Sottogenerale Furapuddasa

Quando l'ho visto non ci volevo credere. Un sosia, mi son detto. Non è possibile, ho esclamato. Ero convinto che quel generale fattosi sottosegretario alla difesa fosse della tribù dei mangiapane a tradimento. E invece...

Quando le telecamere impietose delle Jene lo hanno ripreso a piedi per Roma, andando a lavoro ho pensato: mi sono sbagliato.

Rossi Domenico, in arte generale dell'esercito, sottosegretario alle bugie, va a lavoro a piedi.

Sì, per i primi cento metri. Poi la beffa.

L'immagine scorre come una lama che affetta il salame.

Il registra è costretto al rallenty: passi felpati, ammortizzati dall'effetto slow motion.

Esce di casa, percorre 50 metri, scavalca la fermata del filobus, avanza altri 50 metri e poi auto blu ( grigia ) che lo aspetta nascosta dentro un distributore di benzina.

Nascosta. Come il palo che aspetta il compare.

Lo guardi in faccia e non ci credi.

Ma come non va a piedi? Non è il primato del rigore morale in persona?

No! Il Sottogenerale, colui che qualche istante dopo verrà alla Camera a raccontare frottole sulle basi militari in Sardegna, sale in macchina accertandosi che nessuno lo veda.

Furtivamente, appunto! Ben conscio che il candore non è la tonalità che più gli si addice.

Attraversa Roma di qua e di là con auto e autista. Sino al ministero.

Un giorno, due giorni, tre giorni. Le Jene lo seguono, ora dopo ora. E lui sempre lo stesso rituale: cento metri a piedi, distributore e poi auto blu.

Quando le Jene si decidono ad intervenire gli si gonfiano i baffetti da sparviero. E' felice che lo abbiano beccato a piedi. Commenta la decisione di Renzi: ha fatto bene, tutti a piedi. E sogghigna, come per dire: lo vedi, io vado a piedi.

Quello delle Jene lo guarda rivolgendosi al generale come fosse un mentecatto: ma non si vergogna? l'aspetta l'auto a cento metri da casa? ma a chi vuole prendere in giro?

Furapuddasa è in bambola. Tenta un'arrampicata. Le mani scivolano e le pareti sono piene di sapone. Ogni tentativo di scalata è una caduta.

Si inventa che deve andare alla Camera, si incarta tra lavoro e interrogazioni.

Un bugiardo, senza se e senza ma. Beccato come un pischello in vela, fattosi generale e sotto, molto sottosegretario!

Viene in aula. Lo aspetta l'interpellanza sui disastri ambientali dei poligoni militari in Sardegna.

Bugie su bugie, balle su balle, omissioni su omissioni!

Ma cosa ci si deve aspettare da uno che sale in macchina alla pari di un ruba galline? Niente di più.

L'unico dramma, vero, è che certa gente nasconde i misfatti di Stato con i quali hanno distrutto la vita di militari, pastori, civili con la stessa sfacciataggine con la quale sale furtivamente in un auto blu.

Furapuddasa e criminali di Stato.