TIRRENIA, BASTA INGANNI - LA PROROGA E' ROBA DA GALERA E LA COMMISSIONE EUROPEA DICE NO A NUOVI MONOPOLI

C'è sempre qualcuno pronto a fare il furbo sulla testa dei sardi e della Sardegna.

Stasera ci hanno provato i sindacati confederali spacciando in giro la notizia, falsa, di una proroga sulla convenzione con la Tirrenia e illudendo i marittimi che la clausola sociale è l'unica strada per salvare il posto di lavoro.

Tutta gente abituata a calpestare gli interessi della Sardegna e consentire ancora una volta ad Onorato di utilizzare i lavoratori come scudo umano per i propri affari.

Lo sanno anche le pietre che prorogare la convenzione con la Tirrenia è roba da galera. Galera vera, perchè, come è noto, ho già denunciato preventivamente alla Procura di Roma il rischio che qualcuno non faccia il suo dovere con il solo obiettivo di continuare a riempire il portafoglio bucato di Onorato e compagni.

E dopo le storie di Renzi, Grillo, Casaleggio e Letta piccolo prorogare la convenzione sarebbe un vero e proprio favoreggiamento sopratutto dopo che la commissione europea ha messo nero su bianco che la gara d'appalto deve essere scongiurata!

Un manipolo di sostenitori palesi e occulti degli affari di Onorato continua a far finta che non ci sia documenti inchiodanti che impediscano altre furberie e nuove mangiatoie.

Uno di questi documenti, il primo di una lunga serie lo pubblico in questo articolo. E' il parere della Commissione europea sul'ipotesi di nuova gara.

Ipotesi bocciata. Lo dice espressamente la Direzione generale della Commissione Europea: deve essere preferito un modello più ampio di oneri di servizio pubblico che riguardi tutta le compagnie marittime, nessuna esclusa.

Compagnie che devono aderire all'imposizione dell'onere del servizio pubblico usufruendo del contributo ad personam attribuito direttamente al passeggero che potrà scegliere la compagnia con la quale viaggiare.

Non ci vuole molto a capirlo. La Commissione europea indica come modello quello spagnolo. Il contributo diretto al passeggero che poi scegli con quale compagnia viaggiare.

E' semplice. E' scritto!

Per quale motivo il ministero non la smette di giochicchiare con silenzi e perdite di tempo e perchè i sindacati non si occupano di tutelare i lavoratori nel rispetto di un minimo di regole in grado di rispettare prima di tutto la Sardegna e i Sardi?

Del resto la soluzione del contributo a passeggero e a metro di merci sarebbe una tutela anche per i lavoratori visto che la clausola sociale la commissione europea lascia intendere che non esiste.

Bisognerebbe essere onesti e dire le cose come stanno e capire che Tirrenia, se vuole continuare ad operare, deve concorrere alla pari degli altri, senza sotterfugi e inganni che prima o poi la farebbero saltare per aria.

E' incredibile che questi sindacati sino ad oggi siano stati in silenzio dinanzi all'operato vergognoso di un armatore che ha dilapidato navi e conti correnti di Tirrenia ed oggi si sveglino per tentare di fottere ancora una volta la Sardegna.

I lavoratori si tutelano se la Tirrenia potrà concorrere sul mercato, utilizzando i contributi dei passeggeri che la sceglieranno, altrimenti la festa è finita!

Sono le regole e tutti sanno che l'Europa non perdona ulteriori ruberie di Stato.

Basta leggere le carte, i documenti, anzichè perdere tempo in ridicoli proclami di fine anno.

La commissione europea è chiara e netta. Tutto il resto è gazzosa a buon mercato.

La direzione generale della mobilità e trasporti risponde direttamente alla rappresentanza permanente d'Italia presso l’Unione Eeuropea.

Nella sede di Rue de Mateau a Bruxelles la comunicazione degli uffici europei non ammette interpretazioni.

La risposta è diretta al governo da una parte e all'Autorità di regolazione dei trasporti d'altra che aveva chiesto l’obbligatorio responso comunitario sui provvedimenti adottati in merito alla nuova gara d’appalto in cabotaggio marittimo, ovvero le procedure per la nuova continuità territoriale.

Gli Uffici della Commissione Europea non lasciano molti margini e si affidano direttamente alla recente sentenza del Tribunale dell'Unione Europea nella causa SNCM contro la commissione.

Un contenzioso aperto in Francia proprio sul tema della continuità territoriale.

Obiettivo dell’Unione Europea è quello di evitare nuovi monopoli sulle rotte da e per la Sardegna e in generale sulla nuova
continuità territoriale.

Per questo motivo dei tre punti sostanziali nel parere della commissione quello centrale è legato al tema dell’affidamento del servizio di continuità territoriale.

Per l’Unione Europea è da scongiurare in ogni modo una nuova gara d’appalto e gli uffici della commissione lo scrivono apertamente.

Il capitolo è quello della "identificazione del meccanismo di intervento meno restrittivo atto a colmare la differenza tra le esigenze di servizio pubblico e l’offerta di mercato di libera concorrenza. Per questa ragione la commissione scrivere in maniera puntuale la propria indicazione:

"un regime di obblighi di servizio pubblico imposto a tutti gli operatori del mercato è considerato dalla commissione europea lo strumento meno restrittivo. Pertanto, - scrive la commissione - gli enti affidanti devono prima prendere in considerazione questo strumento e, eventualmente, giustificare il perchè non lo si ritenga adeguato, nel caso in cui si intenda procedere all’affidamento di un contratto di servizio a uno o più operatori specifici".

Non ci vuole chissà quale acume per capire la contrarietà della Commissione Europea a una nuova gara e a un nuovo monopolio.

La commissione, poi, smonta la convizione che una nuova gara garantisca una clausola sociale come qualcuno vorrebbe far credere.

Nella comunicazione ufficiale la direzione generale scrive in modo chiaro sull'insussistenza della clausola sociale, smentendo apertamente l’ipotesi vincolistica della riassunzione di tutto il personale da parte di un eventuale vincitore di una gara l’appalto.

In questa direzione è scritto:

"la commissione si raccomanda di modificare il testo dell’attuale disposizione sulla clausola sociale. La formulazione della misura 14 dell’allegato A, sembra definire la clausola sociale come condizione necessaria del contratto di servizio.

A tale proposito, aggiunge la commissione - ricordiamo che il regolamento 3577 / 92 impone la non-discriminazione tra gli operatori comunitari. L’obbligo di assumere il personale del gestore uscente potrebbe avvantaggiare alcuni operatori rispetto ad altri. Pertanto, anche se la clausola sociale non è esclusa a priori, il suo utilizzo deve costituire l’eccezione ed essere motivato da circostanze specifiche".

Tutto il resto sono chiacchiere. E il ministero non deve perdere altro tempo con la scusa della gara d'appalto: non serve.

Basta un decreto che faccia scattare dal 20 luglio prossimo la continuità territoriale con il contributo di riequilibrio per tutti i passeggeri e per le merci. Basta monopoli, sì ad una continuità territoriale dove il passeggero è centrale nel sistema del servizio pubblico.

E per ricordarglielo metteremo in campo ogni strumento, dalla Procura alla mobilitazione dell'opinione pubblica!