PILI: TIRRENIA, ARRIVANO LA NAVE ANTICATALOGNA E QUELLA DELLA COLLISIONE NUCLEARE

DA GENNAIO SPARISCONO BONARIA E AMSICORA, ARRIVANO MOBY ZAZÀ E MOBY DADA

“Arrivano traghetti vecchi di 40 anni, persino con collisioni con navi cariche di scorie nucleari e persino utilizzate recentemente a Barcellona per ospitare la repressione catalana. I giochi sui mari della Sardegna proseguono senza pudore. Amsicora e Bonaria, i due traghetti marchiati per qualche anno marchiati Tirrenia, ritornano il 15 gennaio al legittimo proprietario, Grimaldi. In sostituzione sono pronti due traghetti Moby che nel gioco delle tre carte societarie si occuperanno delle tratte Sarde, sia Cagliari che Olbia. La restituzione dei due traghetti marchiati impropriamente Amsicora e Bonaria è confermata da tutte le fonti Grimaldi che nello scontro sui mari della Sardegna ha deciso di togliere alla concorrenza di Onorato due navi chiave nei collegamenti da e per la Sardegna. E il risultato è scritto nelle previsioni gestionali ormai consolidate nel gruppo Moby Tirrenia. Partano per la Sardegna due navi con storie balzate ripetutamente agli onori delle cronache e non certo per premi o primati. Tutte e due con trascorsi non proprio entusiasmanti. Insomma, dopo aver passato compagnie di ogni genere, incidenti tra cui la collisione con un carico radioattivo e incendi a bordo queste ennesime carrette del mare giungono in sardegna con il silenzio generale. Nessuno, Regione o Governo, si sono posti il problema di affrontare la questione navi e il risultato è che, nonostante il furto annuale di 73 milioni di euro della convenzione con la Tirrenia, si continuano a far arrivare in Sardegna navi vecchie e con episodi alla spalle sicuramente non adeguati ad un collegamento come quello sotto convenzione di continuità territoriale”.

Lo ha denunciato poco fa il deputato e leader di Unidos Mauro Pili preannunciando una interrogazione al ministro dei trasporti per aprire un’indagine sulla gestione delle navi nelle tratte sotto convenzione.

“E’ dato ormai per sicuro anche nei siti internazionali specializzati – sostiene Pili - l’arrivo in Sardegna della Moby Dada utilizzata nei mesi scorsi per ospitare la repressione spagnola in Catalogna. Una nave del 1980 posta in disarmo la prima volta nel 2008 a Korsør. Nel 2009 fu noleggiata alla Alstom, che la impiegò come albergo per il personale impegnato in operazioni di manutenzione della centrale nucleare di Oskarshamn subito dopo in disarmo a Klaipėda. Nel novembre 2016, in seguito all'ingresso in St Peter Line da parte di Moby, la nave passò alla compagnia italiana e rinominata Moby Dada. Lo scorso autunno la nave fu noleggiata al governo spagnolo e impiegata a Barcellona come alloggio per gli agenti della polizia per la repressione catalana. Ancora più controversa la storia della seconda nave pronta, la Moby Zazà, secondo le informazioni interne alla compagnia, per prendere il posto del traghetto Bonaria. La nave fu varata nel 1981. Il 25 agosto 1984 la Olau Britannia, attuale moby Zazà, impegnata in un viaggio da Sheerness a Vlissingen con a bordo 951 passeggeri e 80 membri dell'equipaggio, entrò in collisione con il ro-ro merci Mont Louis. Non vi furono né morti né feriti, ma la Mount Louis, che trasportava anche dei container contenenti carico radioattivo, affondò. I container furono in seguito recuperati senza perdite di materiale radioattivo. In disarmo nel 2009 a Sandefjord la nave a marzo 2012, ridenominata Julia fu acquistata per 5 milioni di Euro dalla compagnia olandese per essere convertita in un alloggio galleggiante per i lavoratori impegnati nell'installazione di turbine eoliche off-shore. Rinominata Wind Perfection, fu venduta all'italiana Moby Lines e rinominata Moby Zazà. Il 13 agosto 2016 mentre la nave era in sosta nel porto di Nizza, si sviluppò un incendio in sala macchine e al traino del rimorchiatore Maria Onorato, partì dal porto di Nizza alla volta di Napoli.”

“Siamo dinanzi ad una Sardegna trattata come terra di disarmo con navi vecchie e dalle mille traversie, si tratta di operazioni piratesche fatte con i soldi pubblici che non possono e non debbono essere consentite. In questa operazione costruita sotterraneamente nessuno deve sapere niente e si attende che si decida impunemente sulla testa dei sardi e della Sardegna. Denuncio questi elementi, senza attendere ulteriori conferme, proprio per non aspettare l’irreparabile comunicazione ufficiale a giochi già fatti. Conosco questi trucchi dell’ultim’ora e vanno contrastati preventivamente e in ogni modo. Queste navi carretta – ha concluso Pili - non possono finire sulle rotte della Sardegna!”.