TRENTA HA FATTO TRENTUNO, DOPO TRAMATZU L'APPARTAMENTO AL MARITO

Diciamocelo con franchezza, al Ministero della difesa non vanno giù per il sottile.

Mai. Quando ci si mettono non badano di certo al pudore!

Dalla spiaggia di Tramatzu alla casa assegnata al marito del Ministro ignorano il senso della vergogna.

Il ministero N.N. (Nascondere & Negare), già della Difesa, quando c'è da difendere un privilegio non guarda in faccia a nessuno. Lo difende e basta. Dal Ministro al capitano maggiore, dall'ombrellone in spiaggia alla casetta in pieno centro a Roma!

Non stiamo parlando del valore in sé delle operazioni che, con la disinvoltura di un provetto ladro di polli, il Ministero mette in atto, ma della dignità e della moralità di una pubblica istituzione che dovrebbe essere per antonomasia al di sopra di ogni sospetto.

Ho imparato in questi anni a diffidare. Ma da quando ho avuto a che fare con il ministero del negare e del nascondere ho capito che diffidare è poco!

Bisogna partire dal presupposto che il sistema è marcio alle fondamenta, dove l'illegalità dilaga dall'acquisto di una nave pagata il doppio del suo valore per arrivare all'acquisto dei mobili per l'ufficio.

E allora cosa c'è da stupirsi se la signora Trenta, ministro uscita da poco dalle stanze del ministero, si è tenuta la casa di rappresentanza del dicastero assegnata guarda caso ad un uomo dell'esercito, facente funzioni di marito, in arte militare capitano maggiore?

Non c'è limite al pudore. Ma quel che è più grave non è lei che lo ha preteso, ogni aiuola da il fiore che può dare, ma coloro che glielo hanno consentito.

Perchè dietro quel consentire un atto fuorilegge e sicuramente immorale c'è dell'altro. C'è il sistema, quello di consentire un favore in cambio di un silenzio perenne su tutto l'altro.

Come potrà un ministro arginare la dilagante e inutile spesa militare se nell'armadio ha un contratto per una casa di servizio fatto direttamente al marito?

Chi la poteva ricattare e condizionare in scelte rilevanti per la difesa o peggio per l'utilizzo degli immensi fondi destinati all'acquisto di armamenti?

Se le notizie riportate oggi da Fiorenza Sarzanini sulle colonne del Corriere della Sera fossero tutte vere, e conoscendola non dubito nemmeno delle virgole, ci sarebbe da indagare su ogni singolo dell Ministro, dal giorno del contratto di occupazione abusiva della casa a San Giovanni a Roma.

Ci sarebbe, per esempio, da domandarsi se il coniuge del ministro che fu, il capitano maggiore Claudio Passarelli, abbia davvero cambiato ufficio dal momento dell'arrivo dell'amata moglie ai vertici del ministero.

Quando la Trenta si è insediata al N.N. il marito era ufficiale "addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti". Dentro un ufficio nevralgico per approvvigionamento e acquisto di armi di ogni genere.

Suggeriscono al ministro del negare e del nascondere di spostare il coniuge, almeno formalmente, per evitare il conflitto d'interessi.

Ovviamente il trasferimento sulla carta viene fatto ma i ben informati sostengono che non si sia mai mosso dal suo ufficio.

E allora cosa c'è da stupirci se l'ex Ministro Trenta sia oggi ospite a pieno servizio nella casa del ministero affidata al marito dall'allora ministro della difesa, che di lui era la moglie?

Ci sarà un inchiesta spero e immagino.

Resta l'amarezza di un silenzio prono e vile sino ad oggi, con centinaia di uomini dello Stato che sapevano di questo misfatto e hanno taciuto.

Un sistema del do ut des. Tu dai un silenzio a me e io ne do uno a te!

E del resto da un ministro che ha lo spudorato coraggio di venire in Sardegna per prendere per il culo tutti i sardi e i Teuladini per primi affermando che dismetteva le basi militari restituendo la spiaggia di Tramatzu ai cittadini!

Solo un presidente della Regione ignavo e inetto poteva accettare quello sgarbo, far passare quella spiaggia come una servitù militare quando anche le pietre sapevano che non c'entrava niente con la base militare. Era un privilegio per generali e sottoposti, per avere l'ombrellone esclusivo in una spiaggia negata ai sardi grazie all'arroganza e alla connivenza della politica con i vertici della Difesa!

Dovevano spacciarla come grande elargizione al Popolo Sardo: era, invece, una presa in giro.

La Trenta venne in Sardegna con codazzo ben nutrito al seguito e nessuno le disse che non avevamo l'anello al naso.

Tutti coinvolti destra e sinistra!

Non ha ridotto nemmeno di un metro quadro di quelle illegali basi militari che devastano la Sardegna ma nel contempo si è assegnata una ricca abitazione pubblica, facendola registrare a nome del marito.

Qualcuno è rimasto senza ombrellone, ma lei ha un tetto in più, pagato anche dai sardi!

Senza pudore e senza vergogna!