PILI: NEL CARCERE DI BANCALI A RISCHIO LA SICUREZZA DEGLI AGENTI

MANCA IL 40% DEL PERSONALE, ZERO PRECAUZIONI

LA NOTTE DELL’INCENDIO SI E’ RISCHIATO IL DRAMMA

MANCAVANO LE MASCHERE ANTINCENDIO, DUE AGENTI INTOSSICATI

UNA SOTTOSPECIE DI SINDACALISTA DELLA CISL ATTACCA ME PER CONTINUARE A LUSTRARE LE SCARPE DEL PADRONE, FREGANDOSENE DEGLI AGENTI

“Nel carcere di Bancali è in serio pericolo la sicurezza degli agenti, costretti a turni massacranti, con carenze di organico oltre il 40% del personale necessario. Agenti costretti ad entrare in servizio da soli in reparti delicati come quello dell’alta sicurezza 2, dedicato al terrorismo internazionale. Una situazione che i vertici dell’amministrazione penitenziaria stavano cercando di coprire a scapito dei lavoratori e della loro sicurezza. Sono stati gli stessi agenti che ho incontrato nella visita ispettiva di ieri ad informarmi di tutte le gravissime criticità della struttura. E l’atteggiamento dei vertici del Dap sempre protesi ad impedire il mio lavoro parlamentare è la testimonianza di come si voglia continuare a coprire una situazione intollerabile. Si sono forse dimenticati i vertici del Ministero che alcun detenuti si sono resi colpevoli di gesti gravissimi verso gli agenti, a partire dal detenuto numero uno, Bouyahia, che qualche anno fa nel carcere di Macomer ferì gravemente un agente lanciandogli violentemente sul viso una caffettiera bollente. Hanno omesso di dire all’esterno che in quel reparto c’è stata una vera e propria sommossa da parte di uno dei detenuti più pericolosi che ha distrutto un’intera cella. Stiamo parlando di una situazione gravissima dove la vita degli agenti è ogni giorno in pericolo. La situazione di disagio e criticità della sicurezza è la stessa che ho avvertito io, e che confermo, nella visita di ieri. La mancanza di 150 agenti è un fatto di una gravità inaudita soprattutto perché su Sassari si stanno concentrando tutte le più pericolose detenzioni del sistema carcerario italiano. Non ci sono leggi che tengano, solo un imbecille o uno in malafede può pensare che si destinino detenuti in un carcere attraverso una legge, confondendo aree insulari con regioni insulari. Sono i vertici del ministero che fanno queste scelte, continuando a considerare la Sardegna una discarica carceraria. A questo si aggiunge le condizioni di sicurezza fisica in caso di eventi come quello di qualche notte fa quando un detenuto ha dato fuoco ad un materasso ignifugo con l’utilizzo di chissà quale agente bruciante. Il fatto occorso alle due del mattino ha messo in serio pericolo gli agenti intervenuti costretti ad operare per evacuare la sezione al piano terra, senza alcun tipo di precauzione. Il carcere risulta totalmente sprovvisto di protezioni antincendio e le maschere antigas sono chiuse a chiave in un’armeria inaccessibile perché solo una persona detiene le chiavi. Ieri nessuno, per esempio, ne disponeva, così come quella drammatica notte in cui la cella ha preso fuoco. Pare che ieri si stesse inoltrando la richiesta di acquisto di qualche attrezzatura. Sempre a posteriori dell’incidente”.

Lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili che ha inoltrato un atto di sindacato ispettivo al ministero in cui si denuncia la grave situazione della struttura di Sassari.

“Non mi attardo, invece, a commentare oltre misura le farneticanti e stupide dichiarazioni di una sottospecie di sindacalista della Cisl che da sempre svolge la funzione di lustrascarpe dei vertici penitenziari fregandosene della sicurezza degli agenti e delle strutture in cui operano. Del resto – conclude Pili - gli agenti sanno il mio impegno a tutela delle loro condizioni di lavoro. Sono la quasi totalità dei sindacati, quelli seri e autorevoli, a riconoscere pubblicamente questo mio impegno da anni. Al sindacalista lustrascarpe lascio le medaglie che gli daranno i padroni per aver tentato di contrastare in modo ridicolo denunce serie e supportate da fatti oggettivi a tutela degli agenti penitenziari”.