SCANDALO DIOSSINA A CAGLIARI: ECCO I VALORI NELLA ZONA CAMPO NOMADI

Si sta giocando con la salute dei cagliaritani e nessuno dice niente. C'è un dato di cui nessuno parla. Nel report sulla qualità dell'aria c'è un dato che non si può nascondere. La centralina di via Sant'Angelo a Monserrato, incaricata di monitorare l'intera area, per un anno intero ha registrato concentrazioni di diossine e furani gravemente al di sopra rispetto ai riscontri dell'intera area metropolitana. Diossina dieci volte superiori all'intero sistema cagliaritano. Un dato scritto nel report annuale delle centraline di monitoraggio.

Un attentato alla salute pubblica di cui nessuno dice niente. Si mette a rischio la sicurezza ambientale e nessuno fa niente.

Si tratta di una soglia superata nella media annuale ma è chiaro che si sono con certezza registrati picchi decisamente ben più gravi nell'arco dell'anno. Non è un caso la centralina è quella a maggior contatto ambientale con la strada statale 554 e in particolar modo con l'area del campo nomadi.

Il verdetto scritto nel report ufficiale nascosto nei meandri della burocrazia è chiaro: concentrazioni annuali delle diossine e furani nei siti monitorati nel 2015, si riscontrano concentrazioni annuali di diossine e furani con una
criticità nella stazione di Monserrato, con valori in peggioramento e prossimi al valore di riferimento.

In realtà non si tratta di valori prossimi ma superati visti che il dato annuale riportato dalla stessa Arpas è di 0,109, mentre quello indicato nel valore di riferimento è 0,100.

Quel che è più grave è che questo dato riguarda l'intero arco dell'anno, si tratta dunque di una media di valori.

E' evidente che nell'arco dell'anno, in determinati periodi, si sono raggiunte cifre ancora più gravi di diossina nell'area.

Si tratta di un dato di una gravità inaudita considerate le decine di migliaia di persone che vivono in quell'area e nonostante ci siano gravissimi indizi verso quell'attività delinquenziale che ha trasformato quel campo nomadi in un inceneritore a cielo aperto nessuno ha deciso di andare sino in fondo per fermare questo scempio.

E'impensabile che dinanzi ad un dato così abnorme nessuno abbia deciso di agire, ma il tutto sia stato relegato a un volume di numeri punto e basta.

Dopo questi dati è ancora più urgente un intervento della Procura della Repubblica, mettere a rischio la salute pubblica dovrebbe essere un reato, anche a Cagliari!