PILI: INFILTRAZIONI ‘NDRAGHETA IN SARDEGNA LEGATE AI DETENUTI IN CARCERE

LE DENUNCE DEL DEPUTATO DI UNIDOS CONFERMATE DALLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA

SCONVOLGENTE RELAZIONE DELLA DIA SULLA SARDEGNA: CARCERI E APPALTI A RISCHIO INFILTRAZIONI

“I detenuti legati all’ ‘ndragheta sono un pericolo per le infiltrazioni della malavita organizzata in Sardegna. La denuncia è contenuta nell’ultima relazione della Dia, depositata alla Camera dei deputati, dove la direzione investigativa antimafia afferma “la presenza negli istituti penitenziari sardi di soggetti affiliati alla ‘ndrangheta non è da escludere possa favorire contatti con esponenti della criminalità locale anch’essi sottoposti a regime detentivo”. Nella stessa relazione la direzione investigativa antimafia scrive: “anche l’esecuzione di appalti pubblici nelle diverse province sarde, soprattutto nel settore delle infrastrutture stradale e del risanamento idrogeologico potrebbe tendenzialmente attrarre l’interesse dei gruppi criminali calabresi”;

Lo ha appena denunciato in aula a Montecitorio il deputato sardo di Unidos Mauro Pili presentando una risoluzione sullo stato della Giustizia in Sardegna nell’ambito della relazione del ministro Orlando.

“le affermazioni della Dia – ha sostenuto Pili sono di una gravità inaudita perché confermano quanto denuncio e sostengo da anni sullo sbarco dei più efferati criminali nelle carceri in Sardegna. Dalle relazioni degli organismi competenti emergo due elementi significativi che vanno posti in evidenza, in quanto delineano scenari suscettibili di ulteriore evoluzione e di sicuro interesse investigativo in Sardegna: il primo attiene alla indubbia conferma dei collegamenti tra le strutture criminali locali con gruppi di criminalità organizzata di tipo mafioso, in particolare modo con la “ndrangheta” calabrese, il secondo riguarda alcuni cambiamenti nel “modus operandi” di alcune organizzazioni indigene, nello specifico settore delle sostanze stupefacenti.

Alla luce di queste affermazioni della Dia appare sempre più evidente una grave sottovalutazione dei fenomeni e la perdita di quella visione d’insieme dei fatti criminali che, sola, può garantire l’emersione del crimine organizzato, specie di tipo mafioso. Affermazioni già anticipate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari che aveva invitato in modo chiaro a sfatare il mito della Sardegna immune dalla malavita di stampo mafioso e nella propria ultima relazione ha essa stessa dichiarato di cercare soluzioni e modelli investigativi adeguati a quelli adottati nelle regioni dove la mafia esiste e controlla il territorio. Emergono fatti emblematici – sostiene Pili - che inducono un’immediata inversione di tendenza rispetto al dislocamento grave e massiccio nelle carceri sarde di gran parte dei detenuti ricadenti nella fattispecie della criminalità organizzata. Il rischio infiltrazioni mafiose in Sardegna è altissimo. L’impatto di quel piano di trasferimenti nell’isola rischia di diventare devastante considerato che in Sardegna sono stati dislocati oltre i 50% dei detenuti inquisiti e condannati per reati legati all’associazione di stampo mafioso, compresi quasi 100 detenuti in regime di 41 bis. Il trasferimento dei detenuti più pericolosi negli istituti penitenziari sardi comporta problemi devastanti prima di tutto per il grave pericolo legato alle infiltrazioni mafiose e camorristiche: la Sardegna finora è risultata estranea a fenomeni di questo tipo, ma il trasferimento di tali detenuti comporta un rischio altissimo come la possibilità che le stesse famiglie possano trasferirsi in Sardegna pur di stare a contatto diretto e costante con i propri congiunti detenuti. Tutto questo sta avvenendo nel più totale silenzio delle istituzioni, da quelle nazionali che regionali. Un silenzio inaccettabile e vergognoso dinanzi ad un argomento che non può essere tenuto in silenzio. Le infiltrazioni mafiose sono a portata di mano e la Sardegna, con questo atteggiamento nefasto del Governo, sta rischiando di subire un contraccolpo senza precedenti”.

Nel dispositivo finale proposto da Pili alla Camera e che sarà votato in serata si impegna il governo:

a promuovere, per quanto di propria competenza, una valutazione delle possibili infiltrazioni della malavita organizzata in Sardegna alla luce delle reiterate segnalazioni, interrogazioni e denunce dell'interrogante;

ad avviare un monitoraggio, per quanto di competenza, sulle potenziali attività che in Sardegna possano essere oggetto di attenzioni da parte di queste organizzazioni criminali, con particolare riferimento a quelle richiamate nel presente atto di sindacato ispettivo;

a valutare se, nel caso riguardante l'ASL di Nuoro, sussistano gli estremi per avviare iniziative ai sensi degli articoli 143 e 146 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

a revocare la decisione di trasferire in Sardegna gran parte dei detenuti legati alla criminalità organizzata anche alla luce delle denunce degli stessi inquirenti antimafia;

a valutare il potenziale di infiltrazione negli appalti dei rifiuti solidi urbani anche alla luce dei fatti richiamati;