RYANAIR, ONDE EVITARE L'ANNOSA PIAGA DEL NON SAPEVO...

Zio Giovanni era uomo di poche parole. Non amava i fronzoli. E quando andava a Roma per ottenere qualche modesto finanziamento per il piccolo paese di Allai, di cui era sindaco, riempiva la borsa di lepri e pernici. Alla vecchia Cassa per il Mezzogiorno gradivano la selvaggina del Grighine più di qualsiasi altra spintarella. La mitica lettera 22, antesignana macchina da scrivere degli anni 70, fu per lui una manna dal cielo.

Detestava ripetere le cose troppe volte e quei cursori di piombo sul nastro inchiostrato gli risolvevano la fatica di reiterare le parole. Nei suoi scritti l'attacco era schietto come una fucilata, persuasivo nei modi, diretto nelle parole.

Le prime righe erano un romanzo comportamentale.

L'esordio del suo ultimo scritto, così come il primo, era quanto mai esplicito: onde evitare l'annosa piaga del non sapevo, non avevo sentito, mi ero dimenticato, scrivo queste regole per il quieto vivere futuro.

E dunque, prendendo in prestito il sincero incipit del mio vecchio zio, oso rivolgermi ai Sindaci di Sassari ed Alghero per ribadirgli qui e alla luce del sole le parole che mi sono permesso di rivolgergli questo pomeriggio nella casa dei Sindaci.

A loro, e a chi domani voterà in consiglio regionale la scellerata privatizzazione dell'aeroporto di Alghero, onde evitare l'annosa piaga del non sapevo, non ho sentito, non avevo capito, vorrei sommessamente ribadire:

1) i privati acquistano un aeroporto per guadagnare, mai e poi mai abbasseranno i costi di gestione, mai e poi mai daranno soldi, contributi co-marketing, alle compagnie aeree per incentivare i voli, semmai i soldi li chiederanno ai vettori;

2) le compagnie low cost, d'altra parte, chiedono costi bassissimi di handling e per sviluppare rotte necessitano di un contributo co-marketing;

Anche uno stolto capirebbe che privatizzare l'aeroporto di Alghero significherebbe dire addio per sempre ai voli low cost, cancellare una volta per tutte dalla Sardegna Ryanair, Easy jet ect.

Due obiettivi opposti: il privato vuole guadagnare dall'aeroporto, le compagnie low cost voglio incrementare i guadagni abbattendo i costi di gestione.

Se si privatizza è la fine dei voli low cost, onde evitare l'annosa piaga del "non lo sapevo".

Basterebbe questa elementare equazione per fermare questa folle corsa verso il baratro, ma dentro il palazzo non appare sufficiente.

Provo a smontare pezzo per pezzo le balle di questa vicenda.

I sindaci di Alghero e di Sassari che la procedura di privatizzazione l'hanno studiata per sentito dire si affidano a due direttori generali della Regione. I due avrebbero sostenuto che la privatizzazione dell'aeroporto di Alghero è obbligatoria per legge.

Siamo dinanzi all'imbroglio dei poveri allochi, presi in giro come due pischellini alle prime armi.

Domando: ma avete letto la norma che impone quest'obbligo?

Sì, rispondono in coro i due: dopo tre esercizi finanziari in perdita si deve privatizzare.

Non sanno leggere, non capiscono o coprono le malefatte!

Prendo la norma in mano e la leggo a voce alta. Parla di principi generici,non certo perentori, e poi al comma successivo dispone: le norme contenute in questo articolo non si applicano alle Regioni.

Zitti, collassati. Presi in giro da due direttori generali che non amano firmare e assumersi responsabilità.

Privatizzare in effetti ha una duplice convergenza d'interessi, poco nobili entrambi: quelli della politica di regalare l'aeroporto agli amici dell'assessore e dall'altra evitare ai direttori generali di firmare atti!

La farsa è solo agli inizi. Dicono che Pigliaru gli ha promesso la gestione collegiale delle scelte future.

Due sono le cose: o dormite o siete complici, non c'è purtroppo via di mezzo.

Pigliaru, che di pubblica amministrazione ne capisce quanto un arrampicatore di specchi con le mani unte di sapone, gli ha garantito che dopo il 7 settembre, data della fantomatica privatizzazione, si discuterà di tutto, dalla gestione al personale.

Beata ignoranza! Beata stoltezza!

Ma se il 7 settembre un privato acquisterà il 71,25% delle quote della società, cosa conteranno gli altri soci il giorno dopo? Niente.

Come è giustificabile che due sindaci di Città importanti come Sassari e Alghero credano a queste cialtronerie di palazzo?

Appunto, ingiustificabile!

I due, come la maggior parte di chi parla a vanvera, ignorano del tutto il contenuto del bando di gara di privatizzazione che prevede la presentazione da parte dei privati di tre buste distinte: la busta A, la B e la C.

Nella busta A sono contenuti i documenti delle società, nella busta B l'offerta economica di acquisto al rialzo delle quote in vendita, la busta C contiene o dovrebbe contenere l'offerta gestionale, quanti passeggeri, quanti voli, quante rotte, quanto personale, quali costi, ovvero il cuore del futuro dell'aeroporto.

Peccato che né Pigliaru, e tantomeno i due sindaci abbiano letto il bando. Se lo avessero fatto si sarebbero accorti che la busta C non verrà mai aperta.

Lo scienziato che ha predisposto il bando ha previsto, infatti,l'apertura della busta C solo nel caso in cui l'offerta economica di acquisto registri l'ex equo, il pareggio tra due concorrenti, ovvero l'impossibile!

Per essere più chiari l'aeroporto sarà venduto ad un privato che avrà offerto un centesimo di euro in più rispetto ad un potenziale secondo concorrente. La busta C, dunque, non sarà mai aperta e il privato che si aggiudicherà per un centesimo in più l'aeroporto potrà fare quello che vuole senza perdere tempo con marginali soci di minoranza.

Quindi, onde evitare l'annosa piaga del non sapevo, ribadisco: i sindaci dal 7 settembre, se andasse in porto questa sciagurata privatizzazione, non potranno nemmeno aprire bocca! Il privato potrà decidere di licenziare tutti e tenersi la pista per un mero sfizio personale. E nessuno potrà dire niente!

L'impegno di Pigliaru a trattare il dopo privatizzazione è pari a quello di un biscazziere che deve prender tempo sino a quando il suo compare non ha portato via il bottino!

I due sindaci ci credono e accettano l'impegno per il dopo. Complici come pochi di un disastro annunciato.

Spiego: la vendita dell'aeroporto è fuori legge, è obbligatoria una gara internazionale per l'affidamento del servizio e della gestione aeroportuale da svolgere con la regola della gara a doppio oggetto, vendita e gestione.

Si guardano. Strabuzzano, convengono, ma non proferiscono verbo.

Aggiungo: l'autorità per l'anticorruzione ha già bocciato e bloccato un procedimento analogo per l'aeroporto di Comiso.

Infrazione delle leggi nazionali ed europee in materia di appalti, concessioni e servizi.

Concludo. Onde evitare l'annosa piaga del non sapevo, sappiate che: se l'aeroporto verrà privatizzato la colpa sarà di tutti coloro che non si sono opposti, a partire dai due sindaci che avevano e hanno l'obbligo di impugnare tale procedura davanti al Tar.

Non per un dispetto, ma per la tutela leale e dovuta dei cittadini, degli operatori economici e dell'intero territorio.

Lo dico per evitare l'annosa piaga del "mi sono dimenticato": questa privatizzazione è una folle corsa di un treno contro un precipizio, chi non lo ferma sarà responsabile dello schianto!

E zio Giovanni amava ribadirlo, onde evitare il disastro, fermatevi!