PILI: RISCHIO INFILTRAZIONI MAFIOSE IN SARDEGNA - SULLA SASSARI OLBIA IMPRESE IN ODORE DI MAFIA

IMPRESE CATANESI INTERDETTE DALL’ANTIMAFIA

DALLE CARCERI AI RIFIUTI: IL FILONE MAFIOSO CHE RISCHIA DI COINVOLGERE LA SARDEGNA

“La Sardegna non può ritenersi immune dal rischio di infiltrazione, laddove si profilino redditizi settori di interesse, primo fra tutti quello degli appalti. In tale contesto, l’attività di prevenzione disposta dal Prefetto di Sassari ha consentito di accertare, presso i cantieri dei lavori di adeguamento della strada Sassari – Olbia, la presenza di imprese catanesi affidatarie di alcuni lotti, risultate destinatarie di interdittive antimafia da parte della Prefettura di Catania”.

Lo denuncia il deputato di Unidos Mauro Pili riportando l’estratto della direzione nazionale antimafia nell’ultima relazione depositata alla Camera dei Deputati.

“Si tratta dell’ennesima conferma – aggiunge Pili – di quanto ho denunciato reiteratamente sul rischio di infiltrazioni mafiose in Sardegna. A questo si aggiunge quel legame che emerge su più fronti, non ultimo quello dei rifiuti nell’oristanese, tra la malavita organizzata e settori della criminalità locale. Nelle carceri come ripetuto anche da autorevoli magistrati si sta sempre di più consolidando un contatto tra coloro che sono stati dislocati in Sardegna per camorra, mafia, ‘ndrangheta e criminalità locale. Una saldatura che costituisce un pericolo per i settori economici più importanti ma anche per quelle pratiche diffuse di minacce ed estorsione che si registrano in diversi centri della Sardegna. La presenza della commissione antimafia in Sardegna deve servire a far emergere questo errore strategico di accorpare nell’isola oltre il 50% dei 41 bis e dislocare oltre 500 mafiosi e camorristi che occupano braccia intere delle carceri sarde. Si tratta di una concentrazione devastante che è stata ripetutamente stigmatizzata da esperti. I mafiosi non vanno concentrati ma semmai separati. E soprattutto si devono evitare contaminazioni di ogni genere. E’ ora che un organismo come la Commissione Antimafia faccia proprie le valutazioni degli esperti e induca il ministero competente a bloccare questa devastante trasmigrazione di criminalità organizzata in Sardegna”.

“ I pericoli sono sempre più evidenti a partire dalle aree economiche più consuetudinarie della malavita organizzata. Un canale sempre più consolidato che riguarda anche partite come la droga. Il 13 giugno 2016 il G.I.P. del Trib. di Napoli, ha, per esempio, disarticolato un’organizzazione che importava stupefacenti dalla Spagna, con camion e vetture modificati, utilizzando il cd. “sistema delle quote” (un unico gruppo fa da intermediario tra sodalizi italiani e trafficanti stranieri per l’acquisto di partite di droga, consentendo un risparmio sui costi): la droga veniva spacciata in Campania, in provincia di Cosenza ed in Sardegna. Da segnalare, ancora, che il cartello dei CASALESI / Zagaria ben presenti nelle carceri sarde attraverso varie operazioni è stato oggetto di un sequestro di beni per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro oggetto del sequestro sono stati, tra l’altro, beni immobili, tra cui alcune ville di lusso a Roma e provincia, a Budoni in Sardegna. Per finire con gli ultimi arresti nell’Oristanese con un racket sui rifiuti di cui il consigliere era tale Giuseppe Amato, 51 anni, di Torre Annunziata in provincia di Napoli sospettato di essere affiliato ad un clan camorristico. E proprio da Torre Annunziata sono detenuti ad Oristano i vertici del clan Amato-Pagano”.

“La commissione Antimafia – ha concluso Pili - non si limiti a certificare dati, ma esamini come può fare e ha fatto, potenzialità espansive della criminalità organizzata e faccia dismettere questo concentrato mafioso – camorristico in Sardegna che rischia di essere un pericolo senza precedenti”.