SIGNORE E SIGNORI, SI SCENDE

Stanno diventando tutti matti. Nei giorni scorsi una giovane studentessa sarda in terra romana rientrava nella sua amata terra di Sardegna. Pignola come poche aveva fatto il biglietto per l'aereo e insieme quello per il treno, da Cagliari a Sassari. Tutto con largo anticipo. Via internet. Pagato e stampato. Ricevuta in mano, biglietto con tanto di data e orario di partenza.

Arriva in stazione a Cagliari per il decollo con il treno veloce e una solerte capotreno le intima di non salire. Le blocca l'accesso, con il corpo. Il treno è pieno, esclama. Niente posti a sedere, quindi a terra.

La malcapitata studentessa è incredula. Ha fatto il biglietto, con tanto di orario di partenza. Quello era il "suo" treno, prenotato con largo anticipo per arrivare il prima possibile a casa.

Niente da fare. Vietato. Protesta, non demorde. Schiva l'intransigente funzionaria ferroviaria, raggiunge una porta posteriore e sale.

Ovviamente treno stracolmo, solo posti in piedi. La protesta prende la via della carta vergata. 54 righe di protesta vibrata: ho comprato il biglietto per quel treno e non mi volevano far salire. Che razza di regola è questa? Nessuna regola, in effetti. Solo disposizioni da cialtroneria di Stato. Se uno compra un biglietto per quel treno, a quell'ora e per quella tratta, nessuno gli può dire che non sale.

E', semmai, compito di chi gestisce il servizio pubblico non far mancare i posti, prima di tutto, e semmai non vendere i biglietti senza aver verificato il numero dei passeggeri.

Oppure, i posti numerati in Sardegna non possono esistere? o forse non è più semplice mettere i vagoni necessari, pianificarli e ed evitare mezzi al contagocce?

Del resto quanto versa la Regione, per la stoltezza di Soru e compagni, allo Stato per quel servizio/ disservizio?

Di certo le ferrovie dello Stato non hanno perso tempo e tutti i treni sardi sono stati impasticciati con volantini plastificati antiusura.

Il treno è omologato per 200 posti a sedere, recita il proclama. Non sono, pertanto, ammessi viaggiatori in piedi. Se non scendete scatta la denuncia per interruzione di un servizio pubblico.

Ora, vorrei dire: ma se io pago un biglietto per quel treno e tu non mi fai salire, chi ha interrotto il pubblico servizio?

Bene, lo farò!

Acquisterò un biglietto, mi faranno scendere perchè il treno sarà pieno e li denuncerò per interruzione di pubblico servizio, per truffa e furto!

Con questo Stato lestofante non serve l'educazione, occorre il martello!

Del resto con un'assessore ai trasporti fantozziano cosa ci si poteva aspettare? Appunto, sberleffi e ceffoni.

Meglio reagire, che subire! Date retta!