Il deputato di Unidos ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Sassari

"La Procura della Repubblica di Sassari verifichi autorizzazioni e lavori eseguiti sul promontorio di Capo Caccia da parte del ministero dell'infrastrutture e della difesa. Si tratta di uno scempio naturalistico ambientale senza precedenti che ha letteralmente violato una delle aree più sensibili del paesaggio sardo. Dalla vista ispettiva che ho compiuto ieri nel sono emersi dettagli ancor più gravi rispetto a quelli già visibili dall'esterno dell'area. La nuova strada è stata realizzata deturpando in maniera irreversibile il costone fronte mare di Capo Caccia creando nuovi squilibri geologici nell'area oltre al danno naturalistico ambientale. Si tratta di un intervento messo in atto in un'area sottoposta al massimo regime di tutela integrale. Aver rilasciato, semmai sono state rilasciate, autorizzazioni per quello scempio significa aver violato tutte le norme di tutela dell'area sensibile. E anche evidente ai più che aver caricato staticamente la nuova strada su quella vecchia non solo ha aggravato il pericolo di crolli ma ha reso instabile, come dimostrano le immagini, l'intero promontorio aggredito in modo insensato dalle ruspe di Stato. Non resta che trasmettere tutti gli atti alla procura della Repubblica di Sassari perché si svolgono le indagini necessarie a valutare il danno ambientale compiuto e i responsabili dello stesso. Al misfatto si aggiunge l'utilizzo di colate di cemento per realizzare il manto stradale elemento che aggrava ulteriormente il danno ambientale compiuto sull'area. Per questa ragione è indispensabile l'intervento degli organi giudicanti per accertare il disastro compiuto".

Lo ha annunciato poco fa il deputato di Unidos Mauro Pili in seguito alla visita ispettiva compiuta ieri sulla servitù militari posizionata nel punto estremo del promontorio algherese.

"Da anni ormai il faro di Capo caccia e gestito automaticamente da La Maddalena. L'ultimo intervento di manutenzione è stato svolto nel 2010. Nel faro non abita nessuno da anni e i ministeri competenti hanno totalmente lasciato in abbandono la strada preesistente senza alcun tipo di manutenzione e prevenzione crolli.

Hanno deliberatamente scelto la strada di non risanare la strada preesistente precostituendo di fatto il danno ambientale. Non solo era possibile e auspicabile il recupero della strada storica esistente ma aver scelto di aggredire in modo così dissennato quel territorio ha confermato la totale negligenza dello Stato e degli organi di controllo verso il patrimonio ambientale della Sardegna. Spero che la procura della Repubblica dinanzi al tali inconfutabili atti contro l'ambiente e territorio intervenga per evitare che si possano reiterare simili disastro e rendere legittimi col silenzio assenso interventi totalmente in contrasto con le norme vigenti in materia di tutela ambientale naturali. Questo scempio - ha concluso Pili - è di una gravità inaudita E va a perseguito sino in fondo".