SILENZIO, LASCIATE BRUCIARE

I barracelli? lasciati a casa! I forestali? non autorizzati! I volontari? abbandonati a se stessi. I vigili del fuoco? nessuna convenzione!

Nessuno deve fiatare. E la Sardegna nel frattempo brucia, come non mai. Il manovratore non ama essere disturbato.

Se dimostri carta alla mano che i mezzi della protezione civile consegnati alle associazioni di volontariato sono da mesi senza revisione ti minacciano di denuncia. Se dimostri che i barracelli sono stati più che dimezzati nella lotta agli incendi ti rispondono che sono privati e che la regione niente può. Se denunci che la campagna antincendio è partita due mesi fa e che ancora non è stata sottoscritta la convenzione con i vigili del fuoco ti rispondono, il 22 luglio, che è tutto pronto.

Come tutto pronto? Il 22 luglio? Sì, con la campagna antincendio partita,almeno sulla carta, il primo giugno.

Oggi, giusto per lo zuccherino post fiamme, hanno distribuito 8 mezzi nuovi fiammanti, mandati nelle periferie, da Villacidro in su. Comprati tre anni fa e fermi da anni a Macchiareddu, sede della protezione civile regionale.

La realtà è ben altra, raccontata sommessamente.

L'ho sentita oggi per l'ennesima volta incontrando ad Isili pastori, allevatori, agricoltori, amministratori e cittadini.

Il fuoco è partito dietro l'EuroSpin, mi dicono a voce bassa. Market dell'era dei centri commerciali forestieri a due passi dal centro abitato.

Il fuoco è partito da dietro il parcheggio del market periferico, confermano al presidio per salvare l'ospedale. E' ovunque un ritornello. Lo ripetono sottovoce ma le conferme arrivano da più fonti, comprese le forze dell'ordine.

Vado a vedere. Non credo ad una virgola di quel che mi hanno raccontato. Come è possibile che da una fiammella dietro un market si brucino 2000 ettari di terra?

Penso alle illazioni che diventano delazioni. Arrivo, osservo. Sono sbigottito. Mi rendo conto di strade asfaltate e non, scavalcate dalle fiamme, una dietro l'altra sino ad aggredire il versante più alto per poi dileguarsi sul monte delle pale, quelle eoliche. E' impossibile credere a quella teoria, se non avessi davanti a me quel tracciato di nero che segna una partenza e una fine.

Il fuoco è partito da lì, a due passi dal centro abitato di Isili. Si è spinto in un tempo infinito ma senza argine verso Nurri, Orroli, Villanova Tulo. 1.600 ettari, ma si osa anche la cifra tonda dei 2000. Rasi al suolo, tra foreste e macchia mediterranea alta e prosperosa.

E' quel frangente, quell'ora, quella mezz'ora che distrugge tutto. Che rende inarrestabile ciò che può essere arrestato solo a momento debito. E per fare questo non servono né elicotteri né Canadair. Servono uomini, serve presidio attivo del territorio, serve prevenzione. Serve una macchina efficiente, organizzata, senza presunzione, con la capacità di ascoltare il territorio, di sentire chi sta sul campo.

E,invece, niente. La torre del palazzo non ascolta. Pensa di governare tutto con i mezzi aerei che diventano intempestivi a giochi fatti.

Ieri, ad Isili, per aerei ed elicotteri, con le fiamme immerse nel bel mezzo di un parco eolico, è stato tutto ancora più difficile. Mezzi aerei costretti a volare alto rispetto alle vette eoliche. Acqua polverizzata ad alta quota, efficacia sul fuoco vivo pari ad un ruscello in tempo di siccità.

Il fuoco si sconfigge a terra. Con tempestività e presidio. Lo sconfigge il popolo, sensibile e attrezzato.Dai barracelli ai volontari, dai professionisti ai mezzi efficienti. Una comunità che contrasta i delinquenti e argina la presunzione di chi anziché coordinare ha la pretesa di ordinare.

Serve mettere in campo una grande missione di Popolo. Di presidio attivo.

Nel 1995 insieme al mondo del volontariato, da Sindaco di Iglesias, proposi alla Brigata Sassari la missione Forza Paris per la lotta antincendio. Centinaia di uomini, mezzi di ogni genere a presidiare migliaia di ettari di campagne e foreste. Non ci fu un solo focolaio. Ora più che mai, a distanza di 21 anni mi sento di dire: serve un'alleanza tra chi ama la Sardegna e la vuole difendere.

Lo Stato Italiano continua a dilapidare energie in scenari lontani, funzionali solo a comprare carri armati e missili. Quelle stesse energie ora e sempre di più servono in casa.

Occorre dismettere esercitazioni per le guerre e bisogna iniziare le esercitazioni per stare vicini ai cittadini, vicini alle nostre popolazioni.

Serve una Santa Alleanza contro gli incendi, per proteggere la Sardegna e i sardi. Una coalizione tra volontari, barracelli, vigili del fuoco e forestali, tra esercito e forze dell'ordine.

Non una regione presuntuosa che ordina ma una Regione umile che coordina chi ama la Sardegna.

La storiella dei comunicati del "tutto va bene", "siamo i migliori al mondo" si è tristemente incenerita insieme a migliaia di ettari in fumo, aziende rase al suolo e un paesaggio lunare segno indelebile di una Sardegna sfregiata e umiliata.

Il silenzio aiuta le fiamme e i criminali. Meglio reagire.