RISOLUZIONE PILI SUL COMPARTO LATTIERO - CASEARIO DELLA SARDEGNA - DOMANI ESAME IN COMMISSIONE

Si discuterà domani in commissione agricoltura la risoluzione presentata dal deputato di Unidos Mauro Pili sul comparto lattiero - caseario della Sardegna.

ecco il testo integrale che dovrà essere votato dalla Commissione

RISOLUZIONE PILI IN COMMISSIONE

LA COMMISSIONE AGRICOLTURA,PREMESSO CHE:

il prezzo del latte ovino sta raggiungendo una quotazione di 0,50 euro/litro, che riflette solo in parte la grave speculazione in atto;

il Pecorino Romano viene venduto in Sardegna a 6/8 euro e viene rivenduto su scala nazionale e americana a 25/40 euro al kg;
in Sardegna il formaggio viene pagato troppo poco perché si afferma che ce ne sia troppo, negli Stati Uniti lo pagano molto perché dicono che ce n’è poco;

nessuno persegue e pianifica l’incontro tra la domanda e l’offerta, anzi, qualcuno fa di tutto per speculare e mortificare il sistema, tenendo sul filo del fallimento l’intero mondo agropastorale;

l’organismo interprofessionale sorto in Sardegna è inadeguato a svolgere la funzione di strumento regolatore del sistema;

con decreto 7 aprile 2015 Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ha disciplinato le modalità di applicazione dell'articolo 151, del regolamento (UE) n. 1308/2013, recante organizzazione comune dei prodotti agricoli, per quanto concerne le dichiarazioni obbligatorie nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari;

il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio e in particolare l'articolo 151, relativo alle dichiarazioni obbligatorie nel settore lattiero-caseari;

il regolamento (UE) n. 479/2010 della Commissione del 1o giugno 2010 dispone le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio per quanto riguarda le comunicazioni degli Stati membri alla Commissione nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 1097/2014, del 17 ottobre 2014;

la normativa impone ai primi acquirenti di dichiarare ogni mese il quantitativo d latte che è stato loro consegnato, a partire dal 1o aprile 2015;

è indispensabile estendere tali disposizioni, di cui all'articolo 151, del regolamento (UE) n. 1308/2013, relative alle dichiarazioni obbligatorie nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, in attesa della definizione di un'apposita authority di certificazione e regolamentazione del settore, al comparto ovi-caprino;

tale disposizione deve essere preliminarmente rivolta al «primo acquirente» ovvero un'impresa o un'associazione che acquista latte dai produttori:

a) per sottoporlo a raccolta, imballaggio, magazzinaggio, refrigerazione o trasformazione, compreso il lavoro su ordinazione;

b) per cederlo ad una o più imprese dedite al trattamento o alla trasformazione del latte o di altri prodotti lattiero-caseari;

in attesa della definizione di un’authority apposita, con particolare riferimento alle produzioni Dop, è indispensabile il riconoscimento dei primi acquirenti di latte ovi-caprino che devono essere preventivamente riconosciuti dalle regioni competenti per territorio, in relazione alla sede legale del primo acquirente ove sono rese disponibili le scritture contabili;

i primi acquirenti preventivamente riconosciuti possono acquistare latte ovi-caprino dai produttori, in vista degli utilizzi previsti dalla disposizione sopra richiamata;

i controlli sono svolti attraverso verifiche amministrative presso i primi acquirenti, presso i produttori di latte e prodotti lattiero-caseari che effettuano vendite dirette e, ove necessario, attraverso verifiche in loco presso le aziende conferenti;

occorre creare vera e propria Autority, terza, al di sopra delle parti, non di mediazione ma di certificazione, di quantità e qualità indispensabili per pianificare e governare le produzioni;

serve un’Autority antispeculazione, capace di regolare in modo scientifico la domanda e l’offerta del sistema lattiero caseario sardo;

il mercato americano si è ridimensionato di un ulteriore -5,2%. Si tratta di un mercato che acquista il 64% del pecorino italiano inviato all'estero;

occorre prefissare un quantitativo di latte da destinare al formaggio di punta, in questo caso il pecorino Romano;

se ne deve produrre sempre e solo quello necessario a mantenere elevato il valore della produzione, senza mai alterare il valore commerciale del prodotto di punta;

con il restante quantitativo di latte prodotto occorre orientare la diversificazione ad altre nicchie e nuove potenzialità;

il mercato americano è in profonda evoluzione e tutti, in Sardegna e non solo, continuano ad ignorarlo, lasciando spazio a qualche multinazionale organizzata;

nel 2016 il mercato a stelle e strisce registra una riduzione minima ma pur sempre significativa dell’import di formaggi pecorino, (-3,2% rispetto al periodo gennaio-agosto del 2015);
quel che sorprende è l’aspetto qualitativo della domanda, con dinamiche totalmente contrapposte;

l’import USA di pecorini da grattugia nel 2016 ha registrato una netta diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2015. La flessione è stata del 17,5% e ha interessato principalmente l’Italia (-25%). A trarne beneficio sono state principalmente Spagna e Francia per le quali si registra un aumento in volume rispettivamente del 29,8% e del 3%;

si consuma meno “pecorino da grattugia”, quindi pecorino prodotto in Sardegna, tanto che l’Italia ha perso il 25%, mercato però conquistato dalla Spagna e dalla Francia, che evidentemente hanno saputo collocare con più efficacia commerciale il proprio prodotto negli Stati Uniti;

crescono le importazioni USA di “pecorini non da grattugia”, che hanno registrato nel 2016 un aumento del 27,5% rispetto ai primi otto mesi del 2015. La Spagna, che fino a qualche anno fa era il paese leader di questo segmento, ha perso ulteriormente terreno (-3,1% variazione tendenziale) con una quota di mercato pari al 20%, principalmente a favore dell’Italia, la quale ha acquisito la leadership con una fetta di mercato del 40% sul totale commercializzato;

nell’ultimo anno le forniture dall’Italia sono più che raddoppiate in volume + 143% rispetto allo scorso anno, stimolate da un significativo calo del valore medio unitario rispetto ai prezzi del 2015 (-5,3%);

il pecorino è divenuto un prodotto speciale di qualità, non più da grattugia ma da tavola;

occorre azzerare le scorte e serve la volontà politica per farlo, ma non sono più sufficienti solo provvisorie ed effimere soluzioni politiche, tantomeno per la definizione del prezzo del latte;

occorre esplorare nuovi mercati, orientare meglio le produzioni;
si registrano contraffazioni, imitazioni, che stanno invadendo il mercato americano a scapito delle produzioni sarde;

 il REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/1613 DELLA COMMISSIONE dell'8 settembre 2016 ha previsto che: Gli Stati membri possono concedere un sostegno supplementare per le misure adottate in applicazione dell'articolo 1 fino a un massimo del 100 % dell'importo corrispondente che figura in allegato, alle stesse condizioni di oggettività e non discriminazione ed evitando distorsioni della concorrenza secondo quanto previsto all'articolo 1. Gli Stati membri versano il sostegno supplementare al più tardi entro il 30 settembre 2017;

IMPEGNA IL GOVERNO

 a procedere nel senso indicato in premessa, assumendo ogni iniziative di competenza con emanazione di apposito decreto relativo alle disposizioni comunitarie in materia di dichiarazioni obbligatorie anche nel settore del latte ovi-caprino e dei prodotti lattiero caseari conseguenti;

 a promuovere azioni anche legislative tese ad istituire una vera e propria Autority del settore lattiero caseario ovi-caprino per la certificazione di qualità e quantità, capace di regolare la produzione di punta e ridurre al massimo la differenza tra la quotazione tra il pecorino romano e i prodotti diversificati;

 a disporre il raddoppio dello stanziamento previsto dal REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/1613 DELLA COMMISSIONE dell'8 settembre 2016 che prevede un aiuto eccezionale di adattamento per i produttori di latte e gli allevatori di altri settori zootecnici e a destinare tale incremento al settore ovi-caprino;

 a promuovere un piano strategico per diversificare i prodotti e in funzione di nuovi mercati, da ampliare e rafforzare;

 ad attivare ogni utile e inderogabile azione di tutela rivolta al Pecorino Romano, sotto attacco nazionale e internazionale e delle altre due DOP (Pecorino Sardo e Fiore Sardo) al fine di contrastare l’illegittimo e illegale tentativo di far riconoscere una nuova denominazione di origine «Cacio romano», di fatto danneggiando la Dop «Pecorino romano» e agendo in totale contrasto con l'articolo 13 del regolamento (UE) n. 1151/2012;

 ad assumere ogni iniziativa di competenza per la revoca della registrazione del marchio «Cacio romano», che, a giudizio degli interpellanti, si configura come una vera e propria contraffazione del marchio «Pecorino romano».

 a prevedere l’ampliamento consistente della quota di inserimento del pecorino romano DOP nel paniere dei formaggi del Bando per acquisti da destinare agli indigenti, considerata l’assoluta insufficienza dello stanziamento preannunciato;

 a proporre e perseguire un meccanismo virtuoso per governare le quantità di materia prima, con un prezzo fondato su parametri premianti della qualità, tesi ad incentivare una tendenza positiva tesa al miglioramento della qualità del latte in grado di coprire gli investimenti realizzati;

 a perseguire politiche tese al miglioramento genetico del bestiame, e incrementare l’autoproduzione di mangimi e foraggi proprio per le condizioni insulari della Sardegna;

 a promuovere un grande piano di comunicazione per la promozione del prodotto “Pecorino Romano” e i prodotti del settore nel mondo;