STASERA GUARDERO' STRISCIA LA NOTIZIA, I RICATTI E LE MINACCE DI STATO CONTRO I MILITARI VITTIME DELL'URANIO

Guarderò Striscia la notizia. Stasera 1° marzo, alle 20.40.

Guarderò franare i vigliacchi di Stato, coloro che hanno difeso e difendono l'indifendibile. Vedrò colare a picco le falsità, le bugie, le omissioni di uno Stato canaglia. Vedrò precipitare nel girone degli indegni coloro che hanno pensato a carriere e affari piuttosto che alla vita dei militari.

Oggi per la prima volta una rete non pubblica, una trasmissione da sempre bandiera di libertà e di denuncia, manderà in onda la prova provata di quello che da anni sostengo a colpi di denunce e atti parlamentari: i vertici militari e politici della Difesa sono una lobby che persegue interessi lontani mille miglia da quelli della stragrande maggioranza del militari. E quando si tratta della salute, della vita o della morte impongono la regola aurea del silenzio di piombo.

Ho dimostrato con atti, intrecci e combine tese a cancellare o omettere prove, ho messo sotto accusa procedure e negligenze, intrecci e affari sulla testa dei poveri militari.

Militari per molti versi ingannati, costretti a sostenere l'insostenibile, per garantirsi posto di lavoro e carriera.

E poi, però, nel silenzio emergono i dati dei 4000 militari gravemente malati per le esposizioni all'uranio impoverito, nei Balcani e nei poligoni sardi bombardati con oltre 6.000 missili al torio.

I morti, civili e militari. Tutti colpiti da quelle nano particelle talmente invasive da restare in circolo per decenni e poi colpire mortalmente.

Il calvario e il ricatto andrà in onda alle 20.40 su Striscia la Notizia.

La testimonianza raccolta stamane da Jimmy Ghione è da brividi, senza precedenti.

Una confessione che in uno Stato civile farebbe saltare molte teste, a partire da quella del Ministro della Difesa.

La testimonianza di Antonio Attianese, un ex soldato italiano in azione nel 2002 e nel 2003 in Afghanistan, vittima di un carcinoma vescicale provocato dall'uranio impoverito presente nelle munizioni usate dall'esercito è semplicemente sconvolgente.

L'ex alpino-paracadutista dei reparti speciali ha subito più di 35 interventi.

La sua denuncia è senza mezze parole. Intimidazioni dai propri superiori: «Mi hanno spinto a non rivolgermi a un avvocato».

Farneticazioni di un malato a tu per tu con la morte? No

L'ex militare ha registrato tutto il colloquio con gli ufficiali che gli dicevano: «Ti abbiamo chiamato perché il reparto non venga sputtanato fuori. Se lo Stato ti autorizza a un rimborso spese fino a un certo punto, il reparto ti viene incontro anche dall'altra parte. Poi non è che se ti diamo una mano a uscire dalla porta poi cerchi di rientrare dalla finestra chiamando un avvocato...».

Parole chiare: silenzio. Nessuno deve sapere. Rimborso spese per comprare il silenzio.

Lo stesso silenzio che sotto giuramento era stato richiesto a coloro che a Quirra, poligono di Perdasdefogu, facevano saltare per aria migliaia di tonnellate di esplosivi di ogni genere provocando nubi tossiche che si posavano sui centri abitati limitrofi. Anche in quel caso morti e malati. Anche in quel caso il ricatto del silenzio. Niente lavoro se parlate.

E la gente ha continuato ad accettare, la vita in cambio di un finto lavoro.

Ora che lo squarcio si apre sull'opinione pubblica nazionale sarà sempre più difficile tenere la consegna del silenzio.

Il muro di gomma mostra crepe imponenti. Ed io, per quanto potrò, non mi fermerò.

Per la vita dei militari, dei civili, per la tutela della mia terra, dell'ambiente, contro i soprusi e i silenzi di uno Stato carogna che ha giocato sulla vita dei suoi figli. Impunemente.