SCANDALO TRASPORTI, PER I SARDI AUMENTI DEL 145% RISPETTO A SICILIANI E CAMPANI

“Gli aumenti del trasporto merci via nave imposti da Moby-Tirrenia sono una vera e propria discriminazione contro la Sardegna e i sardi.

I trasportatori sardi, rispetto a quelli campani e siciliani, pagheranno anche il 145% in più. Si tratta di un atto di vessazione e di punizione verso la nostra regione. Gli aumenti del trasporto merci via mare messi in campo da Tirrenia Moby, unica compagnia sovvenzionata con 73 milioni di euro dallo Stato, sono una vera e propria truffa ai danni della Sardegna. Intervengano senza ulteriori perdite di tempo Stato e Regione e l’Autorità garante blocchi questo scandalo inaudito”.

Lo ha denunciato poc’anzi il leader di Unidos Mauro Pili pubblicando una tabella riepilogativa degli aumenti imposti dalla compagnia di Onorato sui collegamenti da Sicilia, Sardegna e Campania verso i principali porti italiani.

“Dalla comparazione degli aumenti, già di per sé inaccettabile visto il contributo pubblico che riceve Tirrenia-Moby, emerge un dato inaccettabile e di una gravità inaudita. Le compagnie di Onorato, infatti, hanno imposto un aumento che, rispetto alle miglia percorse, è doppio rispetto a quello deciso per i collegamenti tra la Campania e la Sicilia e gli stessi porti continentali. Aumenti che non hanno nessuna proporzione e che discriminano in maniera gravissima i trasporti da e per la Sardegna.

Ogni miglia nautica percorsa da Napoli a Genova costa 0,20 € in per ogni metro lineare di rimorchio trasportato, sulla Genova Olbia è, invece, di ben 0,49 €. Si tratta di un aumento del +145% nella rotta primaria di collegamento tra la Sardegna e il porto ligure. I dati sono inconfutabili.

Su i collegamenti da Cagliari i sardi subiranno, rispetto alle rotte della Campania e della Sicilia, un incremento, rispetto al parametro miglia nautica, del 130% per Civitavecchia e del 140% per Olbia.

È impensabile che nessuno sia intervenuto per bloccare questa evidente discriminazione che rende ancora più grave l’atteggiamento di Moby Tirrenia nei confronti della Sardegna.

Come ho spiegato più volte la differenza sostanziale tra questa compagnia e le altre è sostanziale: il gruppo Onorato riceve dallo Stato ben 73 milioni di euro all’anno per svolgere in regime di continuità territoriale queste rotte, le altre non ricevono niente.

Non ci vuole molto a comprendere che i sardi oltre al danno subiscono la beffa.

Ricevere una valanga di milioni di euro e per giunta imporre alla Sardegna incrementi del 145% in più rispetto alle rotte dalla Campania e dalla Sicilia conferma che vi sono tutti gli elementi per rescindere anzitempo una convenzione utile solo a mettere soldi nelle tasche di Onorato.

Non prendere atto di questo significa essere complici di un sistema perverso che continua a vessare in ogni modo la Sardegna.

La responsabilità di questi aumenti così disparati e iniqui non si può, dunque, attribuire alle nuove direttive sulla riduzione dello zolfo ma alla incapacità di chi, seppur abbondantemente sovvenzionato dal pubblico, non ha provveduto ad adeguarsi alle nuove normative.

Imporre costi insopportabili per l’economia dell’isola senza che nessuno, Regione, Governo, forze politiche tutte, abbiano sollevato una seppur minima reazione significa che siamo dinanzi ad un sistema ormai colluso con questa gestione della continuità territoriale marittima.

Ho presentato stamane una puntuale segnalazione all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato perché intervenga immediatamente su una vicenda improponibile e inaccettabile.

Si tratta – ha concluso Pili - di un attacco senza precedenti all’economia dell’isola da parte di una compagnia marittima che continua imperterrita a ricevere una valanga di soldi dallo Stato per servizi scadenti con navi vecchie e costi esorbitanti e ora anche aumenti discriminatori verso la Sardegna e i sardi”.