SASSARI, IL MISTERO DELL'ACQUA & IL MAGO DI ABBANOA

IN CENTOMILA SENZA ACQUA, NEMMENO NEL BURUNDI

IL GOVERNO DELLA RISORSA IDRICA NELLA CAPITALE DEL NORD SARDEGNA

E' possibile che alle soglie del ventesimo anno del terzo millennio 100 mila persone possano restare per giorni e giorni senz'acqua in una città europea, nell'isola di Sardegna?

Stando alle cronache e ai racconti dei poveri cittadini si potrebbe desumere di Sì!

A Sassari, nella città della gloriosa Dinamo, da giorni l'intera popolazione non sa a che santo votarsi per dare un senso a quegli arnesi dotati di manopola o leva di cui sono dotate le moderne case occidentali, arnesi utilizzati sin dall'antichità per far scorrere l'acqua direttamente nelle proprie case.

Rubinetti aperti o chiusi non fa differenza, tanto acqua non n'è arrivata da nessuna parte.

Le doviziose spiegazioni del gestore della risorsa idrica, nell'epoca moderna Abbanoa,fanno risalire le responsabilità alla rottura di un tubo di adduzione primaria di competenza dell'Enas.

Nell'era di Luca Parmitano sullo spazio è bastato un tubo rotto per lasciare a secco 100.000 utenti senza alcun rimedio se non quello di attendere la riparazione del tubo!

In realtà sarebbe facile fare come ha fatto Abbanoa: la colpa non è la nostra, il tubo rotto è di Enas!

In realtà la situazione è ben diversa: solo ai profani si può dar a bere la frottolina della colpa di Enas, o solo di Enas!

La verità sul mistero dell'acqua sparita è un'altra: l'ultima emergenza idrica consumatasi nel territorio sassarese fa emergere ancora una volta l'evidente inaffidabilità dell’attuale gestore del sistema idrico integrato della Sardegna.

Cercherò sommessamente e con le nozioni che mi derivano dalla memoria storica della gestione idrica di sistemi complessi di spiegare il motivo per il quale Abbanoa non può fuggire dalle proprie responsabilità! Gravi e reiterate!

I cittadini di Sassari hanno, loro malgrado, dovuto riassaporare situazioni di precarietà igienico-sanitarie dovute alla mancanza della risorsa idrica prodotta dal potabilizzatore di Truncu Reale per l'assenza della fornitura di acqua grezza (rottura dell’acquedotto Coghinas 2) da parte di ENAS.

Tale diminuzione della portata ha determinato la mancata distribuzione di acqua potabile a più di 100.000 cittadini.

L'analisi di quanto è successo deve essere scevra da condizionamenti e franca nelle responsabilità.

Partiamo dal presupposto fondamentale che l'acqua è un bene primario e fondamentale e la sua erogazione è come l'energia elettrica in una sala operatoria, se manca la corrente dal generatore principale, deve automaticamente attivarsi quello secondario.

Non ci sono vie d'uscita. La pianificazione del rischio e la sua automatica gestione deve essere il fondamento di ogni sistema delicato e complesso, per giunta se servizio pubblico essenziale.

Si chiama prevenzione e gestione di un servizio complesso in regime emergenziale.

Avendo esaminato da commissario governativo l'assetto idrico del Comune di Sassari mi domando che fine hanno fatto i prelievi alternativi costituiti da pozzi e sorgenti, che negli anni della gestione ESAF hanno contribuito ad integrare la produzione dei potabilizzatori e a sostituire in emergenza, dove possibile, la distribuzione della risorsa potabile?

Tali strutture strategicamente importanti sono attualmente attive e utilizzate, dall’attuale gestore, in emergenze di questo tipo?

Abbanoa ha dichiarato alla stampa che la produzione dell’acqua potabile, in virtù delle problematiche in essere, dell’impianto del Bidighinzu (impianto che contribuisce insieme a quello di Truncu Reale alla fornitura di acqua potabile della città di Sassari) era stata portata al massimo della potenzialità.

Affermazione poco credibile che avrebbe avuto un senso se parte della portata prodotta fosse stata veicolata verso le zone della città in estrema criticità.

Per esempio, per quale motivo Abbanoa non ha utilizzato gli impianti realizzati dal Comune di Sassari per consentire l’alimentazione idrica della città bassa a ritroso, consentendo la limitazione dell’estremo disagio prodotto dall’assenza della risorsa idrica?

Non è da meno la criticità rimasta in essere per il quartiere di Li Punti per altri due giorni dovuta ad una mala gestione degli sfiati, probabilmente non localizzati in apposite mappe e non essendoci memoria storica non rintracciabili e manutenzionabili.

A questo si aggiunge un'analisi gestionale negativa per piani emergenziali assenti.

Per quale motivo, per esempio, Abbanoa decide di non utilizzare le interconnessioni tra le reti, seppure esistenti?

E poi la condotta Truncu Reale - Monte Oro ?!

L'assenza grave di un piano obbligatorio ma inesistente di prelievi idrici alternativi,pozzi e sorgenti, per giunta in periodo invernale.

E per finire piani d'azione emergenziali inesistenti, non sufficientemente analizzati e perenni bugie su quello che è possibile fare e non è stato fatto.

Lascio queste umili e modeste considerazioni, ovviamente riscontrate con chi opera da sempre in quelle strutture, alla riflessione politica, sia dell'amministrazione comunale di Sassari che della regione Sardegna!

Si può continuare a coprire questa gestione di Abbanoa che, nella seconda città della Sardegna, si permette di lasciare per giorni e giorni 100 mila persone senz'acqua?

Ma non era la società della massima efficienza raccontata in slide piene di niente dal direttore generale di Abbanoa?

Peccato che il mistero dell'acqua abbia un nome e un cognome e di professione faccia il mago, quello di Abbanoa! Fa sparire l'acqua anche d'inverno!