PILI, FARSA METANO, NIENTE SOLDI, NIENTE PROGETTI

L’ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO NON HA NESSUNA RISORSA FINANZIARIA, NON ESISTONO PROGETTI CONCRETI MA SOLO PAROLE

Un piano da sottosviluppo, da basso cabotaggio economico : escluse Ottana e zone interne.
“Non esiste nessun finanziamento per la metanizzazione della Sardegna e nessun progetto concreto è disponibile. Sul metano in Sardegna bisogna dire la verità e smetterla di continuare ad imbrogliare i sardi con annunci destituiti di qualsiasi concretezza. Non esiste nemmeno un euro di quel miliardo e 578 milioni annunciati in pompa magna da Pigliaru e Renzi, la cui accoppiata è la sintesi estrema di inganno e falsità. Basta leggere attentamente le carte per capire che si è trattato di una bufala a buon mercato visto che nell’accordo c’era scritto che quei fondi “verranno coperti attraverso l’APQ Metano (FSC 2000 – 2006) e le tariffe di trasporto e dispacciamento (corrispettivi relativi alla rete nazionale dei gasdotti e alla rete regionale”. Basta vedere lo stesso richiamo fatto nella delibera del patto per la Sardegna per rendersi conto dell’inesistenza di risorse visto che si fa riferimento a fondi statali di Coesione del 2000-2006 tutti abbondantemente spesi. Dunque non esiste stanziamento alcuno anche perché nessun gestore serio di metano o Gnl potrebbe avanzare ipotesi concrete senza la preventiva certezza normativa di contratti a lungo termine in grado tali da consentire il recupero di investimenti e soprattutto l’abbattimento dei maggiori oneri di trasporto che verrebbero generati dal trasporto via nave. E’ indubbio che qualche cooperativa rossa si agita con il governo nazionale e la giunta regionale per perseguire soluzioni da sottosviluppo”. Lo ha dichiarato stamane il deputato di Unidos Mauro Pili annunciando un’interrogazione parlamentare sull’inconsistenza dei piani del governo in relazione alla metanizzazione dell’isola.

“Basti pensare – ha detto Pili - che l’unico soggetto che avrebbe chiesto la fornitura di Gnl alla Società Gasdotti Italia ha dichiarato un bacino d’utenza di 20.000 utenti. A questo si aggiunge che la stessa società che ha presentato quello schema di larga massima all’autorità per l’Energia, non certo un progetto preliminare e tanto meno un cronoprogramma realizzativo, sarebbe stata interamente ceduta a società australiane e svizzere. Dunque la Sardegna continuerebbe ad essere colonia e terra di conquista senza avere nessuna capacità gestionale diretta nella partita energetica sarda. A questo si aggiunge che la Snam nel presentare lo stesso piano d’investimenti all’autorità per l’energia per i prossimi dieci anni ripropone il Galsi, ancor oggi unica soluzione credibile e concreta, già approvata sotto ogni punto di vista e inserita nel piano dei metanodotti europei. E’ evidente, quindi, che l’autorità dovrà vagliare due ipotesi, una da sottosviluppo, quella con l’approvvigionamento via nave, via autobotti e forse una dorsale a pezzetti e l’altra strategica in grado di mettere la Sardegna al centro dell’approvvigionamento tra sud del mediterraneo e la stessa rete nord europea, essendo il Galsi bidirezionale. E’ indubbio che questa giunta incapace di intendere e volere propenderà per il basso cabotaggio, a dimensione del proprio peso politico, costringendo la Sardegna a scelte nefaste a sostegno di amici e amichetti. Che quello presentato in questi giorni in pompa magna sia un piano da sottosviluppo è dato anche dall’aver escluso interamente le zone interne della Sardegna, sia Nuoro che Ottana. Proprio la piana di Ottana da anni chiedeva l’arrivo del Galsi per rilanciare produzioni e sviluppo. Ora con questa ennesima farsa - prosegue Pili - si continua a perdere tempo, bloccando progetti seri e concreti. Su questa vicenda presenterò un’interrogazione urgente al governo perché dichiari le proprie concrete azioni e soprattutto si esprima una volta per tutte sul progetto Galsi, il cui blocco è avvenuto in circostanze sospette con denari che sarebbero transitati da società di stato a esponenti di spicco del governo algerino. Un blocco del progetto – conclude Pili - sospetto e del tutto ingiustificato visto le centinaia di milioni spesi per la progettazione e il lungo iter di approvazione. Una questione su cui serve fare chiarezza per ripristinare verità e progetti seri”.