RYANAIR, LA FARSA INFINITA - IL CAPPIO AL COLLO

Dunque, secondo i ben informati, ad Alghero ritorna la base di Ryanair.

I lillipuziani protagonisti di questa farsa omettono la sostanza della pseudo notizia: non ci sarà nessuna base effettiva ma solo una presenza funzionale a qualche mese estivo. Punto. Tradotto per la sintesi: mangeranno un pò di polpa estiva e lasceranno intatto l'osso delle stagioni di spalla.

Come dire, facciamo un pò di cassa d'estate, per il resto niente.

Quando a febbraio del 2002 iniziai a lavorare all'accordo/contratto decennale con Ryanair feci l'esatto contrario: mi occupai di riempire la stagione invernale, primaverile e autunnale ben sapendo che per quella estiva non ci sarebbe stato alcun problema.

E così fu: la scommessa dei voli low cost era funzionale a riempire le città, i paesi, gli alberghi e le strutture connesse nei periodi di bassa stagione.

Troppo facile riempire luglio e agosto. Ridicolo oserei dire. Il difficile è sciare quando non c'è neve, non quando ce n'è troppa. E' difficile bere quando siamo in piena siccità non quando si annega nell'acqua.

Eppure qualche soggetto ha avuto la faccia tosta di tentare una ridicola quanto avventata enfasi nell'annunciare il ritorno della base di Ryanair ad Alghero.

Troppo servilismo in circolazione, troppa incapacità ad affrontare la realtà dei fatti.

Si dirà meglio di niente!

E' questo atteggiamento, negletto e ignavo, che ha fatto precipitare Alghero. Con perdite secche del 90% dei passeggeri. Novanta per cento (90%)!

Che dire di comunicati stampa, di caratteri cubitali: torna Ryanair. Non fatemi ridere! Lasciate perdere! Abbiate il buon gusto di tacere.

Avete distrutto un capitale economico straordinario, una potenzialità fattasi economia di scala, orizzontale, capace di coinvolgere dal più piccolo al più grande degli operatori economici della Sardegna.

L'era deiana/cabras, nel basso impero di pigliaru, ha fatto perdere ad Alghero 330.000 passeggeri. E il prossimo anno sarà peggio.
Un'ecatombe.

Certo non si può dire, non si devono disturbare i manovratori, non bisogna risvegliare coloro che trattano e hanno trattato l'argomento con i guanti di velluto anzichè i guantoni di pietra.

Contenti loro!

La svendita dell'aeroporto è stata la truffa del secolo. Con un danno erariale tutto da valutare. E con l'Autorità Garante dell'Anticorruzione che ancora non si è pronunciata. Idem per gli investimenti europei regalati ai soci/amici privati.

Certo non resterò a guardare, il silenzio e gli annunci di qualche volo estivo, inducono a non fermarsi.

Dei signori di F2i si sono perse le tracce. Comprato l'aeroporto, come da input di palazzo, stanno a guardare. Attendono il primo bilancio per comunicare i tagli. Personale e servizi. E poi il ridimensionamento dello scalo. Ovvero la sua chiusura.

Del resto l'effetto che volevano l'hanno già attenuto, far morire lo scalo di Alghero significava far scomparire le low cost dal nord dell'isola. Fare un favore agli arabi galluresi e a quelli che guardano allo scalo cagliaritano.

Il malgoverno di Alitalia impone che i sardi versino sempre più soldi per una continuità territoriale inesistente. Un cappio al collo dei sardi. Etihad, il vettore di Abu Dhabi padrone di Alitalia, ha perso un miliardo di euro.

Può il governo italiano che cerca di salvare il carrozzone Alitalia favorire lo sviluppo delle low cost? Ovviamente No.

E può il governo italiano impegnato in affari con il Qatar, compresa la vendita di Meridiana, fare il torto agli arabi di tenere aperto l'aeroporto di Alghero con le sue compagnie low cost? Ovviamente No.

Il risultato non è scritto. E' scolpito: meno 90% di passeggeri!

A coloro che hanno creduto e credono alle favole, a coloro che si mostrano tappetini dinanzi a questo potere di cialtroni che se ne fregano della Sardegna, dei Sardi e della nostra indipendenza economica vorrei dire: svegliatevi!

Continuare a subire, accettare acriticamente ogni grossolana balla o enfatiche quanto ridicole esternazioni, prima o poi travolgerà anche voi.

Ryanair ad Alghero non era una compagnia low cost. Era un piano concreto per l'indipendenza della Sardegna: economica, culturale e sociale.

Un piano economico orizzontale non per le grandi catene alberghiere che drenano soldi verso altri lidi ma lo sviluppo di quel turismo ad immagine e somiglianza della nostra terra e del nostro popolo.

Questa squadretta di cialtroni italopseudosardi non ha cancellato il volo di una compagnia low cost, ha distrutto un progetto di indipendenza che ci faceva essere più Stato Sardo e meno succubi dei padroni dello Stato italiano.

Io non mi rassegno, ma comprendo che non basta!

Serve la coscienza libera del Popolo Sardo capace di pensare con la propria testa e reagire con la propria forza. A schiena dritta e testa alta!

Ora più che mai!