PILI: SCORIE NUCLEARI, LA SARDEGNA NON SI TOCCA

IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE DENTRO IL NURAGHE SUCCURONIS DI MACOMER

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DENTRO LA FORTEZZA NURAGICA DI MACOMER L’APPELLO ALLA RESISTENZA: 24 ORE PER FAR SENTIRE IL NO AL DEPOSITO DELLE SCORIE NUCLEARI CON L’OPPOSIZIONE AL PIANO

"La Sardegna non si tocca. Un No forte e chiaro al Deposito Unico Nucleare e un appello ai Sindaci perchè entro domani inviino l’opposizione al ministero dell’ambiente. Questo nuraghe è una delle tante fortezze di resistenza del Popolo Sardo, le riattiveremo tutte idealmente per respingere l’ennesimo agguato di Stato alla nostra terra. Dobbiamo rimettere in marcia una grande difesa della nostra isola e nel contempo perseguire un moderno piano di crescita culturale, economica e sociale per metterla a riparo dalle perenni incursioni di faccendieri e misfatti di Stato. Mettere un solo cartello di deposito di scorie radioattive in Sardegna significa annientare ogni sogno di sviluppo endogeno legato alle immense potenzialità ambientali e naturalistiche della nostra terra. Serve una resistenza civile ma determinata, incisiva e senza tentennamenti. Il deposito delle scorie radioattive in Sardegna è più di un’ipotesi. Bisogna prevenire ogni mossa in questa direzione e bloccarla preventivamente, con le buone ma non solo. Gli amministratori comunali presenti oggi qui in questo straordinario proscenio del Nuraghe intatto e suggestivo di Succuronis a Macomer sono, insieme ai tanti cittadini che stanno aderendo a questa mobilitazione, il segno più eloquente di resistenza della Sardegna e dei sardi”.

Lo ha detto Mauro Pili chiudendo ieri sera a Macomer, all’interno della suggestiva e imponente scenografia del Nuraghe Succuronis la mobilitazione che lo stesso Pili aveva avviato il 15 agosto scorso da Ottana, lanciando la campagna Sardegna No scorie per impugnare entro il prossimo 13 settembre il progetto del deposito unico delle scorie nucleari presentato dal governo per la Valutazione Strategica.

Alla manifestazione, svoltasi in un nuraghe stipato di amministratori e cittadini, anche per via della bufera che si è abbattuta anche in Planargia, sono intervenuti tra gli altri il leader storico dell’indipendentismo sardo Bainzu Piliu “mettiamo i sardi in marcia per la libertà della nostra terra e del nostro popolo” e a nome degli amministratori il sindaco di Sedilo Salvatore Pes “non possiamo subire altre angherie dallo Stato, dobbiamo difendere la nostra identità e la nostra terra”.

“In queste ore – ha detto Pili - sono decine i comuni che stanno trasmettendo l’opposizione al ministero dell’ambiente e tanti i comuni che hanno deliberato in tal senso. Occorre inviare le opposizioni entro domani al ministero perché rientrino nella procedura amministrativa della Valutazione Strategica. Il silenzio della regione a 24 ore della scadenza è sconcertante ma confidiamo nell’ultim’ora. A questo punto sono, però, i comuni che devono intervenire in modo deciso nella procedura di scelta del deposito unico nazionale e lo possono fare sino a domani. Il governo, con il programma nazionale depositato durante agosto al ministero dell’ambiente per la Valutazione ambientale strategica, punta ancora una volta sulla Sardegna. Un piano subdolo che non indica mai il nome, ma che nei contenuti punta esplicitamente ancora una volta alla Sardegna. L’avvio della consultazione pubblica per la valutazione strategica (Vas), partita nei giorni scorsi e che si concluderà il 13 settembre prossimo, è apparentemente rivolta al metodo ma in realtà è tutta incentrata sul documento dell’Ispra denominato guida tecnica n.29. Una guida tecnica che porta dritti dritti alla Sardegna. I documenti e studi, richiamati in quel piano dell’Ispra, sottoposti ad una fittizia e ferragostana valutazione portano alla Sardegna. Il piano dell’Ispra è il fulcro di questa consultazione obbligatoria ma nel contempo fumosa e silenziosa per individuare il deposito unico. Si tratta di una sovrapposizione criptata di documenti con un comune denominatore: escludere tutte le aree a rischio. Carte e mappe che indicano rischi, pericoli, e che in sintesi affermano che la Sardegna sarebbe la terra più sicura per le scorie nucleari. Questo piano – ha concluso Pili - deve avversato in ogni passaggio e la determinazione delle amministrazioni locali deve essere il valore aggiunto di questa netta contrarietà della Regione. A questo affianchiamo anche procedure di opposizione singola e collettiva che costituiscono uno strumento di partecipazione diretta alle procedure ministeriali. Ogni cittadino Sardo deve poter esprimere la propria totale contrarietà. Ogni opposizione è una goccia di libertà”.