TURCHI E SAUDITI SI COMBATTONO IN LIBIA CON LE BOMBE SARDO-TEDESCHE - A NOI L'IMMIGRAZIONE

A QUALCHE CENTINAIO DI CHILOMETRI DALLA SARDEGNA C'E' UNA GUERRA CHE STA PER ESPLODERE SENZA ESCLUSIONE DI COLPI: A COLPI DI BOMBE SARDO-TEDESCHE

La notizia delle due navi turche venute a caricare bombe nel deserto del porto canale di Cagliari è stata relegata al silenzio più totale, come spesso capita per le notizie importanti.

Abbiamo una guerra violenta che si sta ogni giorno che passa sempre più acutizzando e nessuno ne parla.

In Libia l'ignava Italia è protagonista senza volerlo e senza capacitarsene.

E' riuscita in un'operazione senza precedenti, armare di bombe due eserciti nemici: i turchi e i sauditi.

Non servono grandi analisti di politica internazionale: bastano le immagini di Erdogan e dell'emiro Saudita per rendersi conto che gli acquirenti delle bombe sardo tedesche sono pronti a scatenare una guerra senza precedenti per il governo di Tripoli, capitale della Libia.

In questo ore il contrasto tra le milizie è sempre più duro e tutti sanno che da una parte c'è il generale-maresciallo Haftar che gode del sostegno di Emirati Arabi e Arabia Saudita e dall'altra Sarraj che può annoverare tra i suoi sostenitori più determinati proprio il leader turco Erdogan.

Ebbene: l'Arabia saudita dispone di un'arsenale milionario di bombe mk82 acquistato proprio dalla RWM sardo tedesca per utilizzarlo contro le popolazioni dello Yemen e altrettanto ha acquistato il regime turco di Erdogan che ha acquistato le stesse bombe per attaccare la Siria e in particolare le popolazioni curde.

Dunque, due arsenali di bombe prodotte in Sardegna potrebbero da qui a poco scatenarsi uno contro l'altro proprio davanti a casa nostra, in quella Libia devastata da guerre fratricide e che adesso rischia di trasformarsi in una guerra letale.

La vendita delle bombe al regime Saudita è stata bloccata dopo due anni di denunce, anche e spesso in solitudine. Ora impazza il trasporto di bombe verso la Turchia. Ho già denunciato due carichi imponenti negli ultimi 15 giorni.

Il governo sbraita contro Erdogan ma, poi, lo foraggia con le bombe tedesche prodotte in Italia.

Di Maio che ne ha la responsabilità amministrativa non solo non fa niente ma sembra non sapere nemmeno quello che succede.

Il suo ministero anzichè bloccare quei trasporti e quelle vendite continua a coprire il traffico di armi.

Il Ministro degli esteri, già due mesi fa, aveva detto che bisognava bloccare la vendita di bombe a Erdogan, peccato che quelle bombe partite stamane abbiano la totale copertura del suo ministero!

E per coloro che si sperticano a difendere questa industrie di morte vorrei dire: poi non lamentatevi quando centinaia di miglia di profughi busseranno alle porte dell'Italia e della Sardegna.

Eravate entusiasti di partecipare al grande mercato della morte? Bene, adesso bisogna prepararsi all'effetto di ritorno: una guerra sotto casa e milioni di profughi!