PILI: CARCERI, UN GOVERNO DI CIARLATANI

PRESIDENTE. Il collega Pili ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza e alla sua interrogazione.

MAURO PILI. Grazie, Presidente. Mi aspettavo una risposta politica, invece il sottosegretario peggiore della giustizia ha dato una risposta algebrica, priva di qualsiasi risposta reale. Il DAP è notoriamente uno...

PRESIDENTE. Pili, al di là del discorso politico, però, si rivolga con rispetto al Governo, per favore.

MAURO PILI. ...il peggior Governo di questa storia repubblicana, non mi pare di aver detto niente, lei, Presidente, di questo me ne può dare atto per averlo sostenuto lei stesso, molte volte, da altri banchi, quindi ho fatto e ho dato un giudizio politico, quando definisco “peggiore”, mi limito a un giudizio politico e non personale.

Ribadisco il concetto: il DAP è il peggior manipolatore dei dati ed è il soggetto, il DAP, che tenta di vietare anche ai parlamentari di entrare nelle carceri. E lo si dovrebbe dire con estrema chiarezza, dovrebbe essere il Presidente della Camera a dire che il DAP ha fatto una circolare violenta, in cui impedisce tutte le regole che si sono seguite in anni passati, dal 1976 in poi, per entrare nelle carceri, carceri sempre più chiuse perché non bisogna mai dire la realtà.

E bisogna saperli fare i conti, sottosegretario, perché quando lei dice: ci sono 90 detenuti in 41-bis, allora sta omettendo il piano carceri della Sardegna, a cui bisogna fare riferimento, perché allora bisogna richiamare alla Corte dei conti il suo Governo, il suo Ministro, perché ha dato l'input per completare altri 120 posti per detenuti in 41-bis nel carcere di Uta; e il suo DAP si è dimenticato di dirglielo, che ci sono altri 120 posti che fanno aumentare e che fanno moltiplicare esponenzialmente il dato dei 41-bis in Sardegna! E infatti qui c'è scritto di bloccare quel traffico di detenuti in 41-bis in Sardegna, per evitare di raggiungere quella soglia pianificata del 50 per cento del 41-bis in Sardegna. Perché se è vero, come è vero, a Nuoro è previsto un braccio per i detenuti in 41-bis, o anche questo va negato?

Perché anche su questo bisognerebbe richiamare la Corte dei conti, altrimenti, perché c'è un braccio predisposto per il 41-bis, e si sommano ai 90, più 120, altri 40-50 posti che vengono previsti per il 41-bis in Sardegna, cioè capimafia.

Ma vi risulta che in Sardegna ci siano capimafia? In Sardegna ci sono 1.100 detenuti sardi, e ci sono nelle carceri, invece, come dite voi, 2.300 detenuti. Cioè, ce ne sono molto più del doppio di quelli previsti sul piano territoriale, una regola che è stata sancita che doveva prevedere che in Sardegna ce ne fossero; o questa è matematica che voi non capite, che non conoscete? C'è un dato che emerge con estrema chiarezza: in Sardegna ci sono 1.100 detenuti sardi e ne avete mandati 1.200 in più rispetto a quelli della territorialità della detenzione! E come fate a parlare con questa superficialità dei suicidi? In Sardegna ci sono stati, soltanto nel carcere di Uta, 61 tentativi di suicidio. Ma come si fa a citare un dato paragonandolo con chissà quali altre realtà? Ciò perché voi, quando non avete punti di riferimento, citate chissà che cosa e dove.

Ci sono stati 31 scioperi collettivi della fame, ci sono state manifestazioni contro le condizioni di vita dentro il carcere: 4.184, in Sardegna! Ci sono stati danneggiamenti, oltre 24 danneggiamenti, e io che sono andato a vederli - non il passeggiatore Orlando di turno o il Migliore di turno -, così come sono andati a vederli gli esponenti dei sindacati, abbiamo visto celle devastate! Tutto questo il DAP non ve lo racconta! Non vi racconta che gli agenti sono ricorsi alle cure mediche, aggrediti sistematicamente, perché di fronte a quaranta detenuti della peggior specie c'era un agente di turno! Tutto questo a voi scompare, vi basta una rispostina del DAP, lo stesso DAP che vieta le visite ai parlamentari nelle carceri, che le nega, che cerca di ostacolarle, e poi arrivate qui con la lezioncina numerica e pensate di venir meno invece alla risposta. Quindi, il professor Pino Arlacchi è un dilettante, che dice che la scelta che state facendo di spostare in Sardegna tutti quei 41-bis è una scelta dissennata! Lo dice uno che i provvedimenti del Ministero della giustizia li sa leggere, non un modesto e umile parlamentare di provincia. Sto citando il responsabile per la lotta alle mafie dell'ONU, esponente politico della vostra maggioranza, che dice che ciò è una scelta dissennata sul piano tecnico e sul piano politico! A questa affermazione voi non avete dato nessuna risposta, al bloccare e tentare di porre argine a quello che sta avvenendo, alle ramificazioni, ai contatti tra i familiari, al reticolato mafioso, camorristico e legato alla 'ndrangheta che si sta verificando in Sardegna.

Voi di questo, col Ministro dell'interno, non parlate, però la Direzione nazionale antimafia sta facendo azioni palesi, e tutti dicono che è legato a quell'aspetto che avete messo in campo cinque anni fa, di agire appunto sul trasferimento, in una terra come la Sardegna, a mo' di discarica di Stato, di un tale quantitativo di 41-bis, di AS1, AS2 e AS3. Aggiungo che niente è stato detto, per esempio, sul fatto che ci sia, anche in questo caso, il 50 per cento dei detenuti terroristici jihadisti in Sardegna. Sono 44, quelli che il Ministero dell'interno ha dichiarato essere detenuti in Italia, di cui 26 sono in Sardegna, non credo che occorra una matematica. Anzi, sono 26 meno 4, perché 4, dopo le proteste e le denunce del sottoscritto, sono stati allontanati dal carcere di Bancali perché hanno aggredito gli agenti, quindi di fatto, anche su questo, c'è un elemento chiaro che emerge con una chiarezza estrema, di un Governo che dice oggi, a distanza di quattro anni e nove mesi dal suo insediamento politico, che stiamo ottemperando alla nomina dei direttori, degli ispettori e dei vari gradi di coperture, che si sta ancora impegnando per coprire i vuoti in organico.

Cinquecento posti di vuoti in organico, se la matematica non è opinione! Li ha citati lei questi dati, e mi limito a quelli. Ci sono 500 posti vuoti in organico, ma non di centralinisti, che possono rispondere o non rispondere, ma di soggetti che sono preposti alla tutela della sicurezza dentro le carceri e del controllo di ciò che succede dentro le carceri nel rapporto con l'esterno. Per esempio, basta andare a Uta e vedere come avvengono i colloqui con i familiari: un agente ogni 50-60 detenuti che parlano con i familiari, ogni giorno. E così succede nelle altre carceri di Oristano, di Tempio e di Bancali. Tutto questo è insicurezza interna, ma soprattutto proiezione dell'insicurezza all'esterno, e questo per voi non esiste; non esiste e non si tiene conto di quello che un altro ramo del Ministero della giustizia ha detto con estrema chiarezza. Voglio citarlo, il procuratore Claudio Lo Curto, recentemente scomparso, il quale ha dichiarato, aprendo un anno giudiziario, che l'arrivo in Sardegna di questa mole di detenuti legati alla criminalità organizzata costituisce un pericolo latente per il contatto con la criminalità locale, che può avvenire solo nelle carceri.

E quando c'è nelle carceri un tipo di atteggiamento così incapace di dare risposte, come quello che è emerso oggi, è evidente che il pericolo è ancora più alto. Speravo in una risposta più responsabile da parte del Governo, è arrivata la rispostina numerica predisposta dal DAP, perché c'è un Governo che non sa cogliere nemmeno l'essenza politica delle denunce che vengono fatte; denunce molto chiare che purtroppo si stanno verificando, giorno dopo giorno, sempre più realistiche rispetto a quello che è avvenuto sull'eolico, sulle energie rinnovabili, sul traffico della droga, su tutto quello che è criminalità legata ai rifiuti, allo smaltimento e al suo recupero. Questa risposta non solo non mi soddisfa, ma mi indigna come sardo e come cittadino di questo Paese.