PILI: PECORINO PAGATO A SEI EURO AL KG - IL MINISTRO MARTINA PRIMO SPECULATORE

LA GRANDE SPECULAZIONE DI STATO, NEL BANDO INDIGENTI PAGANO DI PIU’ IL REGGIANO CHE IL PECORINO

ISMEA QUOTA IL PECORINO A 5,34 EURO AL KG, IL 39% IN MENO DELLO STESSO PERIODO DELLO SCORSO ANNO

“Pecorino romano pagato 6,50 euro al Kg. Lo speculatore strozzino questa volta non è un malfattore di turno ma direttamente lo Stato, o meglio il governo guidato nell’operazione dal ministro dell’Agricoltura Martina. Un inganno messo nero su bianco con il capitolato d’appalto per l’acquisto di prodotti per indigenti. Una vera e propria rapina a mano armato con il pecorino venduto nei supermarket a Roma tra i 25 e i 40 euro mentre il governo lo vuole acquistare con il bando indigenti ad appena 6,520 euro e anche meno. Ma c’è di peggio nello stesso bando il prodotto del latte bovino, il parmigiano reggiano, viene quotato quasi un euro in più al kg. Il pecorino 6,50 euro il reggiano a 7,430. Un sorpasso drogato e pianificato del prodotto da sempre meno caro, il reggiano, non foss’altro perché prodotto con latte bovino che gode di quantitativi ben maggiori di quello ovino. Si tratta di una vera e propria speculazione che va bloccata senza perdere altro tempo. Tutto questo avviene con una quotazione del pecorino romano da parte dell’organismo statistico del ministero dell’agricoltura, l’Ismea, che ha fissato per il mese di febbraio a 5, 34 euro il prezzo del pecorino romano, meno 39% rispetto allo scorso anno. Un vero e proprio circuito nefasto e maldestro, dove il ministero attraverso i suoi bracci armati propone la vergognosa quotazione del pecorino per il bando indigenti e nel contempo dichiara di fotografare il crollo dei prezzi sui mercati. Un’operazione che sta avvenendo nel silenzio più totale di regione e accoliti vari. Un fatto di una gravità inaudita che rischia di accendere una polveriera nel settore agropastorale della Sardegna”.

Lo ha detto stamane il deputato di Unidos Mauro Pili dopo aver presentato un’interpellanza urgente sulla questione chiedendo che il governo risponda senza perdere altro tempo.

“Con la procedura avviata il 6 marzo scorso per la fornitura di formaggi d.o.p. in aiuto alimentare agli indigenti in Italia è stato messo in atto un piano speculativo gravissimo proprio perché ancora una volta si colpisce il prodotto più debole a favore di quello più ricco. A questo aspetto si aggiunge uno ancora più inquietante: la gara prevede che ad un minor prezzo unitario offerto per tonnellata di prodotto corrisponderà una maggiore quantità di fornitura. Emerge ancor di più che tali importi e quantitativi sono totalmente inadeguati e non corrispondenti alla reale situazione dei prodotti lattiero caseari. Il primo grave elemento di discrepanza è legato al prezzo proposto per il Parmigiano Reggiano Dop quotato nell’appalto molto più del pecorino romano nonostante lo storico e logico costo invertito. Il pecorino romano ha sempre avuto, e comprensibilmente, una quotazione superiore al prezzo del reggiano non foss’altro che quest’ultimo viene prodotto con il latte bovino.

E’ scandaloso che tali prezzi proposti non solo non tengano conto dell’andamento tendenziale storico ma che subiscano un abbattimento speculativo gravissimo proprio per quei prodotti che maggiormente stanno patendo la speculazione. Il ministro sospenda le procedure per ripristinare immediatamente parametri oggettivi e veritieri sui prezzi del pecorino e le quotazioni avanzate nel bando di gara. Martina deve far cessare le proprie palesi ed evidenti azioni speculative che stanno sempre più danneggiando il comparto lattiero caseario ovicaprino della Sardegna. Se non lo farà in tempi rapidi – ha concluso Pili - sarò costretto a segnale tali evidenti elementi speculativi alle autorità competenti”.