SARLUX & RUBLI, PRIMA I LAVORATORI E LA LORO SICUREZZA - PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE IN FABBRICA

Da giorni ricevo silenziosi messaggi preoccupati di madri e mogli dei lavoratori della Saras.

Ci sta tutto: la donazione, modesta e propagandata, agli ospedali sardi per 200.000 euro a fronte di miliardi e miliardi di fatturato.

Ognuno dona ciò che si sente di fare, magari eleganza vorrebbe che la donazione restasse riservata.

Va bene l'annuncio di qualche litro di benzina gratis ai volontari.

Ma la sicurezza dei lavoratori no, su quella non si deve transigere.

Le preoccupazioni in questi giorni sono cresciute a dismisura. Le rassicurazioni della Saras non hanno convinto nessuno.

I lavoratori, diretti e delle imprese d'appalto, costretti a lavorare come se niente fosse in un'operazione messa in capo nel peggior momento.

Una fermata dell'impianto per un revamping straordinario e ordinario con migliaia di lavoratori giunti dal continente, come se qui non ce ne fossero a sufficienza!

Eppure quell'arrivo dal nord Italia sopratutto ha messo in allerta tutti. Quando sono arrivati, in quanti sono arrivati, e sopratutto perchè le condizioni di lavoro non sono state adattate alle nuove disposizioni del coronavirus?

Tutto questo si chiedevano le mogli e le madri. I mariti sopportavano, in silenzio per non perdere il lavoro.

Eppure se c'è qualcosa che deve essere messo al di sopra di tutto è la salute dei lavoratori e del territorio.

Stasera arriva la decisione dei sindacati, provvidenziale e indispensabile.

La decisione è stato di agitazione di tutti i lavoratori, rispettate le regole o si ferma tutto.

Il comunicato è duro e chiaro:

Le segreterie territoriale di Cgil Cisl e Uil ritengono inaccettabile l’assordante silenzio della committente SARLUX rispetto le procedure adottate o da adottare a seguito della dichiarazione dello stato di pandemia decretata dall' OMS e dalla conseguente gravissima crisi sanitaria ormai esplosa in tutto il territorio nazionale.

Preso atto della sconsiderata decisione di avviare la fermata, nonostante fossero già evidenti segni del pericolo che incombeva sull'intero pianeta, risulta assolutamente doveroso che Sarlux si assume le proprie responsabilità in quanto garante della salute e sicurezza della maggior parte dei lavoratori presenti nella zona industriale di Sarroch.

Risulta assolutamente inaccettabile che i rappresentanti dei lavoratori delle ditte d'appalto non siano stati coinvolti negli incontri informativi, ne abbiano potuto esprimere il loro parere rispetto alle misure necessarie per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

E' assolutamente indispensabile rivedere il piano di sicurezza, chiedere la rivisitazione di tutti i DVR aziendali, al fine di inserire il rischio della pandemia in corso, determinare le relative procedure atte ad annullare tale rischio.

Sarlux ha la responsabilità di garantire che l’attività di fermata sia rispettosa delle norme e dei decreti, in quanto la salute e la sicurezza dei lavoratori è prioritaria rispetto a qualunque esigenza tecnico produttiva.

Preso atto che ad oggi non sono state assunte idonee iniziative capaci di tutelare e garantire la salute dei lavoratori, nonostante le numerose richieste inoltrate e sollecitate anche dalle segreterie confederali,si chiede che sia valutata e assunta ogni determinazione capace di scongiurare il diffondersi della pandemia, compresa la totale sospensione dell’attività.

In attesa di immediati e positivi riscontri si decreta lo STATO DI AGITAZIONE dei lavoratori metalmeccanici della ZONA INDUSTRIALE DI SARROCH.