghi pubblici e all'aperto

Conte: sto per firmare Dpcm 'io resto a casa'

In vigore da domattina

"Sto per firmare un Dpcm che va in Gazzetta ufficiale stasera ed entra in vigore domattina" ed è un "provvedimento che possiamo sintetizzare come 'io resto a casa'". Lo ha detto in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte.

Su tutta la penisola saranno da evitare "gli spostamenti a meno di comprovate ragioni di lavoro o casi di necessità o motivi di salute" e abbiamo aggiunto il "divieto di assembramento all'aperto o in locali all'aperto". Lo afferma in conferenza stampa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

"Saranno da evitare su tutto il territorio gli spostamenti, a meno di comprovate ragioni di lavoro, casi di necessita' o motivi di salute. Aggiungiamo in questo decreto anche il divieto di assembramento all'aperto e in luoghi pubblichi".

"Su tutti i territori abbiamo deciso di estendere le misure predisposte per la Lombardia e le province collegate qualche giorno fa".

Sospensione dell'attivita' didattica" nelle scuole "fino al 3 aprile".

La decisione "giusta oggi e' di restare a casa. Ognuno deve fare la propria parte ed e' per questo che da oggi varranno queste misure su tutta la penisola" - ha detto Conte.

Malati a quota 8.000

"Non ci sara' piu' una zona rossa, ma ci sara' tutta l'Italia 'zona protetta".

Con queste parole il premier Giuseppe CONTE ha annunciato in serata "misure piu' stringenti", che tutti i cittadini devono rispettare, da nord a sud, per contrastare l'avanzata del coronavirus. Che ha fatto un nuovo balzo in avanti: i morti sono 463, altri 97 in sole 24 ore, i malati quasi 8.000, circa 1.600 in piu'.

"Siamo ben consapevoli di quanto sia difficile cambiare tutte le nostre abitudini", ha detto Conte.

"Ma non abbiamo piu' tempo: c'e' una crescita importante dei contagi e delle persone decedute. Quindi dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell'Italia e lo dobbiamo fare subito". Il provvedimento che il premier si accinge a varare e che entrera' in vigore da domani - con il "plauso" delle regioni, informato il Quirinale e coinvolte le opposizioni - "puo' essere chiamato - ha detto CONTE - 'io resto a casa'".

Esso prevede, tra l'altro, un divieto di assembramento in tutta Italia;

spostamenti possibili solo per motivi di lavoro, necessita' o salute (e' prevista l'autocertificazione per gli spostamenti e "mentire e' reato");

la chiusura delle scuole fino al 3 aprile e lo stop a tutte le manifestazioni sportive ("non c'e' ragione che proseguano"), campionato di calcio compreso; controlli degli ingressi in Italia.

Non e' invece "all'ordine del giorno - ha proseguito il presidente del Consiglio - una limitazione dei trasporti pubblici: questo per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare".

Sono pero' previsti "controlli per gli ingressi in Italia".

Per quanto riguarda l'aspetto economico "abbiamo concordato in Europa una richiesta di scostamento per 7,5 mld", ha affermato il premier, ma - ha aggiunto - "stiamo ragionando sulla possibilita' di precostituirci una richiesta un po' piu' elevata".

Il bilancio dell'epidemia inesorabilmente si aggrava: a fronte di un numero complessivo di contagiati pari a 9.172, le persone attualmente positive sono 7.985, con un nuovo balzo di 1.598 rispetto al giorno precedente, pari ad un +25%. Sono 733 quelli ricoverati in terapia intensiva per coronavirus, 83 in piu' rispetto a ieri (+12,7%).

La Lombardia, la regione nettamente piu' colpita, registra in un giorno 66 morti e 41 ricoverati in piu' in terapia intensiva.

Reparti questi ultimi gia' da giorni ai limiti nella regione, il che ha richiesto il trasferimento finora di 17 pazienti - quasi tutti affetti da altre patologie - nelle regioni vicine. Il bilancio conta poi 724 guariti, ben 102 in piu' di ieri (+16,4%).

Un segnale di incoraggiamento viene dal paziente uno, il manager di 38 anni di Codogno ricoverato a Pavia, trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva. Non e' piu' intubato e respira autonomamente, ha riferito l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera.

La moglie del giovane, incinta di 8 mesi, e' tornata a casa da qualche giorno dopo essere stata ricoverata all'ospedale Sacco di Milano. Un piccolo, grande punto segnato dalla sanita' di una regione sferzata dal coronavirus, i cui sanitari affrontano l'impatto piu' duro dell'emergenza.

I positivi in Lombardia sono in tutto 5.469, ben 1.280 piu' di ieri.

Le vittime in tutta la regione sono gia' 333.

Cifre che raccontano di un sistema che rischia il collasso e al quale la Protezione civile sta cercando di far affluire buona parte delle attrezzature sanitarie acquisite: respiratori per le terapie intensive e mascherine in primis.