PILI: DISASTRO FORESTAS, SARDEGNA A RISCHIO SENZA OPERAI PER LA CAMPAGNA ANTINCENDIO

CON IL DEMANSIONAMENTO IMPOSSIBILE PREDISPORRE LA CAMPAGNA ANTINCENDIO E METTERE AL SICURO LE FORESTE

NON ESISTONO PIU’ LE FIGURE PREPOSTE CHE AVEVANO GARANTITO LA COPERTURA DI POSTI VACANTI NELL’ORGANICO

INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO DA PARTE DI FORESTAS

“La Sardegna resta senza operai per la campagna antincendio. Con l’improvvida decisione di demansionare migliaia di lavoratori dell’agenzia Forestas sta mettendo a rischio non solo la prossima campagna antincendio ma le stesse azioni colturali necessarie e propedeutiche alla prevenzione antincendio. Ignorando il disastro che avrebbero creato Regione e Forestas hanno messo in atto un’operazione nefasta che di fatto ha eliminato migliaia di figure chiave che avevano operato per pochi euro in più al mese in qualifiche superiori rispetto a quelle previste nella originaria assunzione. Niente operai che guidano mezzi per aprire e manutenzionare piste antincendio, niente operai abilitati al ruolo di vedette antincendio, niente motoseghisti, niente operai in grado di utilizzare mezzi meccanici. Insomma, la campagna antincendio e tutto quello preventivo alla stessa si ferma. La carenza di organici e di figure qualificate aveva nei decenni obbligato ad una scelta irrevocabile: affidamento di mansioni superiori, a partire dagli operai che in base al contratto avevano un mansionario ben preciso. Con questa operazione si sta mettendo a serio rischio, ancor più dello scorso anno, la già scadente campagna antincendio messa in campo dalla regione. Alla rivolta silenziosa che cova in tutti i cantieri forestali si rischia anche il blocco amministrativo visto che una parte stessa del personale era stata obbligatoriamente impiegata a svolgere funzioni superiori sia per la parte amministrativa che burocratica dell’ente. Con un colpo di spugna che non ha niente a che fare con la razionalizzazione si mette in crisi un’ Agenzia che dovrebbe funzionare con efficienza e immediatezza proprio per la delicatezza del ruolo. Se non interverrà un provvedimento serio e concreto la responsabilità della regione sarà ancora più grave nel disastro annunciato”.

Lo ha denunciato il deputato di Unidos Mauro Pili che ha incontrato i delegati dei lavoratori di diversi cantieri del Sud Sardegna e nei prossimi giorni lo farà nel resto dell’isola. Pili ha anche presentato un’immediata interrogazione al ministro dell’ambiente, della pubblica amministrazione, e dell’interno per conoscere come il governo intende gestire attraverso la protezione civile questa nuova emergenza.

“Sono decine i comuni di tutta la Sardegna che stanno denunciando il blocco dei cantieri e della messa in sicurezza dei territori. Sono comunicazioni formali che mettono in mora la regione in modo netto e chiaro. Un grido d’allarme che arriva da ogni angolo della Sardegna dinanzi all’irresponsabilità nel governo di un settore così delicato come quello della protezione ambientale e forestale dell’isola. Sono gravissimi i disservizi che già si registrano all’interno dell’ente, a partire dal blocco del taglio del legname alla manutenzione della viabilità all’interno dei Cantieri Forestali, l'Antincendio e la Protezione Civile, gli interventi di pulizia degli alvi fluviali dei Comuni che ne hanno fatto richiesta, sino alle retribuzioni, il protocollo, le concessioni e vendite degli assortimenti legnosi ecc., le operazioni connesse con gli appalti tra cui il pagamento delle fatture, la gestione del Bilancio. Se non ci saranno interventi immediati per dare risposte è evidente che si va incontro ad un disastro annunciato a partire dai 1600 operai che svolgevano mansioni superiori in attività chiave dell’ente, appunto come la campagna antincendio, per arrivare ai 200 impegnati da decenni nelle procedure amministrative e burocratiche dell’agenzia. In questo caso è evidente che si sta configurando il rischio di una interruzione di pubblico servizio, con la messa a rischio del patrimonio ambientale e non solo della Sardegna. Senza risposte immediate sarò obbligato – conclude Pili - a trasmettere il quadro della situazione alle procure della repubblica perché nessuno possa dire: non sapevamo.