RYANAIR, LE MIE PRIGIONI

Mi sembra di vederli. Capotavola il cicciottello della giunta, quello dei treni veloci, intorno a lui i commensali illibati della Sogeaal, la società dell'aeroporto di Alghero.

Il notaio "in" Sassari gli ha appena comunicato che nessuno ha comprato l'aeroporto. Nemmeno gli amici si sono presentati.

Eppure ne erano certi. Avevano avuto garanzie. I fidi intermediari avevano tessuto per settimane le tele della svendita/misfatto.

Un ministro della repubblica delle banche aveva persino organizzato una conferenza stampa planetaria nel sontuoso palazzo di Porta Pia. Al suo fianco l'amministratore delegato della più grande compagnia europea, Ryanair.

L'annuncio anche in quella occasione fu degno della miglior leopolda, come i 14 euro di Onorato per il passaggio nave. Il sette settembre si privatizza Alghero e Ryanair può tornare.

Bufala a buon mercato di un ministro incredibile, nel senso del non credibile. Quello che le tasse non le cancella, le sospende per qualche mese!

E, invece, arriva la figuraccia senza confini.

A Villa Devoto avevano organizzato ricchi premi e cotillons. Sono spariti i premi e sono rimasti solo i secondi.

I soci di F2I hanno cambiato idea, anzi, forse hanno cambiato aria. Il compagno Cabras aveva garantito: operazione a prova di bomba. Ha tessuto le lodi sperticate del professore fattosi assessore: lui è un mio uomo e fa quello che gli dico io. Poi hanno saputo la verità! E la festa è finita.

A quel punto il patrigno della giurisprudenza ordina ai discepoli: denunciate Pili, accusatelo di turbativa d'asta. E' un reato penale, sentenzia il maestro del diritto della banchina.

I patriotti dell'accademia sono soliti obbedir tacendo. Il comunicato è laconico. Un misto tra necrologio ed esonero forzato. Roba da scongiuri senza ritorno.

Nella giornata odierna - recita il necrologio - è venuta a mancare la tanto attesa offerta di acquisto di azioni inoptate dell'aeroporto di Alghero. Ne danno il triste annuncio coloro che avrebbero voluto la grazia di restare anche dopo la privatizzazione. Si dispensa dalle visite.

Infine, il testamento: i familiari tutti, amministratore delegato, presidente, figlio e affini danno mandato ai legali di trasmettere un esposto denuncia per turbativa d'asta.

Pili, è sintetizzato nelle ultime volontà degli amichetti di Deiana, nella sua attività parlamentare ha scientificamente turbato il lavoro serio e attento della società aeroportuale facendo saltare la vendita dell'aeroporto.

Più che una vendita, una cessione a straccu barattu, disciplinata solo nel codice di viale Trento.

Mi sembra di vederli. Mesti. Affranti. Risoluti.

Questa volta gliela facciamo pagare, esorta il consesso accademico.

Il sovrappeso della giunta si sfrega le mani e sentenzia: gli ribalteremo i nostri fallimenti, scaricheremo su di lui tutte le responsabilità di questa nuova debacle. La mancata vendita è tutta colpa delle azioni messe in campo in queste ultime settimane per far saltare l'operazione della privatizzazione.

Tutto questo sino al risveglio. Una volta esauritosi il torpore del sogno disturbato, per questi signori inizia l'incubo: quello delle intercettazioni telefoniche. Quelle, per intenderci, da cui emerge la gestione teleguidata delle assunzioni in nome e per conto dei consiglieri regionali, dei segretari di partito. Le "trasse" di palazzo per gestire l'aeroporto. I figli che gestiscono l'aeroporto per conto dei vertici/padri. Gli incarichi pagati a caro prezzo al consulente di centrodestra nel frattempo fattosi assessore di centrosinistra. E poi i costi di gestione, moltiplicatisi per numero di dirigenti, servizi pagati a caro prezzo.

Sino ai giorni d'oggi. A quel comunicato con il quale vorrebbero la mia galera. Per turbativa d'asta.

C'è una prima domanda che sorge spontanea: quale asta?

I vertici di Sogeaal confessano senza pudore anche nell'estremo annuncio: i privati vogliono conoscere il verdetto dell'unione europea.

Il pubblico ministero a quel punto sarebbe costretto ad una domanda successiva: e come lo avete saputo che il privato ha questo desiderio? avete ricevuto una raccomandata, una telefonata,una soffiata davanti a cornetto e cappuccino?

Trasmettete pure i documenti sulle mie denunce, i giudici così ne avranno una duplice copia.

Una sola differenza: voi non avete allegato le intercettazioni telefoniche che, copiose, sono in mano alla procura. Quelle intercettazioni, per intenderci, dove mercanteggiate posti di lavoro, potere e consulenze.

In realtà la trattativa privata, molto privata, a conduzione familiare, è saltata per due motivi: bando illegittimo e 13 milioni da restituire per aiuti di stato illegittimi.

Una società seria non partecipa ad un bando fuori legge sotto ogni punto di vista. Un fondo di investimenti non rischia la faccia in un'indagine dell'anticorruzione che, per molto meno, ha già fatto saltare la privatizzazione dell'aeroporto di Comiso.

E poi F2I sa bene della violazione delle norme comunitarie nella gestione dei fondi europei, quelli infrastrutturali appena appaltati. Se compra li dovrà restituire uno sull'altro.

Quello che poteva sembrare un affare, per F2I diventerebbe un bagno di sangue.

Dunque proroga, per attendere la decisione europea secondo la ridicola motivazione di Sogeaal. Scusa più stolta non potevano togliere fuori. Burleschi e avventati come pochi.

Sarebbe bastato ascoltare, almeno una volta, l'assessore regionale che in pubblica riunione aveva dichiarato: nell'ultima sentenza Ue per Alghero ci sono solo due righe che confermano la sentenza del settembre 2015 dichiarando legittimo il sistema Alghero.

E dunque cosa c'è ancora da sapere sulla sentenza di Alghero? Niente, si sa tutto da un anno!

In realtà, probabilmente, i soci di F2I vorranno vedere l'ultima sentenza tradotta, quella che riguarda Olbia e Cagliari. E sia chiaro, non perchè siano interessati all'aeroporto di Alghero, quanto per le ricadute su quello di Cagliari.

Tentare di mettermi il bavaglio con questa denuncia, l'ennesima, è roba da dilettanti allo sbaraglio. Roba da azzeccagarbugli.

Sappiano lor signori che niente potrà impedirmi di combattere sino in fondo questa battaglia per distruggere il piano nefasto di svendere ai privati un aeroporto pubblico.

Siamo in un'isola, dove i trasporti sono aria e sangue.

Non si svende un polmone strategico come un aeroporto all'amico o compagno di turno che ambisce a trasformare anche l'aria in una slot machine per fare soldi.

Avete fatto bene a denunciarmi. Sarà l'occasione per sollevare il coperchio su una gestione che costa molto di più di quella di un aeroporto come quello di Cagliari.

Sarà difficile spiegare la contingenza politica o le imposizioni dall'alto per una gestione che ha lasciato molte impronte digitali e vocali.

Non credo si avrà difficoltà a ricordare o ricostruire fatti, nomi, giorni e orari.

Per il momento l'aeroporto è salvo.

Rispedisco al mittente le minacciate prigioni. Le uniche prigioni che mi preoccupano sono quelle che state riservando ai Sardi. Le prigioni che cancellano la continuità territoriale, i voli low cost e rendono la Sardegna un carcere.

Non mi arrendo, anzi. Non saranno certo quattro compagnucci e una denuncia da quattro soldi a fermare le nostre voci libere.

A testa alta, schiena dritta. Unidos