PILI: INCENDI, SUBITO STATO D’EMERGENZA E CALAMITA’

Tutte sbagliate le previsioni di rischio di ieri

TROPPI RITARDI E COORDINAMENTO INESISTENTE SERVONO PIU’ MEZZI E UOMINI, CANADAIR ARMATI

“Previsioni di rischio incendi totalmente sbagliate, assenza totale di coordinamento sui territori, forestali in trincea senza alcun supporto operativo di coordinamento, volontari sul fronte ma anch’essi abbandonati sul campo. Mezzi aerei in ritardo ovunque. Le migliaia di ettari di bosco e non solo rasi al suolo dalle fiamme negli ultimi due giorni sono certamente il risultato di mani criminali ma anche di una disorganizzazione rilevante nella catena di comando. Quando ancora la conta dei danni è in corso emerge una vera e duplice piaga: ritardi e disorganizzazione. Emerge in modo inequivocabile dai contatti sul campo e dai risultati. Fiamme che riescono a passare da una parte all’altra dei territori senza trovare un argine sufficiente alla sua corsa distruttiva. Ritardo dei mezzi aerei, dislocati in posizione non baricentrica e soprattutto insufficienti considerato che sono arrivati dal continente solo con ore di ritardo. Il governo non perda altro tempo, dichiari subito lo stato d’emergenza e di calamità per la piaga degli incendi in Sardegna. Disponga immediatamente per tutte le giornate a rischio l’ausilio dei canadair “armati”, ovvero carichi d’acqua e in volo di pattugliamento in modo tale da cancellare i ritardi e intervenire tempestivamente sul primo focolaio. Non si può continuare a latitare su temi come la protezione civile mettendo a rischio boschi e vite umane. Un esordio così nefasto per la campagna antincendi non ha precedenti. Ritardi inauditi per far arrivare i mezzi aerei dalla Sicilia, nessuna allerta sul territorio, con una pianificazione dell’allerta rischio con troppe falle a partire dalle aree più colpite ieri, Sedilo e Uta. E’ indispensabile che chi di dovere se ne assuma la responsabilità e ne tragga le conseguenze”.

Lo ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili rivolgendo un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Interno e dell’ Ambiente dopo i drammatici fuochi che nelle ultime 48 ore hanno devastato la Sardegna.

“Dal fonogramma del rischio incendi per la giornata di ieri diramato dalla presidenza della regione emerge un dato evidente e grave: sull’area di Sedilo era stata prevista un’allerta media alla pari dei 2/3 della Sardegna, ovvero incendio già innescato da gestire con mezzi ordinari ed eventualmente mezzi aerei leggeri della Regione. Previsione totalmente sbagliata considerato che le fiamme del giorno prima erano state rilevantissime e tutti sapevano che vi era un gravissimo pericolo di ripresa del fuoco durante la notte. Cosa che è puntualmente avvenuta visto che da Ottana sabato sera si segnalavano lingue di fuoco altissime sul fronte opposto a quello della mattina. Stessa grave situazione ad Uta, nel quadrante a cavallo tra Y e V della mappa dei rischi, secondo la protezione civile regionale, per la giornata di ieri sarebbero state sufficienti le sole forze di terra e non servivano pattuglie di controllo o allertare le squadre. Quando invece sulla stessa zona avevano già colpito il giorno precedente e quindi a maggior ragione avrebbero dovuto aumentare i controlli e il presidio attivo. Niente di tutto questo. Nessuna allerta con il risultato di aziende cancellate dalle fiamme, migliaia di ettari percorsi dalle fiamme, canadair arrivati con notevole ritardo da Trapani. Errori madornali – denuncia Pili - che non sono frutto di causalità ma di errate valutazioni della reale situazione, visto che vi erano evidenti presupposti per quel che poi si è drammaticamente verificato. Per questa ragione oltre ad una stagione partita con un ritardo strutturale, basti pensare all’approvazione da parte della Giunta regionale del piano antincendio a metà giugno, si registra un problema evidente: assenza di coordinamento tra quanto si pianifica e quanto accade sul territorio”.
“A tutto questo si aggiunge – sostiene Pili - che il calendario con lo schieramento dei mezzi della protezione civile nazionale evidenziano la presenza di soli 2 canadair ad Olbia sino al 7 luglio. Nessuna indicazione certa per il dopo. Mezzi insufficienti e soprattutto non dislocati in modo baricentrico e omogeneo. A questo si aggiunge che sono spariti gli elitanker che negli anni in cui furono impiegati in Sardegna, come facilmente dimostrabile dalle statistiche e da chi lavora nel campo, sono stati di grande aiuto. Invece gli elitanker S-64 sono inspiegabilmente fermi in Campania, due a Pontecagnano, ed 1+1 a Comiso (Rg). Per questa ragione occorre l’immediato stato di emergenza e di calamità con il dispiegamento immediato di nuovi vigili del fuoco considerato che sono sempre di più gli incendi che lambiscono e colpiscono case e persone, occorre attivare in pianta stabile in Sardegna la colonna mobile della protezione civile dello Stato. Massimo coordinamento e coinvolgimento con i volontari sul territorio. Basta perdere tempo e restare vittime della disorganizzazione. Ogni ulteriori ritardo e omissione sono complicità”.