Ho letto con non poca simpatia che a Magomadas ci sarebbe qualcuno impegnato a scovare la "talpa" che mi ha fatto arrivare la pec della società che gestisce la stercopoli pugliese.

Mi permetto, sommessamente, di far notare che le talpe sono due: una buonafede e una in malafede.

La talpa in buonafede sa usare l'informatica, è evoluta, conosce a menadito il sistema della pec, la posta elettronica certificata. Conosce l'abc della pubblica amministrazione e sa perfettamente che in un procedimento non ci sono segreti. Se in un Comune arriva una lettera con la Pec nessuno la può più sconfessare. E' protocollata di fatto, informaticamente. La sua provenienza è certa e certificata! Dal momento che arriva è sostanzialmente un atto pubblico.

Elemento di non poco conto in questa triste vicenda, questa talpa non ambisce a farsi assumere nella stercopoli del paese. Tantomeno ha da sistemare marito o moglie!

C'è poi la talpa in malafede, quella che stranamente si vorrebbe ignorare. Quella che dovrebbe essere, questa sì, individuata e cacciata senza se e senza ma. Si tratta di colei, o colui, che, tradendo le confidenze di qualche vertice dell'amministrazione, ha informato con la velocità della luce i signori della vicina stercopoli. La confidenza è stata così autorevole, e non disinteressata, da indurre la società a prendere pec e computer e dettare la propria minacciosa reprimenda alle imminenti intenzioni di chicchessia.

A parte che solo dei trogloditi del diritto e dell'etica possono scrivere una lettera fondata sul niente, per un sentito dire preventivo, resta pesante la minaccia contenuta nella missiva.

E sopratutto c'è un presupposto che non può e non deve essere sottovalutato.

In quelle voci giunte ai signorotti della fogna pugliese c'è un distinguo importante nella lettera.

I signori scrivono: abbiamo appreso prima dalla stampa locale e poi da comunicazioni informali.

Quel distinguo è destituito di ogni fondamento, visto che nessuna stampa locale ha mai parlato di un imminente provvedimento interdittivo.

Resta, dunque, in campo la sola formula delle "comunicazioni informali"!

Nella pubblica amministrazione le comunicazioni, da che mondo è mondo, avvengono per iscritto, con protocollo, data di partenza e di arrivo. Non esiste la formula comunicazioni "informali". Esiste, invece, la soffiata. Esiste il vigliacco che anzichè difendere l'azione dell'amministrazione comunale, e quindi di tutti i cittadini, si precipita da servo del padrone a spifferare le possibili intenzioni autorevoli dell'amministratore di turno. Un agire da galera, perchè tradisce la missione pubblica per servire a piene orecchie e mani quella privata.

Quella che tradisce i cittadini è una talpa che sguazza nella fogna pugliese e svende il bene collettivo in cambio di qualche prebenda di bassa lega.

Non so quanto sia vero che il sindaco avesse o abbia in animo di predisporre un'ordinanza capace, per via del mancato rispetto delle distanze dal centro abitato, di fermare quello schifo.

Visti i comportamenti mi sembra un atto quasi impossibile.

Spero, comunque, sia consapevole che la mancata firma di un atto dovuto sarà uno spartiacque decisivo tra l'interesse pubblico e quello privato.

Due interessi che in questo caso non possono convivere, perchè confliggono con le leggi, e mi riferisco a quelle di stretta pertinenza comunale.

Mi permetto, però, se non altro per la mia atavica simpatia e solidarietà con i sindaci, di suggerire un provvedimento da indirizzare direttamente alla Provincia di Oristano. Una pec asciutta, poche righe. Giusto per compiere il proprio dovere senza rischiare di passare come un cuor di leone. Non sia mai!

Scriverei:

Spett. Amministrazione provinciale di Oristano, da accertamenti tecnici eseguiti dal locale ufficio tecnico, con l'ausilio dell'ufficio di polizia municipale, si è accertato che l'insediamento per il trattamento rifiuti in località Z.I. Magomadas, di cui all'autorizzazione 1283/2018, dista dal centro abitato, così come individuato dal codice della strada, 158 metri a fronte dei 300 mt. previsti come tutela integrale nel piano regionale dei rifiuti di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 69/15 del 23.12.2016 (pag.461). Tale rilievo è in contrasto con l'autocertificazione della società richiedente, allegata alle procedure autorizzative. Si trasmettono i rilievi compiuti da questo Comune per gli atti conseguenti di revoca dell'autorizzazione di competenza di Codesta Provincia. Cordialmente, il Sindaco!

Spero che la talpa buona mi informi presto della firma, altrimenti attenderò, con sommessa pazienza, le informazioni da palazzi più attenti.