TARIFFA UNICA AEREA, SMEMORATI AL SERVIZIO DI ALITALIA

In questi giorni sulla continuità territoriale se ne sono sentite di tutti i colori.

Se fossimo una Regione fondata sulla serietà e sullo studio su questo tema si dovrebbe impedire il libero arbitrio agli incompetenti, agli smemorati e ai foraggiatori di Alitalia.

Circolano ricostruzioni storiche ridicole e degne del peggior mistificatore della realtà, incapaci di riconoscere i fatti, capaci con spregiudicatezza assoluta di negarne l'evidenza.

A quei quattro soggetti da avanspettacolo dei trasporti, al servizio di Alitalia, che sostengono l'inapplicabilità della tariffa unica vorrei semplicemente far notare:

la tariffa unica è in vigore dal 2011!!! Esiste! E' in pieno esercizio! Solo dei cialtroni possono negarlo!

Non ci vuole uno scienziato per stabilirlo, basta andare sul sito delle compagnie aeree, anche in questo istante, per accertarsi che non esiste nessuna differenza tra residenti e non residenti!

Non ci vuole davvero molto per smentire stralunati azzeccagarbugli di ieri e di oggi.

La tariffa unica esiste e nessuno l'ha impugnata o negata. Esiste, punto e basta.

Magari è stata fatta, sbagliando, per soli nove mesi anzichè 12, ma esiste ed è vigente!

Peccato che solerti giornalisti ignorino la realtà o facciano finta di ignorarla solo perchè i loro beniamini sono contrari all'unica vera continuità territoriale! O magari più semplicemente si mira a mettere il bavaglio al sottoscritto, che se ne frega e sorride dinanzi a tanta pochezza!

Partiamo da un assunto: tra questa inconsistente giunta regionale e quella precedente non esiste alcuna differenza.

Era incompetente e incapace l'assessore precedente e lo è altrettanto quello attuale! Per non parlare dei presidenti.

Anzichè rafforzare l'esistente tariffa unica, pur di ossequiare i padroni politici e non di Alitalia, inventano soluzioni fallimentari che si infrangono ancor prima di essere avviate.

Non sono stati in grado di perseguire una sola proposta nell'interesse della Sardegna e dei sardi.

Hanno cambiato opinione come fuscelli al vento, senza midollo e senza onore.

Ogni qualvolta qualche usciere gli prospettava una qualche contrarietà subito pronti a cambiare posizione, senza colpo ferire, proni e piegati a misura giusta.

Basta rivolgere giusto un fugace guardo all'evidente inconsistenza del presidente della giunta regionale attuale. In una settimana è passato dal sostenere la tariffa unica al suo esatto contrario.

Roba che se rimetti in fila le prime pagine dei quotidiani di questi ultimi 15 giorni sei costretto a sospendergli la patente per guida in stato di ebrezza!

E poi c'è il beniamino di Alitalia e compagni che ad ogni morte di Papa, lunga vita a Francesco, si risveglia e si spaccia per padre della continuità territoriale.

Anche in questo caso queste fantasiose ricostruzioni, rilanciate da chi non studia e non conosce la materia, si infrangono al primo confronto con i fatti.

Quella del 1999 non è mai stata la legge della continuità territoriale ma semplicemente una mancia milionaria della politica di allora ad Alitalia, l'ennesima regalia di Stato.

Se chi si avventura a scrivere e parlare di questi temi avesse solo l'onestà intellettuale di dire le cose come stanno non avrebbe difficoltà a riconoscere che quella legge era assolutamente tardiva e per molti versi inutile.

Del resto l'ho detto allora e lo ribadisco ora: sette anni prima era stato varato il regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992, che prevedeva ogni singola virgola, praticamente copiata di sana pianta, della legge varata nel 1999 solo per foraggiare il carrozzone Alitalia.

E sarebbe stato facile ricostruire il percorso della continuità territoriale partendo da un primo dato:

la prima e unica conferenza dei servizi per avviare la continuità territoriale è stata istituita dal sottoscritto nell'agosto del 1999!

Quella procedura, con puntuali analisi dei costi e strategie, fu contrastata dal governo di allora, d'Alema, e poi pasticciata dalla giunta regionale che seguì alla mia prima presidenza, senza giunta, durata appena 60 giorni.

I pasticci che fecero il centrosinistra a Roma e a Cagliari furono memorabili. Gare bloccate, procedure sospese, ricorsi ovunque.

Sino a ottobre del 2001. Quando il sottoscritto ritornò alla guida della Regione.

Sono i documenti, gli atti, che parlano, non quattro ridicole ricostruzioni del niente!

Per un mese trasferii la Presidenza della regione a Roma, tra avvocatura dello Stato e dipartimento legale di palazzo Chigi.

Feci costituire una conferenza permanente per risolvere tutte le partite di ricorsi ed errori commessi.

Il 1 gennaio del 2002, sotto la mia presidenza, non quella di babbo natale, partì per la prima volta nella storia autonomistica la continuità territoriale.

Se non avessi messo in campo tutte quelle azioni sarebbe certissimamente naufragata negli errori e negli interessi di pochi!

Come riportano le cronache di allora, basterebbe riaprire le pagine dei giornali, ci fu un incremento di passeggeri del 30%!

Non c'era ancora la tariffa unica, ma ai residenti erano stati estesi i nativi, che consentivano di comprendere anche le centinaia di migliaia di emigrati sardi.

E in quella prima attuazione Alitalia e compagni, per colpa dello stanziamento statale, incassavano ben 50 milioni di euro.

La festa, però, durò poco. Lavorai alla proroga di quella continuità con l'impegno di togliere ogni contributo alle compagnie aeree!

E, infatti, nell'anno 2003-2004 Alitalia e Meridiana furono costrette a volare in regime di continuità territoriale senza un euro di contributo.

Nemmeno un euro! Eppure questo fatto, emblematico e fondamentale, sfugge ai censori del sottoscritto e sopratutto della realtà dei fatti.

Continuità territoriale attuata senza nemmeno un euro alle compagnie aeree. Stranamente passaggio dimenticato dai resoconti storici. Del resto la logica è chiara: mai ricordare che negare i soldi ad Alimangia si può. Anzi si deve!

Non me ne dolgo, osservo e attendo tempi migliori per l'onestà intellettuale e la corretta informazione.

Arrivarono i tempi bui di Soru, che riuscì a fare danni anche in quel campo.

Sino al 2011 quando il sottoscritto, in parlamento, si oppone alla continuità territoriale proposta dal centrodestra che prevedeva la tariffa differenziata tra residenti e non residenti.

Proponevo la tariffa unica aerea come rivoluzione concettuale e sostanziale, un vero ponte tra la Sardegna e il continente, il vero riequilibrio insulare.

La proposta la misi nero su bianco in commissione trasporti della Camera, costruendo il consenso più ampio sulla tariffa unica aerea.

Dispiacerà a disinformatori di professione e ai loro beniamini ma quella proposta, basta leggere i resoconti parlamentari è stata approvata da tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione. Tutti!

E sapendo che anche questo dispiacerà a qualcuno quella proposta della tariffa unica ebbe il parere favorevole degli uffici studi della Camera e poi dello stesso governo.

Feci revocare i decreti e fu varata la tariffa unica, seppur per 9 mesi.

Spiegai che non servivano contributi pubblici ma le lobby furono più forti della mia volontà.

Nacque, comunque, la tariffa unica. Che ancor oggi è legge, o meglio è decreto vigente.

L'unione europea, come è chiaro, non si occupa di chi abbia diritto o meno, si preoccupa degli aiuti di Stato.

E siccome chi va a discutere sulla soglia di Bruxelles sono spesso incompetenti o servi di Alitalia il risultato è che bisogna continuare a regalare soldi ad Alimagna, cancellando la tariffa unica a vantaggio di coloro che sulla Sardegna hanno sempre speculato e fatto cartello!

Ho dimostrato conti alla mano che la tariffa unica per 12 mesi ha un ritorno economico per le stesse compagnie, senza bisogno di altri denari.

Le norme comunitarie impongono un ragionevole utile d'impresa, 4-8%, dopodiché imposizione dell'onere del servizio pubblico.

Tutto il resto è cialtroneria al servizio di Alimagna, contro la Sardegna e contro i sardi.

Non so quanto sarà possibile ribaltare questo preannunciato e nefasto disastro, una cosa è certa, però: farò tutto quanto è possibile per ristabilire la verità dei fatti, per individuare i complici e i corresponsabili di questo ennesimo fallimento.

Basta con i servi di Alimagna e i loro sodali in terra sarda!