PILI: RISCHIO INCENDI, SCIPPO AL CORPO FORESTALE SARDO - TAGLIATO FUORI DALLE INDAGINI

A RISCHIO LA LOTTA AI REATI AMBIENTALI

DOPO LA RIFORMA HANNO PERSO LA FUNZIONE GIUDIZIARIA

1300 TRA UFFICIALI E AGENTI NON POTRANNO PIU’ FARE LOTTA AGLI INCENDIARI

“La cancellazione del Corpo Forestale dello Stato e il suo assorbimento nell’ambito dell’Arma dei carabinieri annienta di fatto il potere giudiziario e investigativo di oltre 1300 tra ufficiali e agenti del corpo forestale regionale sardo. Un colpo letale all’attività messa in campo come pionieri dal corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna nella lotta ai piromani e non solo. Sino alla riforma il corpo forestale sardo aveva una competenza connessa e sul piano legislativo agganciata al corpo forestale dello Stato, una volta cancellato quello dello Stato gli agenti sardi sono rimasti senza mandato giudiziario. Si tratta di un vero e proprio lascia passare per criminalità di ogni genere nell’ambito dei reati forestali considerato l’apporto che il corpo forestale sardo ha sempre dato sia nella lotta agli incendi che in tutti i reati ambientali che esulano dalle mere competenze regionali. E a questo si aggiunge che la Sardegna paga due volte questo pasticcio considerato che sono pochissimi, rispetto all’immensità del territorio regionale, gli agenti forestali dello Stato passati all’arma dei carabinieri. Restano tagliati fuori dalle indagini e dalla repressione un vero e proprio esercito di agenti e ufficiali. Con il rischio che i Carabinieri, sempre in numero insufficiente anche per le competenze ordinarie, si debbano far carico senza uomini di nuovi gravosissimi compiti. Tutto il personale del Corpo forestale di vigilanza ambientale della regione Sardegna (CFVA) dal 17 gennaio 2017 risulta privo di tale qualifica per la tutela ambientale, intesa come polizia ambientale. Una mazzata alla tutela ambientale a partire proprio dalla lotta agli incendi.

Lo ha denunciato il deputato di Unidos Mauro Pili con una dettagliata interrogazione parlamentare sul grande scippo funzionale alla Sardegna.

“Fino al 31 dicembre 2016 l'operatività del personale del Corpo forestale di vigilanza ambientale nelle materie proprie del Corpo forestale dello Stato, - sostiene Mauro Pili - era pacificamente confermata dall'esistenza stessa dell'amministrazione forestale statale che, per omologia, veniva sostituita in Sardegna dall'amministrazione forestale regionale. Sino al 31 dicembre 2016 l'amministrazione forestale della Sardegna ha esercitato a pieno titolo le funzioni di polizia giudiziaria in materia di polizia ambientale, in quanto al contrario avrebbe privato vaste parti del territorio statale di essenziali presidi di polizia giudiziaria. Lo scenario cambia nel momento in cui dal 1° gennaio 2017, a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 124 del 2015. Il Corpo forestale dello Stato è stato cancellato e le sue funzioni in materia di tutela dell'ambiente con buona parte del personale sono transitati nei ruoli della nuova polizia ambientale statale in seno all'Arma dei carabinieri. Il coordinamento antincendio boschivo passa in capo al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e la polizia marittima in seno alla Guardia di finanza per ciò che riguarda il mare territoriale. Con questa operazione è stata di fatto annullato il parallelismo e l’analogia tra Corpo forestale dello Stato e Corpo forestale di vigilanza ambientale della regione Sardegna”.

“Si tratta di una legge statale pasticcio con la Regione che è stata incapace di opporsi e rivendicare l’attribuzione delle funzioni giudiziarie per il proprio corpo forestale regionale. Una legge – prosegue Pili - che non ha affrontato e risolto le questioni relative all'esistenza sui territori regionali, come nel caso della Sardegna, di Corpi forestali regionali ben organizzati e strutturalmente già preposti a svolgere a pieno i compiti anche di polizia giudiziaria. Non è stata in alcun modo affrontata la questione relativa alla regione Sardegna dove rischiano la sovrapposizione strutture e funzioni esercitate dal personale delle stazioni forestali, delle basi navali e dei nuclei di polizia giudiziaria ambientale del Corpo forestale di vigilanza ambientale della regione Sardegna”.

“Occorre porre immediatamente rimedio a questo pasticcio che rischia di mettere in ginocchio la lotta agli incendi. E’ indispensabile – ribadisce il parlamentare di Unidos - salvaguardare i diritti acquisiti dal personale Corpo forestale di vigilanza ambientale, salvaguardando le professionalità maturate fino ad oggi, l'unitarietà delle funzioni esercitate anche con consenso della magistratura, per dare continuità all'attività di polizia ambientale riconoscendo agli appartenenti al Corpo le qualifiche di polizia giudiziaria a norma dell'articolo 57, comma 2, del Codice di procedura penale”.

“Il mancato accesso al sistema di indagine (SDI) per il Corpo forestale di vigilanza ambientale della regione Sardegna impedisce – aggiunge il deputato di Unidos -una spedita attività di contrasto alla criminalità, in particolare quella organizzata che lucra molto dagli illeciti ambientali ed agroalimentari. La Sardegna non potrà avere un'idonea difesa dai peggiori illeciti ambientali ed agroalimentari se non si potrà operare con le prerogative di polizia ambientale statale".

“L’interpellanza che ho presentato pone l’esigenza immediata di interventi anche normativi, per evitare il disimpegno forzoso di una risorsa fondamentale come il Corpo forestale di vigilanza ambientale della regione Sardegna. Prima dell'imminente stagione antincendi, - ha concluso Pili - occorre riconoscere al personale del Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna la qualifica del Codice di procedura penale per evitare un grave pregiudizio a tutte le azioni di contrasto alla criminalità ambientale già in essere e quelle future, a partire dall’imminente lotta agli incendi”.