PILI : SALVARE LA VESUVIUS SI PUO' E SI DEVE - ECCO COME

IL DEPUTATO DI UNIDOS INCONTRA I 105 LAVORATORI DI MACCHIAREDDU

IL GOVERNO HA IL DOVERE E GLI STRUMENTI PER SALVARE LO STABILIMENTO VESUVIUS DI ASSEMINI - ECCO COSA DEVE FARE

LA RISOLUZIONE DI MAURO PILI PROPONE LA SOLUZIONE DA ADOTTARE PER TENERE PRODUTTIVO UNO STABILIMENTO CHE PRODUCE QUALITA' E UTILI

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL'ATTO DI INDIRIZZO PROPOSTO IN COMMISSIONE ATTIVITA' PRODUTTIVE

La Commissione X Attivita Produttive,
premesso che:

la vertenza degli stabilimenti della multinazionale Vesuvius ha dirette e rilevanti connessioni con gli stabilimenti di produzione di acciaio in Italia;

da una parte lo stabilimento di Macchiareddu in Sardegna, nel comune di Assemini, approvvigiona con il 60/70% delle sue produzioni lo stabilimento Ilva di Taranto e per il restante una buona parte è destinato agli impianti ex Lucchini di Piombino;

per entrambi i casi, sia Ilva di Taranto che la ex Lucchini di Piombino, risulta attivato un impegno finanziario di risorse statali ingente per il mantenimento e la ripresa produttiva degli impianti di produzione di acciaio;

gli stessi sono stati di fatto dichiarati di interesse strategico nazionale;

nella ratio degli interventi statali, e nello stesso dibattito parlamentare è emerso con chiarezza, vi era l’obiettivo di mantenere produttivi questi impianti anche al fine di garantire e tutelare l’intera filiera produttiva dell’acciaio;
nelle varie disposizioni legislative che si sono succedute, in particolar modo sull’Ilva di Taranto, è stato ribadito l’obiettivo, con lo stanziamento di risorse conseguenti, di tutelare non solo le industrie primarie ma anche le attività indotte dell’intera filiera;

lo stabilimento di Assemini (105 dipendenti e circa 80 lavoratori indiretti) produce in media 130 mila pezzi all’anno di materiale refrattario isostatico per colate in altiforni di primaria qualità, riconosciuta in ambito internazionale;
produzioni indispensabili nella filiera produttiva dell’acciaio e con un evidente e decisivo apporto alla qualità ambientale e alla sicurezza degli stessi impianti;

è evidente, dunque, che la ratio di salvaguardare l’indotto era direttamente connesso non solo al mantenimento della capacità produttiva, alla qualità ambientale e alla sicurezza dello stabilimento, ma anche al mantenimento operativo e produttivo di tutto l’indotto;

in questa direzione appare assolutamente irrinunciabile l’apporto di produzioni come quella dello stabilimento della Vesuvius di Assemini;

il subdolo tentativo della multinazionale Vesuvius di chiudere lo stabilimento sardo e dislocare le produzioni all’estero è inaccettabile e costituisce un atteggiamento che va contrastato per evitare che l’obiettivo di unitarietà del processo produttivo dell’acciaio venga dissolto;
la multinazionale Vesuvius ha annunciato la chiusura degli stabilimenti italiani entro la fine dell'anno e per 200 lavoratori diretti e altrettanti dell'indotto si profila il licenziamento;

la Vesuvius vanta crediti rilevanti nei confronti dell’Ilva;
l’Ilva di Taranto, principale utilizzatrice delle produzioni Vesuvius, è sottoposta a regime commissariale straordinario in base al D.L. n. 1/2015, che ha disciplinato il passaggio dalla gestione commissariale speciale di ILVA, di cui al D.L. n. 61/2013 alla nuova gestione commissariale di amministrazione straordinaria ai sensi del D.L. n. 347/2003;
si tratta di commissari indicati e nominati dal Governo in carica;

negli stessi dispositivi di legge recanti norme per l’Ilva sono previste particolari disposizioni per regolare i rapporti con le imprese dell’indotto con particolare riferimento a prestazioni necessarie al risanamento ambientale, alla sicurezza e alla continuità dell'attività degli impianti produttivi essenziali;

la legge 1 febbraio 2016, n. 13 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191, recante disposizioni urgenti per la cessione a terzi dei complessi aziendali del Gruppo ILVA ha previsto al comma 6-octies una modifica dei criteri per le imprese che risultino fornitrici di beni e servizi connessi all'attività di risanamento ambientale o necessari alla continuazione dell'attività di società;

è fin troppo evidente che il governo, attraverso i commissari, ha un potere rilevante nei confronti della Vesuvius alla quale va notificata la ratio delle norme che impone di fatto il mantenimento in essere dell’intera filiera produttiva indotta e che le forniture e i relativi pagamenti possono essere effettuate solo e ad esclusiva condizione che le produzioni siano tutte riconducibili ad impianti in essere sul territorio nazionale –:

IMPEGNA IL GOVERNO

a comunicare con urgenza ai commissari Ilva e ai soggetti gestori dell’ex Lucchini di Piombino, perché la notifichino ai vertici di Vesuvius, la determinazione della norma che impone di fatto il mantenimento in essere dell’intera filiera produttiva indotta e che le forniture e i relativi pagamenti possono essere effettuate solo e ad esclusiva condizione che le produzioni siano tutte riconducibili ad impianti in essere sul territorio nazionale;

a notificare direttamente e nelle vie brevi tale evidente determinazione alla stessa dirigenza di Vesuvius al fine di convocare con urgenza una riunione con le parti interessate per revocare la procedura di mobilità e attivare tutti gli strumenti possibili per il mantenimento degli asset produttivi e degli stessi livelli occupazionali;

ad attivare, in via subordinata, trattative per la cessione al gruppo Ilva dello stabilimento Vesuvius di Assemini, al fine di garantire la continuità produttiva sia del gruppo Ilva che di quelli di Assemini;
Mauro Pili