SANITÀ, SI GIOCA CON LA VITA

"Sanità sarda allo sfascio, pazienti abbandonati a se stessi,malati cardiologici senza cardiologo sera e notte, trasferimenti d'urgenza pomeriggio e notte senza personale dedicato, pazienti sballottati da un letto all'altro, rischio di trasformare pazienti in vittime per ricoveri inappropriati in altri reparti. Tutto questo è contenuto in una lettera denuncia dei medici del reparto di medicina del CTO di Iglesias. Una denuncia circostanziata con tanto di conclusioni: decliniamo ogni responsabilità su questa gestione inaccettabile. Siamo dinanzi ad una sanità allo sfascio gestita da una regione di incapaci e inadeguati che stanno mettendo a rischio il diritto alla vita, da La Maddalena al Sulcis, passando per le zone interne della Sardegna. Il ministro della Salute mandi subito ispettori per verificare i livelli essenziali di assistenza e lo stesso diritto alla salute. La gravità delle affermazioni dei medici e il senso di responsabilità degli stessi lascia presupporre che la situazione sia anche peggiore di quanto descritta. Organici ormai dimezzati rispetto alle piante organiche, reparti ormai bloccati da carenza di personale medici e paramedico. Una giunta regionale totalmente inadeguata, con responsabilità politiche gravissime di chi ha portato la sanità ad un sfascio senza precedenti. Scelte gestionali, organizzative e finanziarie di una lobby partitocratica e bancaria che sta devastando uno dei settori cardine dello stato sociale. Occorre denunciare questa situazione senza mezzi termini e le autorità preposte devono intervenire prima che si verifichino fatti gravi e irreversibili".

Lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili presentando un'articolata interrogazione al ministro della salute sulla gravissima situazione della sanità sarda e quella del Sulcis in particolare modo.

Ecco l'interpellanza presentata stamane da Mauro Pili al ministro della salute.

    *********

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della salute - Per sapere - premesso che:

i medici del reparto medicina dell’ospedale Cto con una comunicazione formale ai vertici della sanità sarda hanno denunciato una situazione definita “insostenibile” del nosocomio di Iglesias;

l’organico dei medici è ridotto a 7 unità, di due prossime al pensionamento e una in maternità, riducendosi così a 4;

la situazione insostenibile in cui i medici si trovano a lavorare è enunciata nella stessa comunicazione che integralmente denuncia:

· trasferimenti d’urgenza, pomeridiani e notturni, di pazienti presso altri presidi senza disponibilità di personale dedicato;

· gestione del paziente emorragico per assenza del servizio di endoscopia dalle ore 14 alle ore 20 dal lunedì al venerdì;

· gestione del paziente cardiologico per assenza dei cardiologi la sera e la notte, ridotti oramai a sole 2 e attualmente 1 sola unità;

· gestione del paziente critico con insufficienza respiratoria per mancanza in alcuni letti di erogatore di ossigeno;

· gestione dei posti letto a causa dei pazienti chirurgici in appoggio, il fine settimana, che sottraggano posti ai pazienti di nostra competenza;

· lungaggini burocratiche nelle dimissioni dei pazienti presso le RSA locali e soprattutto presso RSA ASL 8 ( una paziente è tuttora ricoverata perché da 15 giorni siamo in attesa di risposta dal PUA di Assemini;

· il recente ordine, peraltro solo verbale della direzione sanitaria di ricoverare pazienti internistici anche durante le ore notturne in appoggio presso altri reparti;

in particolare riguardo all’ultimo punto i medici dichiarano di prendere le distanze, declinando ogni responsabilità, dalla direzione sanitaria per eventuali conseguenze derivanti dalla gestione a distanza dei pazienti che a causa dell’alto rischio clinico possono diventare vittime anziché essere al centro delle cure di cui ogni malato ha diritto;

i medici, sempre nella comunicazione, sottolineano l’assoluta mancanza per i pazienti che si trovano a dover essere “sballottati” come dei pacchi da un letto all’altro per far posto a pazienti provenienti dal pronto soccorso che avrebbero bisogno di “cure più importanti” delle loro;

i medici sostengono, inoltre, che l’attività ambulatoriale di medicina interna, allergologia, e gastroenterologia è stata sospesa a danno dei pazienti che da anni vengono seguiti presso questa struttura e che continuamente chiedono e sperano che qualcuno di buona volontà si trattenga in servizio per poterli visitare;

i pazienti che praticano DH terapeutici inoltre usufruiscono del medico a tempo perso in quanto impegnato in attività di assistenza in corsia o di guardia per il pronto soccorso, con i rischi che ne derivano;

si tratta di una denuncia grave e senza precedenti che mette in luce la gravissima situazione della sanità sarda gestita sempre peggio e con problematiche che sempre di più si ripercuotono sui pazienti;

l’affermazione secondo la quale da pazienti ad alto rischio clinico si trasformano in vittime lascia comprendere lo stadio grave della salute dei cittadini con grave compromissione del diritto alle cure e alla salute;

emerge in tutta la sua evidenza la superficialità e l’incapacità con la quale si gestisce la sanità pubblica in Sardegna e in particolar modo nell’area del Sulcis Iglesiente;

se non ritenga, per quanto di propria competenza, inviare propri ispettori per valutare la gravità della denuncia messa nero su bianco dai medici del reparto di medica dell’ospedale Cto di Iglesias;

se non ritenga che, stante le numerose denunce di inadempienze, negligenze gestionali, errori gestionali e non solo, non sia necessario promuovere un’ispezione sull’intera gestione della sanità regionale sarda al fine di valutare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e le responsabilità oggettive e soggettive dell’eventuale mancato rispetto;