SCUOLA SARDA, LA RIVOLUZIONE MUSICALE - SCUOLE APERTE NEI PICCOLI PAESI DELLA SARDEGNA

"Una vera e propria rivoluzione culturale e sociale che passa attraverso l'insegnamento della musica nelle scuole della Sardegna.

Dalle città sino ai piccoli paesi dell'entroterra dell'isola.

Due anni fa nel piano della Scuola Sarda avevamo proposto l'avvio sperimentale delle scuole del Popolo Sardo, tenendo aperte le scuole dei piccoli centri da trasformare in "motore culturale e aggregativo della Sardegna. Ora quella proposta si arricchisce di un progetto straordinario e rivoluzionario messo a punto dal coordinamento regionale dei docenti di strumento musicale e di musica della Sardegna.

Si tratta di un piano rivoluzionario che si incardina nell'alveo della strategia elaborata e approvata nel 2015 dagli Stati generali della Scuola Sarda.

Un piano che ho fatto proprio e ho proposto e sottoposto all'attenzione del ministro della Pubblica istruzione con un atto di sindacato ispettivo dettagliato sotto ogni punto di vista.

Lo scorso anno scolastico, in controtendenza rispetto a quanto accaduto in altre Regioni, non è stato attivato alcun Indirizzo Musicale nelle Scuole Secondarie di 1° Grado della Sardegna. Occorre intervenire subito con un piano straordinario che faccia dell'insegnamento della musica un grande volano di crescita culturale dei giovani sardi".

Lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili che stamane ha avanzato un organica proposta sull'insegnamento della musica nella scuola Sarda.

"E' rimasta vana l'azione indirizzata al potenziamento della lotta alla dispersione scolastica attraverso l’apertura pomeridiana delle Scuole con proposte educative e didattiche innovative e di grande rilevanza culturale, artistica e sociale. In una realtà culturale come quella della Sardegna, costituita da diverse centinaia di piccoli centri, raggiungibili per mezzo di una rete viaria spesso obsoleta e ad alto rischio, le Scuole Secondarie di Primo Grado ad Indirizzo Musicale - ha sostenuto Pili - devono assumere sempre di più il ruolo di “motori culturali” e la funzione socio-aggregativa del territorio, favorendo una concreta azione di antidispersione scolastica e garantendo un significativo ampliamento dell’offerta formativa nei confronti della comunità scolastica. Lo strumento musicale, in sinergia con l’educazione musicale diffusa sta contribuendo in modo assai significativo alla prevenzione dei fenomeni dell’abbandono scolastico, della devianza giovanile, della microcriminalità e del consumo di alcool e sostanze stupefacenti, con importantissime ricadute sul tessuto sociale".

"In passato, in termini occupazionali, l’istituzione di nuovi Indirizzi Musicali ha creato un circolo virtuoso studio - lavoro, tra il Biennio Formazione Docenti dei Conservatori di Musica di Sassari e Cagliari e la crescita delle cattedre di strumento nella Scuola Media. Le “Agenzie educative” della nostra Isola, come Scuole Civiche di Musica, Bande Musicali, Cori Polifonici, Cori Parrocchiali e Cori Sardi attingono oggi dal “serbatoio” dei nuovi abilitati, rendendo pertanto l’Indirizzo Musicale fulcro di questa “Filiera della cultura musicale. La scuola sarda - ha denunciato Pili - cede 173 posti di lavoro a favore di altre regioni mentre il MIUR non rispetta il diritto allo studio degli alunni della Sardegna. Da Cagliari a Sassari, da Nuoro ad Oristano e trionferebbe il “colonialismo scolastico” che sta mettendo in pericolo il diritto costituzionale all’istruzione per le nuove generazioni di cittadini della Regione Autonoma della Sardegna. Per questa ragione - è scritto nella proposta presentata da Pili al ministro - si chiede l’urgente istituzione dei corsi ad indirizzo musicale richiesti dalle diverse scuole della sardegna a partire dall’anno scolastico 2017/2018. In questa direzione - scrive ancora il deputato di Unidos - occorre scongiurare la soppressione per ridotta popolazione scolastica (vedi caso smim Samassi) di alcuna scuola ad indirizzo musicale esistente in Sardegna, anche nel rispetto del principio di salvaguardia dello stato di insularità. La musica e la Sardegna - ha concluso Pili - sono un connubio da valorizzare su tutti i fronti di crescita culturale e identitaria".

Il testo integrale dell'interpellanza:

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca

  • Per sapere - premesso che:

il coordinamento regionale dei docenti di strumento musicale e di musica della Sardegna ha rivolto al sottoscritto interrogante la richiesta da rivolgere al Ministro dell’Istruzione per l’istituzione di corsi ad indirizzo musicale in Sardegna;

le richieste di istituzione di nuovi Indirizzi Musicali nelle Scuole Secondarie di 1° Grado della Sardegna coinvolgono, ogni anno, migliaia di alunni e le loro famiglie;

per lo scorso anno scolastico, in controtendenza rispetto a quanto accaduto in altre Regioni, non è stato attivato alcun Indirizzo Musicale nelle Scuole Secondarie di 1° Grado della Sardegna;

si è ripetutamente annunciata una efficace azione indirizzata al potenziamento della lotta alla dispersione scolastica attraverso l’apertura pomeridiana delle Scuole con proposte educative e
didattiche innovative e di grande rilevanza culturale, artistica e sociale;

in una realtà culturale come quella della Sardegna, costituita da diverse centinaia di piccoli centri, raggiungibili per mezzo di una rete viaria spesso obsoleta e ad alto rischio, le Scuole Secondarie di Primo Grado ad Indirizzo Musicale hanno ormai assunto il ruolo di “motori culturali” e la funzione socio-aggregativa del territorio, favorendo una concreta azione di antidispersione scolastica e garantendo un significativo ampliamento dell’offerta formativa nei confronti della comunità scolastica;

la continuità scolastica con i Conservatori di Musica e i Licei Musicali della Sardegna, unitamente a progetti di formazione musicale attuati sulla base del DM 8/2011 o in autonomia da alcune Scuole Primarie, ha prodotto un interessantissimo fenomeno di “curricolo verticale” fondato proprio sugli Indirizzi Musicali da diffondere in modo capillare;

lo strumento musicale, in sinergia con l’educazione musicale diffusa sta contribuendo in modo assai significativo alla prevenzione dei fenomeni dell’abbandono scolastico, della devianza
giovanile, della microcriminalità e del consumo di alcool e sostanze stupefacenti, con importantissime ricadute sul tessuto sociale;

sono all’ordine del giorno i casi di studenti “recuperati” grazie alla pratica musicale (vocale, corale, strumentale, etc.), ormai equipollente a quella sportiva, e che i gruppi corali, strumentali e gli ensembles esistenti in numerose comunità costituiscono un formidabile mezzo di aggregazione sociale;

in passato, in termini occupazionali, l’istituzione di nuovi Indirizzi Musicali ha creato un circolo virtuoso studio - lavoro, tra il Biennio Formazione Docenti dei Conservatori di Musica di Sassari e Cagliari e la crescita delle cattedre di strumento nella Scuola Media;

le “Agenzie educative” della nostra Isola, come Scuole Civiche di Musica, Bande Musicali, Cori Polifonici, Cori Parrocchiali e Cori Sardi attingono oggi dal “serbatoio” dei nuovi abilitati, rendendo
pertanto l’Indirizzo Musicale fulcro di questa “Filiera della cultura musicale”;

in merito alle scuole ad indirizzo musicale e alle relative possibilità di impiego dei docenti specializzati nella Classe di Concorso A077 (ora A056 per le Scuole Medie e A055 per i Licei
Musicali) vi è una totale incongruenza fra l’attuale situazione della regione Sardegna e quanto programmato dal MIUR con lo specifico D.M. N° 192 DEL 29/11/2012;

l’istituzione di un Corso Strumentale non richiede, da parte dell’Ente Locale, l’organizzazione dei servizi di mensa scolastica o di trasporto alunni, come è invece previsto per il Tempo Pieno e/o il Tempo Prolungato, per cui anche in realtà economicamente svantaggiate risulta possibile proporre un’offerta formativa di alta qualità senza oneri, oggi insostenibili, per le amministrazioni Comunali;

la scuola sarda cede 173 posti di lavoro a favore di altre regioni mentre il MIUR non rispetta il diritto allo studio degli alunni della Sardegna;

l’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna dovrebbe tenere in debita considerazione le istanze di alunni, famiglie, docenti e dirigenti scolastici e attivarsi per rispondere alle esigenze della
popolazione scolastica;

da Cagliari a Sassari, da Nuoro ad Oristano e trionferebbe il “colonialismo scolastico” che sta mettendo in pericolo il diritto costituzionale all’istruzione per le nuove generazioni di cittadini
della Regione Autonoma della Sardegna;

  • Se non ritenga di dover disporre l’urgente istituzione (ai sensi del d. m. 201/99 e delle normative vigenti in materia, vedi anche d.lgs. n. 60 del 13/04/2017) dei corsi ad indirizzo musicale richiesti dalle diverse scuole della sardegna a partire dall’anno scolastico 2017/2018;

  • se non ritenga di dover scongiurare la soppressione per ridotta popolazione scolastica (vedi caso smim Samassi) di alcuna scuola ad indirizzo musicale esistente in Sardegna, anche nel rispetto del principio di salvaguardia dello stato di insularita’;

  • se non ritenga di dover promuovere, attuando quanto previsto dal d.m. 8/2011 (anche per garantire continuita’ educativa in ambito musicale e il curricolo verticale in ambito di pratica strumentale), percorsi formativi nelle scuole primarie presenti nei territori in cui sono operanti le smim, mettendo a disposizione i docenti abilitati e con competenze specifiche sia tramite utilizzazioni che attingendo dalle gradutorie ad esaurimento e di istituto della Sardegna;