RENZI, PENTOLE E PATACCHE DI STATO

24 ore di pentole e patacche di Stato sono state più che sufficienti. Partito! Go out. Fuori dalle balle. A foras!

Il pifferaio di Firenze ha lasciato la Sardegna. Il bilancio è sintetico: solo vacue e inutili promesse da Vanna Marchi in trasferta. Pacche sulle spalle a destra e a manca. Senza pudore. Volo di stato, centro benessere, lezioncine da quattro soldi per invocare il salva Renzi e la solita litania dei patti, per la Sardegna e ora per Cagliari.

Chiacchiere al massimo, sottovuoto spinto, denari zero.

I giornali titoleranno 168 milioni per Cagliari! Falso, senza se e senza ma. Basterebbe avere un minimo di dimestichezza con i numeri, con gli atti, con la differenza non irrilevante tra risorse necessarie e quelle realmente stanziate per capire che si tratta dell'ennesima patacca.

Basta leggere le delibere di stanziamento, le date dei mutui, delle risorse proprie dei comuni e qualche volta della Regione.

Denaro già dei sardi, riciclato come renziano.

In realtà la sfida a chi si fa imbrogliare di più tra Pigliaru e Zedda è solo iniziata.

Pigliaru sembrava irraggiungibile, oggi, però, il diretto inseguitore ha fatto passi da gigante. Servilismo da avanspettacolo.

Qualcuno spieghi a Pigliaru e a Zedda cosa sono significa la signa FSC, i fondi per lo sviluppo e la coesione. I vecchi fondi FAS per intenderci, quelli per le aree sottoutilizzate.

Cambia solo il nome, l'unica differenza sono le cifre, più che dimezzate. Sono, anzi erano, risorse attribuite per legge, proporzionalmente, ad ogni singola regione.

Dunque risorse che spettavano di diritto alla Sardegna. Risorse proprie della Regione. Poi, da Monti a Renzi, quel fondo è diventato un bancomat, scippato e ridotto ai minimi termini, per fare di tutto e di più.

La Regione sarda anziché impugnare quei tagli incostituzionali e illegittimi, proprio in virtù della coesione prevista dalla costituzione, plaude ai tagli e al dimezzamento.

Anzi, Pigliaru & Soru stendono tappetti rossi a colui che considera le regioni un orpello da cancellare, con l'unico obiettivo di mettere le mani ovunque per sistemare compagnetti e amichetti.

Come l'amichetto amministratore delegato di Terna. Compagnetto di Firenze messo a gestire la società che distribuisce governa il sistema elettrico italiano. Guarda caso Renzi riesce a collocare pentole bucate anche a Codrongianus, dove Terna ha realizzato un gruppo di batterie per riaccendere la luce in Sardegna.

Senza capirne niente, il giullare, incensa l'operato di Terna.

Guarda caso, però, in mattinata aveva rassicurato, dopo 4 anni di imbrogli del suo compare De Vincenti, che avrebbero trovato una soluzione per le industrie del Sulcis.

Falso come Giuda, ignorante come un ebete. Le pacche sulle spalle dei lavoratori erano già intrise di falsità a buon mercato quando poco dopo abbraccia il compagnetto di Terna, colui che ha tolto l'essenzialità alle centrali elettriche sarde e ha comunicato a Bruxelles che non serviva l'interrompibilità per l'energia elettrica in quanto aveva realizzato un fasullo sistema anti black out.

Millantatori come pochi. In realtà l'associazione pinocchi di Stato fa finta di ignorare che quelle batterie di Codrongianus non potranno mai rimettere in funzione il sistema elettrico sardo e che quindi la cancellazione del riequilibrio energetico era solo funzionale agli affari di Stato.

Basterebbe informarsi con i lavoratori di Ottana Energia, sull'orlo del licenziamento per la tracotanza di renzi e compagni.

Aggiungo, ho visto alla manifestazione del Sì qualche amministratore che qualche giorno fa protestava contro la chiusura degli ospedali sardi.

Siate seri! E coerenti, sopratutto! Con la riforma costituzionale modificata chiuderanno molti più ospedali, perchè lo Stato cancellerà il diritto delle regioni, compresa la nostra, di governare le risorse, a partire da quelle della sanità. La gestione della finanza locale sarà materia esclusiva dello Stato.

Chi vota Sì o è inconsapevole o è complice.

Con il Sì Renzi ha il potere di portare le scorie nucleari in Sardegna, di espropriare le aree agricole per realizzare distese di pannelli solari e regalare miliardi di incentivi ai suoi amici di cordata, di tagliare le entrate e i trasferimenti alle Regioni e ai comuni.

Prima si poteva essere inconsapevoli, ma ora si è complici.

Non pensate a quattro prebende o quattro favorini dell'oggi.

Pensate a vostri figli, pensate alla Sardegna, imbrogliata e sfregiata.

Votare No per un Sardo è un obbligo morale!